Comuni come Itala e frazioni come Misserio (S. Teresa di Riva) e Rimiti (Casalvecchio Siculo) risultano completamente privi di servizio pubblico
“L’attivazione del nuovo servizio di trasporto pubblico locale lo scorso 1° luglio ha scatenato un’ondata di criticità diffuse in Sicilia, lasciando molti cittadini, soprattutto nei piccoli Comuni e nelle frazioni, senza collegamenti essenziali”. La denuncia arriva direttamente dalla Faisa Cisal Sicilia, che ha inoltrato una diffida formale all’Assessorato regionale competente per chiedere immediati chiarimenti e soluzioni.
Diverse le problematiche emerse da quando il nuovo gestore ha preso il controllo del servizio:
- Soppressione non comunicata di numerose corse e modifiche agli orari che erano in vigore con la precedente gestione.
- Tempi di percorrenza ridotti che mettono a rischio la sicurezza di passeggeri e operatori.
- Gravi carenze di personale e un conseguente sovraccarico per gli autisti e il personale rimasto in servizio.
- Assenza totale di informazioni alle fermate, con orari aggiornati non disponibili neanche sul sito della Regione.
- Mezzi inadeguati alle specifiche tecniche delle tratte da coprire.
Faisa Cisal: “Disorganizzazione Inaccettabile”
Moschella (Segretario Regionale Faisa Cisal) e Crisafulli (Coordinatore Faisa Cisal Sicilia) non usano mezzi termini: “Non possiamo più tollerare che la gestione del trasporto pubblico venga affrontata con tanta superficialità e disorganizzazione. Il diritto alla mobilità è fondamentale, e chi ha responsabilità istituzionali deve garantire un servizio efficiente, trasparente e rispettoso dei cittadini.”
La diffida inviata all’Assessorato regionale chiede nello specifico:
- Chiarimenti sulle modalità operative adottate dall’azienda subentrata.
- La trasmissione degli orari completi e aggiornati a partire dal 1° luglio 2025.
- L’indicazione di misure correttive già predisposte o in fase di attuazione.
“In assenza di risposte entro i tempi previsti, ci riserviamo di intraprendere ogni azione necessaria, anche in sede giudiziaria, per tutelare l’interesse pubblico e la sicurezza dei dipendenti e dell’utenza,” concludono i due rappresentanti sindacali, sottolineando la serietà della situazione.
Versante Jonico Messinese
“La situazione si aggrava ulteriormente nel versante jonico della provincia di Messina, dove l’azienda aggiudicataria delle tratte sembra incapace di garantire il completo svolgimento dei servizi”. Antonino Losi, vicesegretario provinciale Faisa Cisal, punta il dito contro una “lacunosa organizzazione” nella ricerca di personale e mezzi, definendola “pecca inaccettabile e incomprensibile da parte di chi opera nel settore da quasi un secolo.”
Le conseguenze ricadono pesantemente sugli utenti: Comuni come Itala e frazioni come Misserio (S. Teresa di Riva) e Rimiti (Casalvecchio Siculo) risultano completamente privi di servizio pubblico, lasciando i residenti in una situazione di “estrema gravità” e isolamento, specialmente chi non ha alternative di trasporto.
Oltre a ciò, la soppressione di diverse corse e la limitazione degli orari costringono i viaggiatori a rinunciare all’utilizzo dei mezzi pubblici per le loro esigenze quotidiane.
L’Ultimatum e lo Sciopero
La Faisa Cisal è categorica: se entro 7 giorni non arriveranno risposte concrete, saranno attivate “tutte le misure legali e istituzionali previste”, comprese le procedure di raffreddamento ai sensi della Legge 146/90 contro i consorzi aggiudicatari delle linee.
Come prima azione di protesta e a tutela del servizio e del personale coinvolto, è già stato proclamato uno sciopero per lunedì 14 luglio 2025, dalle 9:30 alle 13:30. Lo sciopero interesserà le aziende Interbus, Etna Trasporti, Autolinee Segesta e Autoservizi Russo.
