Crisi del Comune, Calabrò (Pd): «L’ex sindaco ha lasciato una città nel baratro» - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

Crisi del Comune, Calabrò (Pd): «L’ex sindaco ha lasciato una città nel baratro»

Crisi del Comune, Calabrò (Pd): «L’ex sindaco ha lasciato una città nel baratro»

sabato 20 Ottobre 2012 - 20:15

Il coordinatore dei gruppi consiliari del partito democratico esprime un giudizio impietoso nei confronti dell'ex primo cittadino Buzzanca

Un fallimento su tutti fronti. Questo è stato secondo Felice Calabrò, coordinatore del pd in Consiglio comunale, l’operato dell’ex sindaco Giuseppe Buzzanca. «I nodi – scrive Calabrò in una nota – vengono sempre al pettine e la città, lentamente ma in maniera traumatica – basti pensare all’emergenza stipendi che si registra in questi giorni sia al Comune, che all’ATM ed a Messinambiente – sta prendendo coscienza della gestione fallimentare conclusasi lo scorso 30.08.2012, giorno delle dimissioni del detto primo cittadino».

Secondo l’esponente del centro-sinistra «l’ex Sindaco ha lasciato una città sul baratro. La sua gestione fallimentare ha determinato lo sforamento del patto di stabilità, sempre la stessa gestione ha svuotato le casse comunali facendo venire meno la liquidità fondamentale, linfa vitale per la sopravvivenza dell’ente locale».

Calabrò torna anche sulla bocciatura del consuntivo: «l’attento esame della votazione consiliare, relativa al rendiconto 2011 scrive – smentisce ogni tentativo di fare passare la stessa sotto forma di una banale caccia alle streghe, o caccia al responsabile. L’analisi scrupolosa di quel voto (10 contrari, 7 astenuti ed 8 favorevoli), di quella espressione di volontà, evidenzia, inequivocabilmente, la presa d’atto da parte del Civico Consesso della fallimentare gestione politico-amministrativa rappresentata dalla sindacatura Buzzanca. Il Consiglio Comunale con quel voto, convinto e consistente, ha espresso un giudizio negativo, inesorabile e definitivo, senza appello».

Il coordinatore del Pd elenca, poi, quelli che definisce « insuccessi – o meglio errori – della precedente amministrazione, che sono acclarati da soggetti terzi, basta prendere ad esempio la posizione dell’Assessorato Regionale ai trasporti nell’ambito della vertenza ATM, o ancora i provvedimenti adottati dal commissario straordinario, dott. Croce, il quale in questi giorni ha presentato al Consiglio una proposta di delibera di revoca della precedente delibera istitutiva della New Co/Feluca, quest’ultimo provvedimento, infatti, nelle intenzioni dell’ex primo cittadino avrebbe dovuto risolvere le problematiche connesse alla questione Feluca. Anche tale scelta, da noi contrastata in ogni sede – attacca Calabrò – è stata posta nel nulla, attesa l’inconsistenza stessa che l’aveva caratterizzata».

«Orbene – conclude nella nota Calabrò – proprio nella gestione – o meglio non gestione – delle partecipate, si è appalesata ancor di più l’inadeguatezza, l’approssimazione e la superficialità del precedente esecutivo, che, compiendo scelte sbagliate, o addirittura non compiendo alcuna scelta, ha determinato situazioni di grande difficoltà da cui sarà difficile venirne fuori».

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13 commenti

  1. 'NDDRIA CAMBRIA 21 Ottobre 2012 06:19

    CHI HA INVENTATO LE PARTECIPATE ?

