La Vardera strapazza in diretta il candidato presidente, Sud chiama Nord all'attacco

La Vardera strapazza in diretta il candidato presidente, Sud chiama Nord all’attacco

Marco Olivieri

La Vardera strapazza in diretta il candidato presidente, Sud chiama Nord all’attacco

sabato 18 Aprile 2026 - 07:00

Il deputato ha interrotto Carabellò ("Qui delle candidature non ce ne f... niente") durante il sopralluogo al Villaggio Unrra. Botta e risposta Lombardo-Russo sul caso arsenico

MESSINA – Le prime polemiche erano sorte subito per il sopralluogo di Ismaele La Vardera al deposito Rfi del Villaggio Unrra. “Vogliamo che siano ufficializzati i dati dell’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale, n.d.r.) sull’arsenico”, ha detto in diretta Facebook il leader di “Controcorrente” e deputato regionale. E, sul fronte del suo ex partito, Sud chiama Nord, lo hanno accusato di aver “scoperto solo ora” la vicenda in campagna elettorale. Poi si è diffuso il video del gesto brusco nei confronti del candidato presidente alla II Municipalità Francesco Chicco Carabellò. E sono scoppiate nuove polemiche social.

Lombardo: “Solidarietà al giovane candidato Carabellò, inaccettabile delegittimazione da parte di La Vardera”

Il politico ha interrotto Carabellò, che si era presentato come candidato presidente: “Qui delle candidature non ce ne f… niente. Siamo qua io come deputato regionale e Antonella Russo come consigliera comunale”. E sono arrivate le critiche di Sud chiama Nord.

“Esprimiamo piena solidarietà a Chicco Carabellò, candidato della coalizione di centrosinistra, per il trattamento subito durante una diretta da parte di Ismaele La Vardera. Un episodio che, nei fatti, ha assunto i contorni di una vera e propria intimidazione pubblica nei confronti di un giovane candidato, e che solleva serie perplessità sul modo in cui viene considerato il ruolo dei giovani nel dibattito politico”. Così in una nota Pippo Lombardo, deputato regionale di ScN.

Ha continuato Lombardo: “Non è accettabile che un candidato, peggio ancora se della propria coalizione, venga interrotto e attaccato mentre sta semplicemente esponendo le proprie posizioni dopo essere stato interpellato, per altro, a farlo! Il confronto politico non può ridursi a una dinamica di sopraffazione verbale o di delegittimazione dell’interlocutore. In questo contesto, appare evidente come un approccio costantemente impostato sullo scontro rischi di allontanare il confronto dai contenuti e dal rispetto dovuto a chi, soprattutto se giovane, si affaccia con impegno alla vita pubblica”.

E non è finita. Ha concluso Lombardo: “Stigmatizziamo inoltre con fermezza la condotta della candidata sindaca, che non ha in alcun modo tutelato il ragazzo, suo sostenitore e giovane attivo da tempo in politica, lasciandolo esposto a una dinamica di attacco pubblico che avrebbe invece richiesto una chiara presa di posizione a sua difesa. Un’assenza grave, che non può essere ignorata nel quadro del rispetto dovuto ai propri candidati e al corretto svolgimento del confronto politico”.

Lombardo: “C’è chi si sveglia dopo due anni perché siamo in campagna elettorale”

In generale, Lombardo commenta con severità il sopralluogo di La Vardera e Russo: “Sulla vicenda del deposito delle terre contaminate da arsenico c’è chi oggi prova a costruire indignazione last minute, dimenticando però un dato essenziale: se in quell’area il materiale contaminato non c’è più, è perché il sottoscritto, il 22 ottobre 2024, ha presentato un esposto che ha portato al sequestro delle aree interessate”.

Polemizza il parlamentare regionale: “Fa sinceramente sorridere, se non fosse una vicenda delicata, assistere al risveglio improvviso di chi arriva oggi su una questione che seguo da oltre due anni. La salute dei cittadini non si tutela a intermittenza e non si difende solo quando conviene elettoralmente. Si tutela sempre, con atti concreti, con esposti formali e con il lavoro serio di chi queste vicende le approfondisce per tempo. Alla consigliera Russo va ricordato che il trasferimento del materiale a Contesse proveniva da Nizza di Sicilia. E se quel materiale è arrivato fin lì, forse qualche riflessione andrebbe fatta anche all’interno del suo partito, che su questa vicenda è rimasto in silenzio troppo a lungo. Non sono stati esponenti del Pd né improvvisati paladini dell’ultima ora a denunciare quanto stava accadendo, ma l’onorevole Giuseppe Lombardo, con un’azione puntuale che ha acceso i riflettori sulla questione”.

