La fuga dell'ex parà, i particolari della cattura da film - Tempostretto

La fuga dell’ex parà, i particolari della cattura da film

Alessandra Serio

La fuga dell’ex parà, i particolari della cattura da film

mercoledì 07 Settembre 2022 - 19:17

Le "scene" della folle fuga dell'ex parà, che si è scagliato anche contro i carabinieri usando il machete col quale aveva tagliato un dito alla zia

FURNARI – La fuga nelle campagne a bordo della 4×4, con l’elicottero che gli ronza sulla testa e il coltello ancora macchiato di sangue addosso, le fasi concitate della cattura, con i Cacciatori di Sicilia che gli piombano addosso e lo bloccano col taser mentre lui tenta ancora di divincolarsi, lanciandogli contro l’arma. Somiglia ad un film d’azione la mattinata dei militari dell’Arma impegnati nell’arresto di Vincenzo Baglione, il 52enne di Furnari che stamane si è dato alla macchia dopo aver accoltellato la zia, nel minimarket di famiglia. La donna sta meglio: ferita col coltellaccio in più punti, ha perso l’ultima falange di un dito della mano destra ma non corre pericolo di vita. Trasportata e medicata all’ospedale Fogliani di Milazzo, ne avrà per trenta giorni.

Il nipote invece è nel carcere di Barcellona con l’accusa di tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale. Oltre che ferire la zia, infatti, si è scagliato come detto contro i militari, usando lo stesso coltellaccio da 40 cm di lama che aveva adoperato per ferire la parente, stamane intorno alle 9.30.

Dopo essersi allontanato a piedi, immortalato dalle video camere di zona con l’arma bianca addosso, ha cercato riparo tra le campagne tra Furnari e Mazzarrà Sant’Andrea, inseguito dai carabinieri a piedi, che hanno esploso alcuni colpi in aria. A metà mattina sono arrivati anche gli elicotteristi e l’uomo è stato individuato mentre percorreva le campagne in auto. Intanto il comune di Mazzarrà aveva chiesto ai cittadini di barricarsi in casa, per evitare di incontrarlo. Si sospettano infatti segni di disagio psichico precedenti.

Quando i militari della compagnia di Barcellona, ai comandi del Capitano Galizia, sono riusciti ad immobilizzarlo, dopo aver rischiato a loro volta di venire feriti, lo hanno fatto visitare da una ambulanza del 118, poi “consegnato” al giudice di Barcellona e alla casa circondariale del Longano.

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