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  2. Cercherò di essere breve e quindi, necessariamente, lacunoso. Si dice “partecipata” quando un servizio pubblico che dovrebbe svolgere dal Comune viene affidato ad una società per azione il cui capitale viene sottoscritto per una parte dal Comune stesso ed una parte da privati (esiste la partecipazione pubblica maggioritaria e/o minoritaria). E’ un tipo di gestione prevista dalla legge ed ha avuto origine qualche decennio fa. Detto questo l’uso della espressione “partecipata”, nel caso che si commenta, è improprio poiché il Comune di Messina, a mio parere, non ne possiede (partecipate) dato che il capitale sociale di Messina ambiente SpA è detenuto interamente da enti pubblici (99% dal Comune di Messina e l’1% da altro Comune siciliano) mentre l’Atm è, tuttora, una “Azienda speciale” e quindi sottoposta alla disciplina del testo unico per la finanza locale approvato con decreto legislativo 267/200. Detta distinzione incide profondamente sulla contabilità da adottare dato che si ritiene che quando un servizio viene svolto con capitale interamente pubblico, il sistema contabile da adottare deve consentire di potere essere confrontato ed integrato con la contabilità delle pubblico di appartenenza. Almeno questo è il mio pensiero

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  3. I guai della Città sono sotto gli occhi di tutti. non credo quindi che nessuno, nenche gli addetti ai lavori, possano pensare di trovare scuse per il danno arrecato, semmai cè da pensare che gli organi di vigilanza non funzionano?!
    Ma credo sia utile iniziare un dibattito serio su quale è la situazione reale dell’Ente (non virtuale) e su come si esce dal tunnel??? O continuiamo solo a tamponare la situazione all’infinito???

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  4. gaetano ardizzone 21 Ottobre 2012 09:08

    Si fa oggi ciò che doveva farsi ieri, era proprio necessario creare una partecipata quando al Comune il CED è perfettamente capace di fare la stessa cosa? I soliti sprechi per creare stipendificio.

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  5. Gaetano hai ragione ma adesso bisogna guardare avanti e porre rimedio all “mala amministrazione”, lu ultime norme emanate dal Governo in tema di controlli amministrativi-contabili, prevedono tra l’altro, per Città in crisi come la nostra, l’adozione di un piano di riequilibrio economico finanziario pluriennale, vari controlli e la possibilità di accedere ad un fondo nazionale di riequilibrio. Sarebbe quindi interessante costituire una commissione che potesse verificare la possibilità di riprogrammare il futuro attraverso comunque una completa revisione dell’indebitamento del Comune e delle partecipate oltre chè degli obiettivi sui servizi da erogare e sulle tariffe da adottare per la copertura reale e totale dei costi… Oppure continuiamo a protestare e parlare, parlare magari eleggendo un altro Sindaco che viva alla giornata?? Noo per favore Messina merita di meglio dopo tanta sofferenza!

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  6. infatti il fondo salva dissesto e’ perfettamente in linea con la politica salvacasta!
    Unico risultato, salvare i politici dalla incandidabilita’evitando il dissesto, considerato che le conseguenze per i cittadini, sono catastrofiche quanto il dissesto, con la sola salvaguardia, appunto, delle future poltrone dei politici che hanno portato al baratro l’Ente.

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  7. QUA’ IL PROBLEMA SONO DUE..(come qualcuno ebbe a dire)

    1)Il Dissesto finanziario non e’ una scelta o una opinione, e’ semplicemente un calcolo contabile ;

    2)L’ennesima legge salvacasta (per gli enti in situazione prossima al dissesto)probabilmente consente la sopravvivenza ad alti costi per la collettivita’ e commissaria di fatto l’Ente (controlli serrati della Corte dei Conti e Ministero).

    Mi chiedo,cui prodest non dichiarare il dissesto, se non ai politici, che cosi’ facendo non patiscono alcun danno.

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  8. CALABROOOOOO’ domanda:
    LEI fino ad ora invece di adottare il “lamentiti si voi stari bonu”..ha mai proposto qualcosa??? mi pare di no..

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  9. Il consigliere Calabrò, coordinatore del pdl, perchè adesso fa il pianto del cigno? E’ troppo comodo parlare e lamentarsi ADESSO, quando si poteva tranquillamente fare la mozione di sfiducia e far cadere sindaco, giunta e consiglio, invece di apsettare l’arrivo del commissario. I danni li dovrebbero pagare tutti i consiglieri comunali che non hanno fatto nulla per modificare. Lamentarsi oggi non serve assolutamente a nulla.

