Operazione Scipione, quando gli spacciatori volevano eliminare "Il Canazzo. FOTO - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

Operazione Scipione, quando gli spacciatori volevano eliminare “Il Canazzo. FOTO

Alessandra Serio

Operazione Scipione, quando gli spacciatori volevano eliminare “Il Canazzo. FOTO

giovedì 05 Marzo 2020 - 07:15
Operazione Scipione, quando gli spacciatori volevano eliminare “Il Canazzo. FOTO

Gli spacciatori messinesi arrestati nell'operazione Scipione progettarono di uccidere il pusher della Messina-bene per un debito di droga

Giuseppe Selvaggio, a capo di uno dei cartelli della droga messinesi che si riforniva dai Morabito di Africo, arrestati ieri nell’operazione Scipione, nel 2017 pensò seriamente ad eliminare Giovanni Bonanno, per tutti Gianfranco, anche lui coinvolto nel blitz di ieri, con precedenti per spaccio di droga.

Giovanni Bonanno
Giovanni Bonanno

Tenendo sott’occhio l’oggi pentito e il suo intermediario Angelo Albarino, i carabinieri del Reparto Operativo, ai comandi del tenente colonnello Mauro Izzo, e gli uomini della compagnia Messina Sud guidati del maggiore Paolo Brunetti, scoprono che Selvaggio rifornisce anche Bonanno “Il canazzo”, ritenuto il fornitore di cocaina della “Messina-bene”. All’inizio del 2017 i militati intercettano diverse conversazioni tra i due.

Bonanno deve del denaro a Selvaggio, proprio per la droga, ipotizzano gli investigatori, ma non riesce a saldare il debito e prende tempo dicendo che la sua ex ragazza deve consegnargli una parte dei soldi. Selvaggio, che a sua volta è pressato da Morabito e i cugini Favasuli, perde la pazienza. Gli deve 90 mila euro, e non vuole finire nei guai per “gente come te e quegli altri”, dice a Bonanno, che gliene deve circa 40 mila.

Giuseppe Selvaggio
Giuseppe Selvaggio

Qualche giorno dopo l’ennesima discussione tra i due, Selvaggio è in casa con Albarino, che gli dice: “Devo provare una cosa io, ho un’arma da provare, una nove corta, tanto, guarda. L’hai vista mai tanta, guarda, tanta, guarda.” Selvaggio prende la palla al balzo:” io sai che volevo fare? Però non la voglio sporcare quella pistola, hai capito?Perché io voglio sparare…” Albarino: “ma questa è nuova pure, è nove, fa un buco tanto, il colpo più grosso della pistola è…”.

I due non fanno mai il nome di chi vogliono eliminare, o quanto meno spaventare ferendolo. Ma ci sono tanti elementi che portano gli investigatori a individuare in Bonanno la loro vittima. Parlano infatti di fare tutto al Baby Park, dove “quello” va a pescare con “Micio“, che contattato. E ragionano di chiedere al titolare di una motonautica della zona di staccare le telecamere di sorveglianza, per poter agire indisturbati.

Albarino Angelo
Angelo Albarino

“Si può fare, si può fare, io ne ho una che la devo buttare pure, è lorda. Uno prende e gli carica con quella e la butta, diglielo…quando lo trovo…lo sai che devi fare? Devi trovare a questo qua, che ti dice quando è là, la sera, di notte, la prende e poi la buttiamo là nella sabbia direttamente, perché si può buttare che già è..fa schifo (…)Ma dobbiamo trovare qualcuno che va con lui così non esci pazzo..”, dicono.

Micio è il soprannome di un altro soggetto noto di Giostra, che guarda caso, scoprono i Carabinieri, pesca spesso nei pressi del Baby Park proprio con “Canazzo”.

Bonanno, arrestato nel 2013 è stato recentemente indicato dal pentito Biagio Grasso come coinvolto in un grosso carico di stupefacente, portato avanti con un soggetto romano e Ivan Soraci, arrestato nell’operazione Beta. Traffico che sarebbe avvenuto utilizzando una barca a vela.

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