La Scampia di Messina, il fiume di coca da Giostra ai salotti buoni della città

La Scampia di Messina, il fiume di coca da Giostra ai salotti buoni della città

Alessandra Serio

La Scampia di Messina, il fiume di coca da Giostra ai salotti buoni della città

martedì 28 Maggio 2024 - 07:00

Il "Canazzo" fa nomi di clienti "bene", spacciatori e fornitori dei salotti al centro di Messina

Messina – E’ datato 2021 ma torna di attualità il verbale di interrogatorio di Giovanni Bonanno, da tempo collaboratore di giustizia ma un passato da spacciatore per i quartieri alti della città. Verbale nel quale il “Canazzo”, così era soprannominato, svela agli inquirenti il retroscena della “movida” di alcuni salotti buoni del centro di Messina.

La Procura li ha infatti riproposti al processo dell’operazione Market Place, l’inchiesta anti droga sulla così dettaScampia di Messina che ha documentato un ampio giro di droga con base in via Seminario Estivo di Giostra. Il verbale è entrato nel processo di primo grado che si sta celebrando per i 24 imputati che hanno optato per il rito ordinario, per il vaglio dibattimentale. Mentre altrettanti imputati hanno già chiuso la loro posizione in “abbreviato” e sono stati condannati in primo e secondo grado. Alla sbarra ci sono due famiglie che si contendevano le piazze di spaccio, gli Arrigo e i Bonanno. Il “Canazzo” era, per tutti loro, il garante delle più delicate forniture calabresi.

Bonanno racconta di un locale nel cuore di Messina, in una traversa parallela al Duomo, molto gettonata per la vita serale e notturna, che era diventato per alcuni anni il centro di una rilevante fornitura di cocaina. E fa il nome di alcuni acquirenti, compreso il gestore, in passato entrato di striscio in vecchie indagini sul mondo dello spaccio. Bonanno tira in ballo la sua compagna di allora, riferisce di un avvocato e di un docente universitario frequentatore fisso del locale.

I verbali del pentito

“Ho ricevuto all’interno del locale stupefacente…. Tra i suoi acquirenti che frequentavano il locale vi era tale (omissis ndr) professore universitario, … professoressa universitaria, l’avvocato …, non quello che fa il consigliere comunale, l’avvocato …, la mia ex compagna …, il proprietario del locale …. La consegna della droga avveniva nel locale, ove Giannetto portava 6/7 grammi di cocaina già confezionata che consegnava o nel bagno o nel retrobottega … ho assistito alla consegna di droga alle persone che ho indicato, che pagavano 100 euro a dose … in seguito Giannetto prese una bottega al mercato del Muricello, ove preparava panini nel corso della notte e continuava l’attività di spaccio nel 2018/2019. Ciò avveniva dopo che aveva smesso di lavorare nel locale…”.

Un commento

  1. Ma perché confondete i luoghi dove si delinque con i “salotti buoni”????
    Salotti buoni e gente per bene sono stanno da ben altra parte!!!!

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