La vita con due invalidi e l'emergenza casa a Messina

La vita con due invalidi e l’emergenza casa a Messina

Marco Olivieri

La vita con due invalidi e l’emergenza casa a Messina

mercoledì 19 Febbraio 2025 - 08:00

Una signora descrive i disagi quotidiani in un'abitazione a Mili San Pietro: "Da quasi due anni ho fatto domanda per una casa popolare"

MESSINA – L’emergenza abitativa a Messina. La necessità di un risanamento sociale e culturale. Se ne parla poco forse perché la povertà e i disagi sono frutto spesso di una grande operazione di rimozione. Nel frattempo, ci scrive una signora, segnalazione WhatsApp al 366.8726275: “Caro Tempostretto, vorrei porre all’attenzione della redazione la nostra situazione. Sono la moglie e la mamma di due persone invalide. Mio marito è invalido a causa di una malattia degenerativa che lo ha colpito alla schiena. E cammina solo con il sostegno delle stampelle. La sua situazione è destinata a peggiorare”.

Umidità casa

“Due anni fa la domanda per l’emergenza abitativa”

Continua la cittadina: “Mia figlia, anche lei invalida, soffre d tachicardia ed è in cura con un betabloccante (utilizzato in caso di ipertensione arteriosa di origine renale e non, angina pectoris e aritmie, n.d.r.). E soffre anche di broncospasmo, oltre a essere un soggetto allergico. Noi viviamo a Mili San Pietro in una casa a più piani, umida (nelle foto, n.d.r.) e non adatta per le nostre patologie, in affitto. E non possiamo permetterci altre scelte. Così abbiamo fatto richiesta d’alloggio per l’emergenza abitativa ma ancora, dopo quasi due anni, non si è avuta alcuna risposta”.

 “I dati di qualche anno fa ci dicevano che le famiglie in emergenza abitativa a Messina erano circa 600, oggi il numero è triplicato”, ha spiegato di recente a Tempostretto l’assessora alle Politiche sociali Alessandra Calafiore. Quindi circa 2000 famiglie in città non hanno una casa o non riescono a sostenere il costo di un affitto.

Le partecipate Arisme e Patrimonio acquistano e ristrutturano immobili grazie ai fondi Pinqua e Fua, ma sono a disposizione anche i fondi Pon metro plus per il sostegno all’abitare. Tuttavia, il problema è quello dei tempi. Serve un’accelerazione.

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