La Giunta Schifani, Cuffaro e la sanità in Sicilia: anatomia di una caduta di credibilità

La Giunta Schifani, Cuffaro e la sanità in Sicilia: anatomia di una caduta di credibilità

Marco Olivieri

La Giunta Schifani, Cuffaro e la sanità in Sicilia: anatomia di una caduta di credibilità

martedì 11 Novembre 2025 - 07:14

Oggi manifestazioni per chiedere le dimissioni del governo regionale. Ma è tutta la politica siciliana a essere messa in discussione

di Marco Olivieri

SICILIA – Si susseguono i colpi di scena alla Regione siciliana. Ma la suspense è davvero poca. Sembra più un mediocre film che lascia la sensazione del già visto. E senza che ci sia una prospettiva davvero di cambiamento. Ieri l’annuncio scontato da parte del presidente Renato Schifani: fuori gli assessori della Dc dalla Giunta Schifani. Saltano così Nuccia Albano, alla Famiglia, e Andrea Messina, agli Enti locali. Le funzioni dei due assessorati sono state assunte ad interim direttamente dallo stesso presidente. Un “atto di responsabilità politica e morale” ma è tutta la politica siciliana del centrodestra, e non solo, a essere messa in discussione.

Perché il principio fondamentale della responsabilità politica arriva sempre dopo le indagini della Procura? Così non va e da molti anni. Oggi il centrosinistra manifesta a Palermo, davanti a Palazzo d’Orleans, per chiedere le dimissioni di Schifani, oltre al sit-in del Partito democratico messinese davanti agli ospedali di Taormina e Barcellona. Ma l’inchiesta su appalti pilotati, con richiesta d’arresto nei confronti del leader democristiano Totò Cuffaro, del parlamentare di “Noi moderati” Saverio Romano e di altre sedici persone, chiama in causa tutti. Si tratta di un sistema politico, al di là degli esiti giudiziari, che non risolve i problemi dei cittadini e che si nutre della malattia del potere.

Il potere nell’ombra in Sicilia e il cambiamento che non c’è

“Questa vicenda giudiziaria ci consegna un’altra verità, forse perfino più grave dei fatti che vengono contestati: non è più il denaro il motore malato di questa politica. Non sono le mazzette trasmesse di mano in mano. È il potere in sé. Meglio: l’esercizio del potere che da solo si fa premio e ricompensa senza bisogno di tangenti, il potere di governare le carriere, decidere assetti pubblici e privati. Il potere di governare nell’ombra, che di tutte le forme di governo è quella più antica e meno nobile”, ha osservato il giornalista ed ex candidato alla presidenza Claudio Fava , che ha accusato il centrosinistra di consociativismo.

L’occasione perduta con Rita Borsellino e l’alternativa progressista ferma al palo

Di certo, per rappresentare un’alternativa credibile, a livello regionale e anche nazionale, il centrosinistra deve rinnovare profondamente metodi, dirigenti, contenuti e comunicazione. Sottolinea l’ex sindaca di Barcellona Pozzo di Gotto Maria Teresa Collica, ricordando l’occasione perduta dell’impegno per Rita Borsellino presidente della Regione: “Fu un momento rivoluzionario in cui tanti che non avevano mai fatto politica attiva risposero all’appello di Rita e decisero di impegnarsi in un progetto ambizioso: riscattare questa terra e renderla una regione semplicemente “normale”, per usare le sue parole. Anche la storia del Movimento Città Aperta ha inizio allora, con la condivisione di quel progetto. Rita ci ha fatto incontrare e ci ha uniti segnando per sempre le nostre vite. Quelli erano gli anni della sfida con Cuffaro. Due mondi opposti, due visioni opposte, due metodi opposti di fare politica. Eppure quell’entusiasmo, che spinse anche migliaia di ragazzi sparsi per il Paese a tornare in Sicilia a votare non bastò. Mi chiedo perché debba essere sempre solo la magistratura a contrastare questo modo di fare politica?”.

E ancora: “Il problema vero è continuare a votarli, è cambiare casacca politica per diventare primario, è accontentarsi di una raccomandazione per superare le liste d’attesa per una visita, è contare sulla consegna delle tracce per superare un concorso, è restare in silenzio per non assumere posizioni scomode condannando quest’isola alla irrimediabillità di sciasciana memoria. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. dopo avere toccato il fondo è possibile credere in un rinnovato risveglio?”.

Fu un’occasione perduta non perché Rita Borsellino non vinse ma perché non si è seminato, non si è costruito. Su questo dovrebbe, finalmente, riflettere l’alternativa progressista al governo Schifani. Altrimenti, mentre cresce il popolo degli astensionisti, il centrodestra cambierà qualche pedina ma non avrà alcun interesse a fare un repulisti al proprio interno. E si preparerà ancora a vincere le elezioni senza nemmeno lo sforzo di mettersi in discussione. Un film già visto.

Foto in evidenza da Italpress.

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4 commenti

  1. “Il problema vero è continuare a votarli”: sante parole!
    In Sicilia tutto cambia per non cambiare, come disse qualcuno.
    Il partito non conta, conta chi sono quelli che eleggiamo e che fanno. Quando eleggeremo persone serie che si mettono insieme per un programma e non per una poltrona???
    “Caduta di credibilità”: quando mai c’è stata? Sostituire Musumeci con Schifani solo per equilibri di coalizione al di là del merito la diceva già lunga sull’operazione…

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  2. invece di chiedere scusa ai Siciliani cosa fa??? Schifani …cosa fa ??? mette fuori solo gli Assessori DC, invece di azzerare la Giunta dimettersi in toto e andare a nuove elezioni. Siciliani si aviti ancora sangu nte vini mannanuli tutti , dicu tutti a casaaaaaaaaaaaaa

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  3. Ma quale credibilità perduta?
    Lo sappiamo tutti da….

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  4. DamyRocknRoll . 11 Novembre 2025 18:18

    Quando mai la sanità Siciliana ha avuto credibilità?? Clientelismo, illegalità e “amichettismo” ci sono da sempre e (purtroppo) sempre ci saranno, a prescindere dalla bandiera politica…

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