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  10. puzza di bruciato 21 Ottobre 2012 15:44

    Si ma anche quelli prima di Buzzy non hanno scherzato… cmq a messina le schettinide è prassi….

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  11. Cari messinesi di TempoStretto,la lettura dei nostri commenti lascia certamentente stupefatti la classe politica e dirigenziale della nostra città,non solo per le conoscenze, che pensavono di una ristretta cerchia,probabilmente si chiedono ma chisti sannu tutti cose, ma anche per la sottile ironia che sprigionano,come quello di ‘NDDRIA CAMBRIA.
    Caro Felice CALABRO’,lei dovrebbe chiedersi perchè la critichiamo duramente,in fondo lei è giovane,messinese di nascita,ha gli studi,milita in un partito che i sondaggi danno in ascesa e primo in Italia,è fra i pochi presenti in Consiglio Comunale,interviene e propone emendamenti,insomma non ruba l’indennità di carica come tantissimi suoi colleghi consiglieri,allora siamo forse ingrati? NO,caro FELICE, gli elettori del PARTITO DEMOCRATICO sono semplicemente delusi, si delusi dell’OPPOSIZIONE all’acqua di rose,della scarsissima trasperanza sui conti di palazzo Zanca,cui voi avete contribuito alla grande,io,in particolare,vi do la responsabilità di non aver incalzato e supportato allo stesso tempo CORVAJA,per discutere in Commissione e Consiglio le Linee Guida del NUOVO PRG,il risultato è l’ennesimo Commissario. Noi di TempoStretto abbiamo pubblicato e interpretato le cifre del RENDICONTO 2011 fin dal mese di luglio e lo abbiamo BOCCIATO molto prima del Consiglio,ma a differenza vostra e in solitudine lo abbiamo fatto con le modifiche al PEG PROVVISORIO 2012,con il RENDICONTO 2010 e poi….Caro CALABRO’,immagino che lei abbia legittime ambizioni politiche,ci dica per fare cosa, numeri e progetti alla mano, di chiacchiere in chiacchiere state regalando il vostro elettorato al MOVIMENTO 5 STELLE.

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  12. FRANCESCO TIANO 22 Ottobre 2012 07:47

    Caro Felice, hai una buona lena politica ma è evidente che non si è tradotta, in nessuna fase del tuo mandato, in una buona opposizione. Questo sistema, che mette tutti contro tutto, ha ingessato l’attività amministrativa del governo cittadino ed ha prodotto gli insuccessi di cui parli.
    L’unico rimedio sarebbe stato trovare una via trasversale per risolvere i problemi e dare alla città esempi d’interesse collettivo, invece, vi siete limitati ad opporre barriere e contrastare tutto senza proporre valide alternative.
    La città è in ginocchio e le colpe vanno distribuite tra chi avrebbe potuto e non ha fatto. Voi siete tra questi e non vi potete sottrarre dalle vostre responsabilità.
    Nulla verso le persone ma tanto nei confronti di questo sistema di parte che ha avvantaggiato alcuni a discapito della collettività. Una vera e produttiva rottamazione del sistema, associata alla necessità di imporre una rivoluzione culturale della politica, che dia centralità agli interessi comuni e al bene cittadino, è la via da seguire per uscire da questo blocco, da questa paralisi dei processi produttivi in cui ci avete costretti a sostare per lungo tempo.

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  13. UNA SOLA VERITà: la distruzione della città è stata portata a termine al 99% da un sinnacu senza spessore politico.Certo le minoranze non hanno fatto nulla,ma cosa potevano fare di fronte all’arroganza,la sfrontatezza e mancanza di rispetto per la citta’? Purtroppo questa gente si ricandita alla Regione e forte degli “S”galoppini elettorali hanno probabilità di essere eletti portando incompetenza a Palermo.

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