La violenza invisibile dell'antiviolenza - Tempo Stretto

La violenza invisibile dell’antiviolenza

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La violenza invisibile dell’antiviolenza

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sabato 11 Maggio 2019 - 07:38
La violenza invisibile dell’antiviolenza

Messina-Si dovrebbe scoperchiare il vaso di Pandora in un mondo che sembra andare alla rovescia. Storie vere, ma a pagare sono i bambini, che invece vanno dove sentono l'amore

Ma come mai tutto ad un tratto il mondo sembra andare alla rovescia?

“Ragazza brucia con l’acido l’ex fidanzato dopo che lui l’aveva denunciata per atti persecutori. L’uomo rischia di perdere l’occhio. Ma non erano i maschi che bruciavano le ragazze con l’acido?”;

“Giovane padre accusa la mamma della sua bambina di impedirle un rapporto continuativo con la figlia, di cui rimane il padre anche se ristretto ai domiciliari. Si è fatto autorizzare di fretta e furia a chiamarla ogni giorno sul cellulare della mamma, ma il telefono non squilla mai. Ma non erano le mamme-proprietarie ad impedire il rapporto genitoriale?”;

“Affido condiviso, ma tempi spropositati in favore della mamma, il papà, affogato da un pesantissimo assegno di mantenimento, lotta per vedere suo figlio un po’ di più, mentre la mamma, iscritta in uno pseudo gruppo social, si confida dicendo che chissà chi le avrebbe consigliato di dipingere l’ex marito come un violento, così da non fargli vedere più il bambino. Ma non erano le donne vittime di violenza ad avere bisogno di aiuto?”.

E potrei continuare ancora.

No, il mondo non sembra andare alla rovescia, non sono follie, sono storie vere, storie di famiglie e di vite distrutte, di padri disarmati di fronte alla “malizia” delle ex, consigliate ad hoc, o giovani mamme accusate da padri disinteressati di frapporre ostacoli al sacrosanto diritto dei figli di avere entrambi i genitori, che se non avessero avuto la famiglia di origine alle spalle avrebbero dovuto fare ricorso alla mensa dei poveri per dare da mangiare ai propri bambini.

Eppure si sente parlare ancora solo di femminicidio e violenza di genere, sacrosanto per l’amordidio, ma non esiste solo questo, dovrebbe essere chiamata violenza contro il genere umano, tutto il genere umano, contro i più deboli e non solo sulla carta.

Le associazioni difendono ora i padri separati che dormono in macchina e che non riescono a vedere i propri figli, ora le donne vittime della violenza fisica e della supremazia economica degli ex, ma chi difende chi cade vittima della rete di alcune (per fortuna) associazioni faziose che strumentalizzano il dolore delle famiglie separate per generare odio?

Non si può scoperchiare il vaso di pandora, sollevando la triste realtà della violenza delle associazioni anti-violenza.

Farebbe troppo male, farebbe troppo schifo, sarebbe, forse, troppo cinico, ma l’effetto devastante di questa violenza lo pagano le vere vittime: i bambini.

Ogni famiglia che si separa ha la sua storia ed il suo dolore, non si può stereotipare, non tutte le situazioni possono essere incatenate nella stessa imbracatura normativa.

Vittorio è diverso da Silvia e Alessandro e Carmen è diversa da Viola o Giuseppe, sono tutti figli di genitori separati, ma la soluzione non è, e non potrebbe essere, uguale per tutti.

Non tutte le mamme sono state lasciate sole e senza possibilità, non tutti i papà sono attenti e presenti, non tutte le mamme si sentono proprietarie dei figli e non tutti i papà sono violenti.

Hanno, però, tutti una cosa in comune: il dolore che porta con sé il dovere fare i conti con un fallimento e chi maneggia questo dolore (avvocati, giudici, assistenti sociali etc.) deve farlo con cura e grande responsabilità, senza presunzioni o prevenzioni, senza ricette uguali per tutti.

Ieri ho detto convintamente a un papà che non vede i suoi figli dall’estate scorsa, che i bambini vanno dove sentono l’AMORE.

Amore è quello di mamma e Amore è quello di papà.

Amore è quello dei nonni, degli zii e dei cugini.

I bambini hanno solo bisogno di essere amati e protetti dalle brutture della vita, devono solo sapere che con mamma e papà, anche se in case diverse, saranno sempre amati e protetti da entrambi, che mamma e papà, anche se non si amano più, amano sempre loro, e che quell’amore non potrà esaurirsi mai.

Tutto il resto è solo fuffa.

Simona Frida Giuffrida

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