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Le grandi piogge sulla Sicilia orientale: Antillo sfiora i 200 mm in 24 ore

Daniele Ingemi

Le grandi piogge sulla Sicilia orientale: Antillo sfiora i 200 mm in 24 ore

venerdì 27 Marzo 2020 - 11:42
Le grandi piogge sulla Sicilia orientale: Antillo sfiora i 200 mm in 24 ore

Grandi piogge nelle ultime 24 ore sulla Sicilia orientale, ad Antillo quasi 200 mm in 24 ore

Nella giornata di ieri molte zone della Sicilia orientale, in particolare siracusano, catanese e messinese ionico, sono state investite da una importante fase di maltempo, con una lunga serie di forti temporali, rovesci di pioggia che hanno creato non pochi disagi. Come vi abbiamo anticipato nei giorni scorsi l’intensa ondata di maltempo, che si è resa persistente per l’intero arco del giorno, non è stata certamente eccezionale, anche se localmente l’entità delle precipitazioni, cadute in un arco temporale molto ristretto, ha creato parecchie criticità nel territorio.

L’area più colpita è senza ombra di dubbio quella al confine fra le provincie di Siracusa, Catania e Messina, dove le piogge persistenti, e nel pomeriggio pure i temporali, hanno scaricato un ingente quantitativo d’acqua che ha innescato le furiose ondate di piena di tutti i torrenti della zona. Alcuni di questi, come il torrente Agrò, si sono ingrossati in maniera repentina, tanto da arrivare a sommergere la passerella di collegamento fra Santa Teresa e Sant’Alessio.

Analizzando i dati forniti dalle stazioni SIAS presenti nel vicino retroterra montuoso della zona, fra Etna e Peloritani meridionali, emergono dei dati davvero molto importanti che ci danno una idea di quello che realmente accaduto durante l’intensa fase temporalesca. Su tutti sorprende il dato della stazione di Antillo (che con lo scirocco e il levante può vedere veri e propri diluvi), splendido paese collocato all’interno della Valle d’Agrò. Durante i temporali il pluviometro della locale stazione, gestita dal SIAS, ha registrato un accumulo complessivo di ben 182 mm in meno di 24 ore.

I dati aggiornati alle 23 di ieri dalla rete di monitoraggio del Sias, si notano gli oltre 302 mm di Linguaglossa e i 181 mm di Antillo

Un valore davvero molto rilevante che sta ad indicarci la consistenza dei fenomeni che hanno investito le aree più interne delle valli ioniche peloritane, come l’Alcantara, la Valle d’Agrò. La gran quantità d’acqua caduta ha alimentato le principali fiumare che in pochissimi minuti sono scese lungo le aree di foce con imponenti ondate di piena che hanno trascinato in mare, sullo Ionio, una gran quantità di sabbia e detriti di ogni genere. Oltre al dato di Antillo, molto consistente, non sono certo da meno i 160 mm registrati dalla stazione Sias di Catania, gli oltre 166 mm di Augusta e gli oltre 302 mm di Linguaglossa (dati aggiornati alle 23 di ieri).

Dando una occhiata ai dati pluviometrici del passato, durante gli anni molto piovosi, si notano parecchi divari e differenze con quanto accaduto in questi giorni. Nel novembre del 1958 le aree dei Peloritani meridionali e buona parte del messinese, inclusa parte della fascia tirrenica, furono investiti da una serie di alluvioni lampo devastanti che provocarono vittime e molti danni al territorio, specie nel comprensorio ionico fra S’Alessio e Furci Siculo, con le colossali ondate di piena dei torrenti Agrò e Savoca che invasero intere vallate. Nel novembre del 1958, durante quel periodo nefasto, la stazione di Antillo registrò circa 1296 mm di pioggia, tutti accumulati in meno di un mese.

Le precipitazioni attese dai modelli su base GFS

Ora non sappiamo se si tratta di un record assoluto, ma se non lo è poco ci manca. Da notare come, in appena 10 giorni, tra il 21 e il 30 novembre, caddero oltre 1000 mm, si tratta di un metro di pioggia. Tanta acqua che ha fatto infuriare il torrente Agrò e il Savoca che in quel mese si sono resi protagonisti di tragici eventi calamitosi. Rimanendo sempre nel messinese, nel Novembre 1958, sono notevoli pure i 1018 mm stabiliti da Francavilla, mentre sul lato nebroideo spiccano i 615 mm di Rodi Milici e i 534 mm di Floresta.

Mentre l’accumulo mensile a Messina non andava oltre i 181 mm, a parte i 273 mm di Camaro. Dagli accumuli di quella incredibile annata si evince come il quadro configurativo doveva essere molto simile a quello riscontrato durante le gravi alluvioni che fra la fine del 1972 e l’inizio del 1973 devastarono un po’ tutto il messinese, risparmiando in parte il territorio di Messina e l’estrema punta nord-orientale.

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