La scomparsa del genere umano e l’ultimo uomo

La scomparsa del genere umano e l’ultimo uomo

Giacomo Maria Arrigo

La scomparsa del genere umano e l’ultimo uomo

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mercoledì 28 Agosto 2019 - 16:40

L'umanità scompare e rimane un solo uomo sulla terra. "Dissipatio H.G.", elegante romanzo di Guido Morselli, è un classico dei nostri tempi.

Dissipatio humani generis, dissipazione del genere umano, nebulizzazione, vaporizzazione dell’uomo. La terra vuota del vociare continuo di uomini e donne, senza più il vagito dei bambini, il rumore di passi, i sussulti d’amore. Un incubo, specialmente se a viverlo è un uomo solo, rimasto indietro, salvato dalla sparizione totale, o condannato a rimanere solitario. È questa la condizione descritta da Guido Morselli nel romanzo Dissipatio H.G. (edito da Adelphi), pubblicato postumo nel 1977 (lo scrittore era morto nel 1973).

Si tratta di un classico: rifiutato da più editori, così come tutte le altre opere di Morselli, era destinato ad essere riesumato al momento della scomparsa del suo autore – come una beffa del destino. La storia inizia con il protagonista, che è anche l’unico personaggio del romanzo, che decide di suicidarsi; tuttavia non lo fa, si ferma, esita, torna indietro, verso casa. E con grande meraviglia (iniziale sollievo, poi lenta angoscia) scopre che tutto il genere umano è scomparso. Anche i teschi in un ossario sono andati via, dissolti nell’aria.

Cosa è successo? Forse tutti quanti sono stati assunti in cielo, angelicati in massa, salvati nel giudizio finale; e lui, il protagonista, sarebbe stato lasciato indietro, condannato alla gravità della materia. Oppure forse c’è stata una catastrofe di qualche tipo e lui, invece, sarebbe il salvato, colui che è scampato al disastro. «Io sopravvivo. Dunque sono stato prescelto, o sono stato escluso», scrive Morselli. E aggiunge, in un singulto di disperato nichilismo: «Questo che mi sta succedendo, avrebbe un qualche senso per un uomo morale. Forse, per un devoto, che avesse una Provvidenza a cui votarsi. Avrebbe senso per un devoto dell’ideologia (socio-politica)? Ma sì, riuscirebbe a scovacelo. […] Io sono al buio. Non vedo, quello che mi sta succedendo, a che cosa riferirlo (“a che scopo?”). Ossia non lo situo, non gli trovo un posto. Mentre lo soffro».

Il romanzo, ambientato in un futuro, o presente, post-apocalittico, è specchio dello stato d’animo dello stesso Guido Morselli: la morte della madre, l’assenza del padre, la morte della sorella, il rifiuto da parte di tutte le case editrici di pubblicare i suoi romanzi, i quali dunque vennero pubblicati solo a partire dal 1974, un anno dopo la sua morte; tutto questo influì sulla sua vita. Fino alla scelta di suicidarsi, il 31 luglio 1973, sparandosi un colpo in testa. Dissipatio H.G.è il suo ultimo romanzo, chiaro testamento spirituale di un’anima in pena.

Nel romanzo scrive: «Ho trascorso ore a esaminare se ricorrerò alla ragazza-dall’occhio-nero» (è così che definisce la pistola nei suoi testi). «Che probabilità ci siano che io ritenti. Nessuna, mi dico. Perché il suicidio richiede un destinatario o dei destinatari. Qualcuno che noi decidiamo di punire, o viceversa di ammaestrare. Non avendo destinatari, non posso più uccidermi, come non posso più spedire telegrammi». Nella vita reale, fuori dalle pagine del romanzo, Morselli ha optato invece per la punizione: punire il mondo che non si era accorto di lui e che gli aveva dato così poco.

Certa è solo una cosa: la scomparsa dell’umanità libera l’umanità stessa da tutti i suoi problemi. Scrive a tal proposito Morselli: «L’ideologia, oppio dei popoli, requiem; il consumismo, loro pane avvelenato, requiem; il balordo e luttuoso grido di guerra, requiem. O genti, esulto per me ma anche per voi, o in vece vostra, visto che della liberazione non potete godere. Ma non che essa arrivi troppo tardi. La vostra schiavitù la volevate, ne eravate gli autori. E non poteva scomparire che con la vostra scomparsa». Un atto d’accusa nei confronti di un’umanità indifferente e cattiva.

Guido Morselli, nel suo pieno nichilismo, era solo, senza alcuno che lo sostenesse. L’unica consolazione che emerge in tutto il testo è la natura che, presasi di coraggio dalla scomparsa dell’umanità, si fa avanti e invade le città. Pagine eleganti, quelle di Dissipatio H.G., che rimangono dentro e segnano il lettore. Un classico dei nostri tempi.

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