La Nuova Igea Virtus penalizzata non ci sta: "Ci appelleremo"

La Nuova Igea Virtus penalizzata non ci sta: “Ci appelleremo”

Simone Milioti

La Nuova Igea Virtus penalizzata non ci sta: “Ci appelleremo”

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mercoledì 11 Marzo 2026 - 09:38

La Nuova Igea Virtus elenca le varie lacune che hanno portato alla penalizzazione con la squalifica sconosciuta anche al Giudice Sportivo

BARCELLONA POZZO DI GOTTO – Nelle stesse ore in cui il Tribunale Federale Nazionale decide per la pesante penalizzazione la società longanese Nuova Igea Virtus rilascia una nota ufficiale commentando la situazione: “Con rammarico, dispiacere e rabbia recepiamo una sentenza che ci condanna a cinque punti di penalizzazione da scontare nella stagione corrente, più l’inibizione a cinque mesi per il presidente Massimo Carmelo Italiano, l’inibizione a cinque mesi per il segretario generale Rosario Sorrenti, cinque giornate di squalifica per il calciatore Christian De Falco e un’ammenda di 500 euro per la nostra società.

Per noi non è una sentenza che riteniamo aderente con quanto accaduto, a cui ci appelleremo nei modi e nei tempi previsti dalla giustizia. Non c’è alternativa, non c’è ragione – a nostro legittimo parere – di ricevere una condanna, seppure non definitiva, che ridimensiona il nostro cammino, la nostra stagione, fino ad oggi costellata di successi, meriti e riconoscimenti, tutti maturati sul campo e frutto di non pochi sacrifici, del gruppo squadra, dei calciatori e della società. Dalla nostra c’è la buona fede, la voglia di fare valere le nostre ragioni per rispetto della nostra gente e del nostro operato”.

Il tesseramento di De Falco

La società fa chiarezza poi sulla situazione del tesseramento e impiego del portiere che ha portato alla penalizzazione: “All’atto del tesseramento del calciatore Christian De Falco, espulso al termine dell’ultima gara dello scorso campionato, disputato con la formazione primavera della Reggiana, non potevamo essere al corrente di questa situazione, al netto dell’impossibilità che ad oggi persiste a livello federale, laddove un segretario o un dirigente delegato opera in regime dilettantistico per la scrittura di un calciatore proveniente dal professionismo, che sia stato impiegato nelle formazioni giovanili o in prima squadra.

Il portale federale, diversamente a quanto possibile a parti inverse, non lo consente. Questa impossibilità è da anni oggetto di battaglia da parte dei segretari della LND, a cui il presidente federale ha più volte riconosciuto la validità dell’istanza e l’intenzione delle istituzioni sportive ad arginare simili difficoltà (non per ultimo nella riunione del 15 dicembre scorso a Roma).

Nella sostanza, non ci sono gli strumenti per le società dilettanti di appurare che un possibile tesserato proveniente dal professionismo abbia subito una squalifica o abbia pendenze in corso che limitano l’impiego, a livello giovanile come in prima squadra. Inoltre, va specificato che ad oggi non vi è mai stata una controversia di un Giudice Sportivo che abbia decretato che la squalifica di un calciatore debba essere scontata esclusivamente in prima squadra o nella juniores. Il calciatore Christian De Falco è un classe 2006 ed avrebbe potuto scontarla come uno dei tre fuoriquota previsti dal regolamento nel campionato juniores”.

Il ricorso delle altre società “fuori dai tempi previsti”

La società inoltre fa notare come il ricorso sia tardivo sia nei tempi che nei modi visto che tutti i risultati erano stati regolarmente omologati: “A ragione di questo, nel caso specifico che ci condanna, tenuto conto che nessuno ha mai fatto ricorso nei tempi previsti, e che i risultati siano stati tutti omologati, non vi è stato nessun segretario o segreteria di alcuna squadra che abbiamo affrontato in questa stagione con De Falco in campo (squalifica comunque sanata a posteriori) che abbia mai riscontrato irregolarità o presunti illeciti.

Lo stesso calciatore, interpellato ad inizio stagione, non aveva mai fatto riferimento alla squalifica ricevuta al termine dell’ultima gara dello scorso campionato, nonostante la segreteria o chi di dovere abbia provveduto più volte all’espletamento delle regolari procedure.

Ci chiediamo, a tal proposito, come non si sia tenuto conto anche di un altro singolare passaggio della vicenda che evidenzia l’impossibilità di rilevare la squalifica e la posizione irregolare del giocatore. Nel corso della gara valevole per la quarta giornata del girone d’andata, disputata al “Velodromo” di Palermo contro l’Athletic Club, il calciatore Christian De Falco è stato ammonito. La sanzione è stata processata anche nel successivo comunicato del Giudice Sportivo. Come è possibile che anche il Giudice Sportivo e i sistemi informatici non abbiano riscontrato la squalifica non ancora sanata?”.

“Penalizzazione ingiusta, faremo ricorso”

Infine la società fa sapere che ricorrerà sulla decisione: “Riteniamo che alcuno potesse essere al corrente della pendenza non sanata, ma allo stesso tempo siamo dell’avviso che la nostra buona fede non possa essere messa in discussione da un cortocircuito indotto, non determinante ai fini del risultato omologato dal campo, non preminente a quanto registrato all’interno del terreno di gioco. Tuttavia, ci siamo presi le nostre responsabilità, affrontato un processo sportivo (non concluso) che siamo certi possa fare giurisprudenza, tenuto conto che riteniamo che la penalizzazione non sia il giusto risultato di un operato caratterizzato in lungo e in largo da trasparenza, merito e linearità.

Faremo ricorso, non molleremo di un centimetro, sicuri di fare valere le nostre ragioni nelle sedi opportune. La città e i nostri tifosi, che come noi vivono queste ore con apprensione e rabbia, possono stare certi che trasformeremo il tutto nella maniera che meglio ci rappresenta, ovvero con cuore, sacrificio, passione, lavoro e qualità.

Mancano otto gare al termine della stagione. Abbiamo ottenuto cinquanta punti, cinquanta. Abbiamo perso in sole due occasioni, dunque tocca fare il nostro lavoro e continuare a fare squadra e lottare per l’obiettivo. Non sono state prese in considerazione le attenuanti, la mancanza di strumenti, la buona fede, ma non ci abbattiamo. Ci pieghiamo, ma non ci spezziamo. Avanti insieme!” termina così la nota.

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