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Irccs, il prof. Bramanti: “No ad allarmismi. Nessuna privatizzazione, tutt’altro”

Rosaria Brancato

Irccs, il prof. Bramanti: “No ad allarmismi. Nessuna privatizzazione, tutt’altro”

martedì 22 Settembre 2020 - 19:26
Irccs, il prof. Bramanti: “No ad allarmismi. Nessuna privatizzazione, tutt’altro”

"L'iter è ancora all'inizio. Cambierà la governance ma non c'è nessuna privatizzazione in vista"

Macchè privatizzazione. L’Irccs resta pubblica e non ci saranno problemi per i dipendenti”. Dopo il comunicato stampa della Uil e UilFpl sulla richiesta da parte dell’Irccs-Piemonte di trasformazione in Fondazione è il direttore scientifico Dino Bramanti a chiarire i fatti.

L’istanza al Ministero

L’iter è ancora ai primi passi. Al momento i vertici dell’azienda hanno trasmesso l’istanza al ministero della salute, alla luce della normativa che consente la trasformazione dell’istituto di ricerca in Fondazione. Il ministero ha chiesto un parere all’ufficio legale ed all’Avvocatura di Stato e sta valutando la possibilità di concedere una deroga dal momento che il Neurolesi Bonino Pulejo è stato istituito successivamente alla legge del 2003. Vi sono diversi casi di deroghe in Italia. Anche la Regione dovrà fare la sua parte, attraverso l’assessorato alla sanità.

Nessun allarmismo

Non ci sono motivi di allarmismo- prosegue Bramanti-Non c’è nessuna privatizzazione. Stiamo parlando di un rapporto tra pubblico a pubblico. Cambierà la governance, ma l’obiettivo è migliorare la qualità e l’efficienza. Nel momento in cui c’è il passaggio si azzerano tutti i vertici e ci sarà un cda, formato da 7 persone”.A nominare i componenti del Cda saranno la Regione (4), il ministero, il socio fondatore ed il comune di Messina.

Aperto a pubblico o privato

E’ anche possibile l’ingresso di un socio privato, se vuole mettere risorse ed investire nella Fondazione-continua- ma allo stesso modo potrebbe entrare a far parte della Fondazione un ente pubblico, quale, faccio un esempio, l’Università. L’obiettivo è migliorare la qualità della ricerca e dell’assistenza. Soprattutto voglio rassicurare i dipendenti. Non c’è alcuna privatizzazione in atto o alle porte”.

I tempi

Il ministero avrà compiti di vigilanza così come la Regione. La trasformazione non è comunque scontata né immediata. Al momento c’è solo la richiesta da parte del dg Barone al ministero e si è in attesa dei pareri sull’istanza. I tempi non sono neanche celeri perché l’atto, qualora venisse dato il via libera dal ministero, deve transitare dalla giunta regionale. L’iter è stato comunque avviato e ci sarà spazio per dibattiti e scontri.

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