Le reazioni al furto al Museo, opposizioni all'attacco: "Dimissioni"

Le reazioni al furto al Museo, opposizioni all’attacco: “Dimissioni”

Marco Olivieri

Le reazioni al furto al Museo, opposizioni all’attacco: “Dimissioni”

lunedì 17 Agosto 2026 - 07:30

Il mondo politico esprime sconcerto per l'azione dei ladri d'arte a Messina. E c'è chi invoca le dimissioni di Scarpinato e dei vertici di Soprintendenza e Museo

SICILIA – Tante le reazioni del mondo politico al furto avvenuto al Museo regionale “Accascina” la sera di Ferragosto. “Il furto delle opere di Antonello da Messina rappresenta una profonda ferita per la Sicilia e per l’Italia intera. Da parte del mio assessorato, del museo “Accascina” e di tutte le strutture regionali competenti c’è l’assoluta e incondizionata disponibilità a collaborare con gli inquirenti e con le forze dell’ordine, nei confronti dei quali riponiamo massima fiducia”. Lo dichiara l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato.

Da Giuli e Amata a Bucalo, Musolino e Siracusano: “Una ferita inferta a Messina e alla Sicilia”

Ed ecco Elvira Amata, assessora regionale al Turismo, Sport e Spettacolo, che ieri si è recata nella struttura: “Il furto avvenuto al Museo regionale di Messina rappresenta un fatto di estrema gravità e una ferita profonda inferta al patrimonio culturale della nostra città e dell’intera Sicilia. Quanto accaduto suscita sconcerto e indignazione, soprattutto per il valore storico e identitario delle opere sottratte. Da messinese avverto ancora più forte il peso di quanto è accaduto. Il Museo Accascina custodisce una parte fondamentale della storia e dell’identità di Messina e rappresenta uno dei luoghi culturali più importanti della città, oltre che un punto di riferimento significativo per la sua attrattività turistica. Colpire un patrimonio di tale valore significa colpire Messina, la sua memoria e la sua immagine. Esprimo piena fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine e degli investigatori, con l’auspicio che le opere possano essere recuperate al più presto e che vengano individuati i responsabili di un gesto così grave”.

Sulla profonda ferita alla Sicilia e a Messina sono intervenuti pure, tra gli altri, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, la sottosegretaria Matilde Siracusano (Forza Italia), la senatrice di Fratelli d’Italia Ella Bucalo, della commissione Cultura, e la senatrice Dafne Musolino, Italia Viva, vicecapogruppo. Quest’ultima ha evidenziato la coincidenza con lo svolgimento della Vara in forma più sobria per il recente lutto. “La città piange ancora i suoi morti, gli ultimi quelli del disastro di Pistunina, di cui ancora non sono state ritrovate tutte le vittime. Un vero e proprio sfregio all’identità stessa di Messina e alla sua storia”.

Alibrandi (Cisl): “Un attacco all’identità messinese”

“Ferma condanna e sdegno” sono stati espressi pure dal segretario generale della Cisl Messina, Antonino Alibrandi. “Non si tratta soltanto di un furto d’arte – sostiene Alibrandi -, ma di un attacco all’identità storica e culturale della nostra città. Antonello da Messina rappresenta un patrimonio che appartiene a tutta la comunità messinese, un simbolo riconosciuto in tutto il mondo. Colpire quelle opere significa colpire la memoria e la dignità di Messina stessa”.

La Cgil

La Cgil Messina esprime forte preoccupazione per quanto accaduto. “È necessario accertare rapidamente, oltre alle responsabilità penali che spettano alla magistratura e agli investigatori – osserva la Cgil Messina – se i sistemi di sicurezza e vigilanza fossero adeguati e se tutte le misure necessarie alla tutela di un patrimonio così importante fossero state prese. Per la Cgil, la tutela dei beni culturali non può essere considerata una voce secondaria della spesa pubblica. Significa proteggere la nostra storia, la nostra identità e un patrimonio che appartiene all’intera collettività. Significa anche investire su manutenzione e sistemi di sicurezza adeguati”. “Chiediamo che, accanto alle indagini per recuperare al più presto le opere trafugate, si apra immediatamente una verifica seria sulle condizioni di sicurezza del Museo”, dichiara il segretario generale della Cgil Messina, Pietro Patti.