“Un blitz improvvisato ma l’area è stata liberata dall’arsenico grazie al mio esposto”

Scrive Lombardo: “Prima di improvvisare blitz mediatici bisognerebbe almeno conoscere la differenza tra un’area pubblica e un’area di cantiere. Per accedere in un’area di cantiere non basta esibire il proprio ruolo istituzionale, ma occorre rispettare precise prescrizioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Nessuno mette in discussione il diritto-dovere di un deputato di esercitare il proprio mandato, ma farlo bene significa studiare le carte, conoscere i fatti e arrivare preparati, non precipitarsi su una vicenda vecchia di due anni solo perché oggi siamo in campagna elettorale. Occorre inoltre chiarire, una volta per tutte, che Rfi è il soggetto committente dell’opera, mentre la gestione del cantiere fa capo al consorzio impegnato nel raddoppio ferroviario, con Webuild e Pizzarotti. Le analisi sono state effettuate sia dalla ditta appaltatrice, sia da Arpa. Successivamente, su disposizione dell’autorità giudiziaria, l’area è stata sequestrata e liberata dal materiale contenente arsenico. Anche questo passaggio va detto con onestà: se si è arrivati a questo risultato, è stato grazie all’esposto presentato dal sottoscritto”.

Russo: “Chi strumentalizza la vicenda sulla pelle dei cittadini è Sud chiama Nord”

Ed è arrivata la risposta della candidata del centrosinistra Antonella Russo: “Sulla vicenda del deposito Rfi di Contesse–Villaggio Unrra respingiamo con fermezza ogni tentativo di strumentalizzazione politica proveniente dal dimissionario Basile e dal suo entourage. Parliamo di un tema serio, che riguarda la sicurezza, la salute e la qualità della vita dei cittadini, e che merita rispetto, verità e responsabilità”.
“È necessario chiarire – prosegue Russo – che il nostro impegno su questa vicenda non nasce oggi. Già nel febbraio 2025, in sede di Consiglio comunale, insieme ai consiglieri del Partito democratico Felice Calabrò e Alessandro Russo abbiamo sollevato con forza le criticità alle quali erano sottoposti gli abitanti. Lo abbiamo fatto in Consiglio e così anche alle autorità competenti. In diverse sedute della
Commissione ponte abbiamo anche chiesto di porre attenzione ai problemi di sicurezza e viabilità al Contesse–Villaggio Unrra”.


“In questa situazione, gli unici che strumentalizzano sono soltanto gli appartenenti al partito del dimissionario Basile, che in una simile situazione emergenziale ha pensato bene di lasciare la città per finalità elettorali”, sostiene la Russo.

“Disinteresse dell’amministrazione Basile nei confronti della zona sud di Messina”

Ricorda Russo: “Nel corso del Consiglio comunale del 24 e 25 febbraio 2025, era stata evidenziata la totale assenza di informazioni chiare da parte dei soggetti coinvolti – tra cui Rfi e Italfer – in merito all’impatto del deposito dei detriti di scavo derivanti dal raddoppio ferroviario della Messina – Catania. A differenza dei sindaci della zona ionica che hanno tutelato il loro territorio, invece il dimissionario Basile ha concesso il suo benestare senza battersi per la tutela dei cittadini della zona sud”.
“Una situazione che, dopo la questione del ponte sullo Stretto e della lieson politica con Salvini, Ciucci, Salini e Lo Bosco, mette in evidenza ancora una volta l’impotenza della rappresentanza politica locale di fronte alle grandi società e una preoccupante inversione del rapporto tra opera pubblica e comunità. Dimostrando, in maniera plastica, tutto il disinteresse dell’ex amministrazione per la zona a sud della città”, attacca la candidata del centrosinistra.

“Un’opera pubblica non può e non deve essere realizzata a scapito delle comunità locali. E Basile ha abbandonato i cittadini”

“Abbiamo sempre sostenuto – sottolinea Russo – l’importanza strategica del raddoppio ferroviario Fiumefreddo-Giampilieri. Ma un’opera pubblica non può e non deve essere realizzata a scapito delle comunità locali. Il metodo adottato deve garantire equilibrio, trasparenza e tutela dei cittadini. Questo equilibrio, ad oggi, non è stato assicurato. Altrimenti i dati dei rilievi sarebbero stati resi pubblici. Invece
il dimissionario Basile, nell’ottobre del 2025, ha preso in giro i messinesi chinando la testa di fronte alle promesse vane di WeBuild”.
“Rfi e WeBuild promettono la dismissione del deposito entro gennaio, come dichiara a gran voce proprio Sud chiama Nord. Ma quando avrebbe dovuto intervenire sul tema, il dimissionario Basile ha preferito scappare dal confronto e abbandonare i cittadini a loro stessi. E il punto non è soltanto quello ambientale. Perché appena due giorni dopo quell’ennesima passerella politica promossa sempre in ottica ponte sullo Stretto per gli ottimi uffici raggiunti con Rfi, si è registrato il primo morto sulla Statale 114. Un
ciclista di 56 anni è finito sotto un mezzo pesante impegnato proprio nel trasporto dei materiali da scavo per i cantieri del raddoppio ferroviario nei pressi dello svincolo di San Filippo”, afferma Russo.
“Tra le proposte avanzate già oltre un anno fa, vi è quella della realizzazione di una nuova viabilità in entrata e uscita dal Villaggio Unrra, con particolare attenzione per il progetto che prevede la copertura del tratto del torrente San Filippo sotto la SS114 e il collegamento con la viabilità esistente, creando una nuova arteria fondamentale per l’area. E ci vuole un’azione amministrativa più decisa”, aggiunge la candidata sindaca del centrosinistra.

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Un commento

  1. Penso che il livello del dibattito politico si sia abbassato ai minimi storici.
    Solo polemiche, liti, presunti meriti e presunti demeriti.
    Siamo messi proprio male.

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