La Sicilia nell'alto medioevo "laboratorio di saperi": 3 giorni di dibattito - Tempo Stretto

La Sicilia nell’alto medioevo “laboratorio di saperi”: 3 giorni di dibattito

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La Sicilia nell’alto medioevo “laboratorio di saperi”: 3 giorni di dibattito

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lunedì 11 Novembre 2019 - 08:05
La Sicilia nell’alto medioevo “laboratorio di saperi”: 3 giorni di dibattito

Dal 14 al 16 novembre il meeting internazionale a Catania

L’argomento, in un periodo in cui si dibatte sulla necessità di restituire alla Sicilia un ruolo da protagonista, è di grande attualità. Dalla storia bisogna saper apprendere. Così il convegno che si terrà a Catania dal 14 al 16 novembre sulla Sicilia nell’Alto Medioevo è un meeting internazionale di studio di grande rilevanza.

28 relatori di 6 Paesi

A convegno 28 relatori di 6 Paesi diversi, presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Catania (nella storica sede de “Le Verginelle”) che si confronteranno sul tema: “La Sicilia: dinamiche di poteri e culture tra Oriente e Occidente nei secoli VI-X”.

Molti e prestigiosi i patrocini accordati all’iniziativa: accanto a quelli delle Università organizzatrici, quelli del Centro Studi Longobardi (promotore dell’evento), della Fondazione Cogeme, di Brixia Sacra – Arcidiocesi di Brescia, dell’Accademia Peloritana dei Pericolanti, della Regione Sicilia e della Regione Lombardia.

Progetto interdisciplinare

Un progetto interdisciplinare di vasto respiro, alla stesura del quale hanno collaborato studiosi di sei atenei italiani e di competenze diverse, nel quale si incontrano il finire dell’età classica e un medioevo che avanza, mentre da conflitti vecchi e nuovi, da popoli ormai ‘italiani’ (Latini, Bizantini, e Longobardi) e da nuovi arrivati (Goti, e soprattutto Arabi) sorge la civiltà europea.

La Sicilia “laboratorio di genti”

La Sicilia si fa, nel frattempo, laboratorio di genti, sperimentando forme di potere, incontri di linguaggi, saperi, religioni, accogliendo e respingendo, ma sempre integrando con straordinaria prontezza nel proprio plurimillenario retaggio elementi fecondi di rinnovamento e pluralismo culturale.

I lavori del convegno si apriranno il 14 pomeriggio: a fare gli “onori di casa”, il rettore dell’ateneo catanese, prof. Francesco Priolo, e la prof.ssa Carmelina Urso, ordinario di Storia Medievale, affiancati da altre autorità accademiche dell’isola, e dal prof. Gabriele Archetti, ordinario di Storia Medievale all’Università Cattolica del Sacro Cuore e presidente del Centro Studi Longobardi. Interverranno agli indirizzi di saluto anche l’Assessore al Turismo della Regione Sicilia, Manlio Messina, e l’Assessore alla Cultura della Regione Lombardia, Stefano Bruno Galli.

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