Macrì (Uil): “Serve immediata conferenza dei servizi con l'assessore Borsellino” - Tempostretto

Macrì (Uil): “Serve immediata conferenza dei servizi con l’assessore Borsellino”

Marco Ipsale

Macrì (Uil): “Serve immediata conferenza dei servizi con l’assessore Borsellino”

venerdì 30 Agosto 2013 - 17:44
Macrì (Uil): “Serve immediata conferenza dei servizi con l’assessore Borsellino”

Alla riunione sul Margherita, tra l’amministrazione comunale e le parti sociali, il dirigente medico dell’Asp Messina e rappresentante di Uil Fpl, Mario Salvatore Macrì, ha narrato la storia del polo radiologico mai entrato in funzione, evidenziando sprechi e scelte illogiche. La Uil invita il Comune a richiedere la sospensiva al Tar del trasferimento della risonanza magnetica ad alto campo

Adesso ne parlano tutti e si tenta di trovare una soluzione ad un pericolo concreto. Ma c’è chi, come la Uil, lancia l’allarme e grida allo scandalo già da tempo, avendo anche presentato un esposto alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti.

A luglio del 2012, sembrava che il polo radiologico, nel padiglione ristrutturato del Margherita, dovesse essere inaugurato da un momento all’altro. Poi, il cambio al vertice, con l’abbandono dell’ex commissario Francesco Poli e l’avvento del nuovo, Manlio Magistri, che decide il trasferimento della risonanza magnetica ad alto campo dal Margherita all’ospedale di Barcellona.

Mario Salvatore Macrì, dirigente medico dell’Asp e rappresentante di Uil Fpl, è intervenuto stamane alla riunione tra l’amministrazione comunale e le varie parti sociali, spiegando nei dettagli i vari passaggi della vicenda ed evidenziando diversi aspetti che non sono stati chiariti né dalla Regione né dall’Asp.

“Partiamo dall’aspetto positivo – esordisce Macrì -. E cioè che le parti sociali si sono incontrate per discutere ed abbiamo riscontrato la disponibilità a farsi carico del problema da parte del sindaco e dell’amministrazione comunale. Ora sono però necessari dei passaggi successivi, a partire dall’immediata richiesta di sospensiva al Tar”.

Il rappresentante di Uil Fpl conosce a fondo la vicenda e vuole chiarire alcuni aspetti: “Il problema è sorto perché il macchinario, collocato lo scorso anno, non è stato attivato. Non si tratta di scegliere dove collocare la risonanza magnetica, perché è già collocata. Il magnete si è rovinato perché non è stato utilizzato. Chi paga queste spese?”.

Un occhio anche al passato, al 1999, quando venne decisa la chiusura dell’ospedale Margherita. “Un fiore all’occhiello – secondo Macrì – chiuso solo per un’esecuzione sanitaria alla quale nessun politico si è opposto. Da 14 anni, Messina si ritrova senza un ospedale in centro, visto che il Piemonte può contare, ben che vada, su non più di 120 posti letto, mentre il Policlinico e il Papardo si trovano nelle parti opposte della città. Per raggiungere il Papardo si possono impiegare anche venti minuti, visto che non è servito dalla tangenziale. E in caso di emergenza, come ad esempio di un infarto, venti minuti possono risultare fatali. La destinazione del Margherita dev’essere esclusivamente sanitaria, perché non esiste un presidio nella zona centro-nord della città. I padiglioni, prima che si creasse lo scempio degli ultimi anni, erano in buone condizioni”.

Una delle soluzioni proposte dalla Uil è l’utilizzo ai fini riabilitativi in accordo con l’Irccs Neurolesi “che cerca posti letto a Barcellona, Taormina e altrove – prosegue Macrì – per realizzare le Suap, Speciale unità di Assistenza permanente, per le lunghe cure riabilitative di pazienti usciti dalla fase clinica. Oggi rappresentano un costo elevato per gli ospedali ma potrebbero essere ricoverati con personale addetto alla riabilitazione in un unico centro. Pensiamo proprio al Margherita, visto che i padiglioni ci sono. E sarebbe possibile anche ricollocare il personale in esubero dopo la diminuzione dei posti letto”.

Il dott. Macrì torna poi sull’argomento più attuale, il trasferimento della “famigerata” risonanza magnetica. “Non bisogna commettere l’errore – afferma – di pensare ad una contesa campanilistica. Il polo radiologico di Messina è un’idea del 2004, mica di adesso. Quando sono stati trovati i finanziamenti europei, si è pensato di realizzare il polo verso la zona nord, che era rimasta sguarnita, in bilanciamento al polo di Pistunina. Abbiamo accolto con favore l’idea dell’istituzione del Pta e del trasferimento del personale da via del Vespro per offrire il servizio. Già lì, dove c’è una risonanza magnetica a basso campo, arriva gente da altre province siciliane, dalle Eolie e dalla Calabria. La diagnostica oncologica a Messina servirebbe ad abbattere le attuali lunghe liste d’attesa”.

Cosa fare invece a Barcellona? “Magistri – prosegue Macrì – ha spiegato di voler costituire a Barcellona una stroke unit. Per farlo, però, ci sono tante di quelle necessità che la risonanza magnetica costituisce solo una delle condizioni e non è la fondamentale. Non c’è anzitutto il personale adeguato, i neurologi e gli anestesisti e i cardiologi sempre reperibili. Invece che trasferire la risonanza magnetica, era sufficiente potenziare la tac esistente da 4 slice a 16 slice, con una spesa di circa 70mila euro. Invece si spendono 140mila euro per trasferire un’apparecchiatura che rende monca una struttura, il padiglione del Margherita, per la quale sono già stati spesi 4 milioni”.

Qual è allora la soluzione? “Il Comune deve chiedere un’immediata conferenza dei servizi con l’assessore Borsellino – risponde il rappresentante della Uil – per trovare un accordo tra le parti. I politici presenti oggi hanno detto che non bisogna fare campanilismo. Questo lo sappiamo tutti e non aggiunge nulla di nuovo alla vicenda. Il Comune deve essere fermo nel richiedere la sospensione al Tar. Bisogna definire il polo radiologico e poi fare il Pta. La Regione deve anche nominare un direttore generale all’Asp. Simili delicate decisioni spettano più logicamente a chi starà in carica cinque anni, non ad un commissario temporaneo”.

E se dalla Regione non arriveranno le risposte attese? “Abbiamo presentato una denuncia alla Procura e le indagini stanno andando avanti – conclude Macrì -. Ci saranno dei risvolti e qualcuno dovrà rendere conto delle spese effettuate. Il Margherita non può essere abbandonato e deve essere utilizzato per scopi sanitari”.

(Marco Ipsale)

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