L’interrogazione all’Ars del Pd: “Si verifichi il funzionamento dei sistemi di sicurezza, della videosorveglianza e della vigilanza”

“In queste ore il pensiero va anche a quanti lavorano quotidianamente per custodire, valorizzare e rendere fruibile un patrimonio che appartiene a tutti noi”, ha concluso Elvira Amata. E a volerci vedere chiaro è l’opposizione all’Assemblea regionale. Così i deputati del Partito democratico Calogero Leanza e Sebastiano Venezia hanno presentato un’interrogazione parlamentare. E chiedono “notizie urgenti in merito al furto, al funzionamento dei sistemi di sicurezza e a iniziative per il rafforzamento della tutela del patrimonio culturale regionale. Si tratta di un fatto gravissimo che colpisce il patrimonio culturale e l’identità stessa della Sicilia. Occorre fare piena luce su quanto accaduto e, in particolare, verificare il funzionamento dei sistemi di sicurezza, della videosorveglianza e della vigilanza del Museo. Abbiamo chiesto al governo regionale risposte immediate e interventi concreti per tutti i musei e i siti culturali siciliani. La tutela di opere di valore inestimabile deve essere una priorità assoluta”.

Mele (Pd): “Scarpinato si dimetta”. Controcorrente: “I vertici di Soprintendenza e Museo facciano un passo indietro”

Su un “danno enorme per la città di Messina” si concentra invece il capogruppo del Movimento Cinquestelle all’Ars, Antonio De Luca. Da parte sua, l’ex deputato regionale del Pd Manlio Mele invoca le dimissioni dell’assessore Scarpinato. E Maurizio Rella, referente di Controcorrente di Messina Faro 3, non è da meno: “Di fronte alla gravità del furto delle opere di Antonello da Messina, necessario un atto conseguente e immediato: le dimissioni dei vertici della Soprintendenza e del Museo regionale di Messina “Maria Accascina”. Quando da un museo vengono sottratte opere di un valore storico, artistico e identitario inestimabile, non basta parlare di sgomento o avviare verifiche interne. Occorre interrogarsi sulle responsabilità nella gestione della sicurezza e sulla qualità dei sistemi di vigilanza e controllo. Se saranno confermate superficialità, carenze organizzative o incompetenza nella gestione della sicurezza museale, chi ha responsabilità apicali deve assumersene le conseguenze”.

E ancora: “Le dimissioni, in questo caso, non dovrebbero essere considerate una scelta discrezionale, ma un atto dovuto davanti alla comunità e al patrimonio culturale che si aveva il compito di tutelare. Messina non può permettersi di perdere pezzi della propria storia e, soprattutto, non può accettare che dopo un fatto di questa gravità tutto finisca con qualche dichiarazione di circostanza.

Associazione “Antonello da Messina”

L’Associazione “Antonello da Messina” esprime “profonda indignazione e sconcerto di fronte a un atto di eccezionale gravità, che priva la comunità dell’eredità del suo artista più illustre. La sottrazione di questi capolavori inestimabili non rappresenta soltanto una ferita dolorosa per la città, ma costituisce anche un danno incalcolabile per l’intero patrimonio artistico e culturale italiano”.

Associazione “Lambda Doria”

L’associazione “Lambda Doria” sollecita “la rapida apertura di un tavolo di confronto istituzionale tra il Governo regionale, l’Assessorato ai Beni Culturali e le autorità nazionali, con l’obiettivo di ridefinire integralmente la sicurezza dei luoghi della cultura in Sicilia. Tra le soluzioni individuate come prioritarie figurano l’aumento del personale di custodia, l’installazione di impianti antintrusione e di videosorveglianza di ultima generazione, un monitoraggio continuativo H24, l’adozione di rigorosi protocolli notturni e la revisione generale dei piani di sicurezza museali”.

Centro d’arte “Raffaello”

“Saranno gli investigatori e la professionalità delle Forze dell’Ordine a sciogliere i nodi e a stabilire come sia potuto accadere un fatto simile – dice Sabrina Di Gesaro, titolare e direttrice artistica del “Centro d’arte Raffaello”, una delle più importanti gallerie private in Sicilia e nel panorama nazionale –   ma ritengo che occorra già da ora interrogarsi sulle fragilità che caratterizzano i sistemi di protezione delle nostre opere nelle strutture museali”.

