La Messina degli sfratti, "invalida con figlia minore da domani senza un tetto"

La Messina degli sfratti, “invalida con figlia minore da domani senza un tetto”

Marco Olivieri

La Messina degli sfratti, “invalida con figlia minore da domani senza un tetto”

martedì 03 Febbraio 2026 - 14:51

Il grido d'allarme del legale di una signora, che chiede aiuto alle istituzioni. L'Unione inquilini: "Affitti troppo alti e disagio abitativo in aumento"

MESSINA – Lo sfratto è previsto per domani a Messina. Una signora con “un’invalidità al 75 per cento per patologie deambulatorie”, comunica il suo legale, Raffaele Barbaro, all’Unione inquilini, da mercoledì si troverà senza casa. E, con lei, classe 1987, una minore: la figlia. Uno sfratto esecutivo dopo vari accessi dell’ufficiale giudiziario e conseguenti rinvii. “La donna soffre di gravi patologie deambulatorie e la figlia di complesse allergie. Ci siamo rivolti alle istituzioni ma senza ottenere risultati. Serve un aiuto immediato. Altrimenti, saranno costrette a vivere per strada, senza fissa dimora, in condizione di grave emarginazione e disagio psichico e sociale”, evidenzia l’avvocato.

Da parte sua, l’Unione inquilini auspica un intervento da parte dei Servizi sociali. Sottolinea il segretario Antonio Currò: “La situazione generale è drammatica. Lo confermano i dati del 2025. In Sicilia aumentano i provvedimenti di sfratto del 3,22% rispetto al 2023, registrando 1957 sentenze emesse. Sempre nel 2024 ci sono state 3888 richieste di esecuzione e 749 sfratti eseguiti con la forza pubblica. A Messina registriamo 190 provvedimenti di sfratto, con un aumento del 13,77% rispetto all’anno precedente. Il 90% di questi sono sfratti per morosità. 238 sono inoltre le richieste di esecuzione e 73 gli sfratti eseguiti con l’ausilio della forza pubblica”.

“Affitti esosi e tante discriminazioni”

Sottolinea l’esponente dell’Unione inquilini: “Gli affitti sono troppo alti e il disagio abitativo è in aumento. Bisogna aumentare il parco dell’edilizia residenziale pubblica. Affitti di 400, 450 euro, sono insostenibili per famiglie in difficoltà. Le famiglie povere non ce la fanno. 60 euro al mese è il prezzo congruo per il loro reddito. Non 500 euro. In più ci sono forti discriminazioni: spesso i proprietari non affittano a chi usufruisce dell’Adi, ovvero l’assegno d’inclusione, e a chi ha bambini perché temono che non siano facilmente sfrattabili. E non affittano a chi non è dipendente pubblico o non ha un posto fisso. Discriminazioni di classe e sociali. Le persone provenienti dall’Africa nera (Africa subsahariana, n.d.r.) sono le più discriminate. Si affitta quasi del tutto a studenti grazie alla garanzia dei genitori”.

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