Io Sarah: se fosse un dipinto sarebbe L’urlo di Munch. - Tempo Stretto

Io Sarah: se fosse un dipinto sarebbe L’urlo di Munch.

Tosi Siragusa

Io Sarah: se fosse un dipinto sarebbe L’urlo di Munch.

domenica 20 Ottobre 2019 - 09:43
Io Sarah: se fosse un dipinto sarebbe L’urlo di Munch.

A Francesca Auteri si è attestato il romanzo, di recente pubblicazione, edito da VME, del quale Giovanni Arezzo e Alice Sgroi hanno operato riduzione e adattamento, e la stessa A. Sgroi ne è stata unica interprete, diretta da G. Arezzo. E noi spettatori, alla prima di venerdi u.s., al messinese Teatro dei 3Mestieri, abbiamo assistito a una piece meravigliosamente toccante, ove ogni tassello si è combinato alla perfezione con tutti gli altri, fino a comporre una trama intessuta con preziosa armonia. E siamo dunque qui per lodare. “In primis” chi ha creduto in questa stagione teatrale 2019/2020 dall’intitolazione suggestiva “Umane imperfezioni”, con particolare riguardo alla sezione “Drammaturgia contemporanea”, e cioè il direttore artistico Stefano Cutrupi e il direttore amministrativo Angelo Di Mattia. La loro felice scelta di titoli, autori,registi e attori ha prodotto un cartellone che si preannuncia di tutto rispetto, che ha avuto nel suo incipit uno dei punti più alti dell’intera produzione fin qui intercorsa e passata ai “3Mestieri”. Che dire infatti della resa attoriale interpretativa di Alice Sgroi se non che è stata semplicemente perfetta, sublime e toccante, riuscendo a incarnare l’essenza stessa dell’eroina ispiratrice, la grande, anzi immensa, giovane scrittrice britannica Sarah Kane, autrice di ben cinque opere e un cortometraggio, “Skin”, che con la sua drammaturgia postuma “4:48 Psychosys” ha incantato chi, come me, ha avuto la fortuna di poterla leggere e apprezzarne le riuscite rappresentazioni così autentiche, scarne e in uno appassionate, crude, erotiche e mistiche al contempo, ove l’elemento autobiografico ha generato non impudicizia, ma generoso dono del sé al mondo. Le “Ultime ore….” e la trasposizione ci hanno condotto in un visionario non luogo post-mortem, ove la talentuosa autrice inglese, dolorosamente e insieme furiosamente, ripercorre le cinque ore precedenti il suo suicidio, su un palco dinanzi a un pubblico attonito. E così il fantasma di una donna fragilissima ma fortissima, contraddittoria e sempre “al di là di tutte le porte”, torna ad affascinare con la sua intensa passionalità in questa versione – volta indubbiamente a rendere giustizia al pensiero dell’autrice – incentrata su quella carenza d’amore – che aveva già minato l’esistenza dell’artista – che anche dopo la morte non la abbandona e abbisogna di essere sanata per affermare la vita stessa oltre la morte. La piece, intensa e intimista- perfettamente calata in questo solco – che urla e trasuda di quella voglia di vita e di essere vista e amata, che ha condotto la Kane a darsi la morte nel 1999, è giunta ai numerosi ed estasiati spettatori, attraverso la splendida incarnazione di A. Sgroi ,che, scalza e scarmigliata ,nello struggente monologo ,in compagnia solo di uno scarafaggio ,una crepa e una zanzara-ai quali si rivolge-esterna il suo malessere interiore .E ,fra solitudine, ,enorme disagio psichico, in quel limbo ,in una ghiacciata dimensione, Sarah- Alice si racconta ,nel suo profondo orrore, che non vuole o non sa scendere a compromessi con l’umana crudeltà e con la comune indifferenza. Anche l’amore, e il suo desiderio, di per sé crudeli, nella cannibale dimensione sessuale, danno comunque senso all’esistenza, pur se contribuiscono a farci sentirci inadeguati, come uno dei personaggi delle opere teatrali di Sarah, nella breve vita reale avvinta e vinta da un autobiografico amore saffico. E, mentre il cinismo umano le genera ancora formicolio alle gambe, e convulsioni, il non-tempo della Kane ha fine e, almeno in questa riduzione, i grumi di sofferenza possono sciogliersi nella auto-consolazione di un amore che si percepisce finalmente ricambiato. Le musiche, a tratti giustamente sincopate, hanno accompagnato i mutevoli umori della protagonista. Un convintissimo plauso e l’invito a non perdere la replica delle 19 di oggi.

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