“Il furto di tre delle cinque tavole del Polittico di San Gregorio e di una tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà – conclude – rappresenta un fatto gravissimo che scardina le nostre certezze consolidate sulla sicurezza dei capolavori ospitati nei musei: auspico il rapido ritrovamento delle preziose opere e una più ampia e articolata riflessione sul tema che coinvolga istituzioni culturali pubbliche e private, cittadini e Forze dell’Ordine, con l’obiettivo comune di tutelare la nostra storia, il nostro passato e le infinite potenzialità che la cultura e il turismo culturale offrono allo sviluppo dell’economia”.


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10 commenti

  1. Frasi di circostanza di una politica che sa benissimo di essere la prima responsabile di tutte le inefficienze di questo Paese.
    Dagli ospedali ai musei, piazzate solo i vostri amici e giù a cascata sino all’ultimo dei factotum.
    La ferita la infliggete voi e chi continua a dare peso e prestare orecchio alle vostre ipocrisie.

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  2. Dimissioni solo dimissioni è 30 anni che sento sempre questa parola poi avete aggiunto conflitto di interessi. Non avete nemmeno idea di quello che dovete dire.

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  3. Avete visto la porta “allarmata” da cui sarebbero entrati è uguale alla porta della mia veranda. Oltre al danno culturale inestimabile qualcuno aveva preso in considerazione il valore venale delle opere?? Forse delle chiusure più efficaci avrebbero impedito il furto. Se metto le cose di valore sulla pubblica via è probabile che qualcuno se le porti via!

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  4. Con le dimissioni le opere tornano vengono restituite?qualcuno si renda conto che mesi fa è stato compiuto un furto al Louvre che non è certamente un museo da niente. Nulla è stato ancora appurato dalle indagini ma non ci sono molti ambiti da esplorare e le conclusioni su ciò che è successo sono più che ovvie.e proprio per le conclusioni che sono più che ovvie non ha senso chiedere le dimissioni. Pura demagogia politica

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  5. non si dimetterà nessuno, purtroppo, sembra ormai chiaro che tutte le colpe verranno addossate ai custodi, al solito pagheranno gli anelli più deboli della catena!

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  6. i sistemi antifurto funzionano se impediscono ai ladri di entrare tranquillamente e rubare opere inestimabili che probabilmente necessitavano di maggiore protezione. Quindi sicuramente il sistema non ha funzionato.

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  7. OVVO NINA CHE I SISTEMI DI SICUREZZA ANTIFURTO NON HANNO FUNZIONATO!
    ALTRIMENTI CHE CI STAVANO A FARE BEN 4 CUSTODI NELLA SERA E NOTTE DEL FERRAGOSTO ?

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  8. Manca il commento del Sindaco di Sicilia…ma vero è una ferita al patrimonio culturale di Messina che a lui non interessa proprio..sic

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  9. Altre nomine,altri personaggi in cerca d’autore o di reddito, continuando cosi le prime pagine riguarderanno sempre la nostra città a prescindere del colore politico.
    Meritiamo sempre la retrocessione.
    Esame di coscienza da parte di tutte le Autorità perché cosi non va……

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  10. Basta con le DIMISSIONI. ogni pie sospinto a dx o a sx ,.che chiaramente sono Giuste , ma bastaaaaaaaa sappiamo che questi governanti sono inadeguati in Sicilia da anni, ma bastaaaaa , ora io da vecchio messinese, nato crisciutu e pasciutu a Missina o Buddacilandia, dico anche a voi giornalisti, come fate ???? ma come fate ad ascoltarli ???? nessun progetto poi l’un contro l’altro nella stessa cordata politica, buon’ultima la barzelletta della Basil De Luca Destra Centro delle Ultime Amministrative,,….veramente una vergogna…. certo nel PD o il Nulla 5S non e che siano meglio anche loro l’un contro l’altro armati, pero i missinisi i votunu e…poi ..si lamentunu…a Movida, a Munnizza, u spazzaentu, a fogna, la pista ciclabile, Le baracche nciuriati Lidi chi fannu Casinu finu a notti, u mari chi cu ci desi a bandiera blu……. , incommentabile, ma siamo seri ??? le code alla Caronte ogni tantu, u buddellu delle code alla Caronte e Io mentri esisteva, qualche coda alla Caronte ho consigliato ai miei nipoti le FS e mi spuntaru a casa pi subitu, ma di cosa parliamo invece di vergognarsi, ….purtroppo questa e Messina e i Messinesi, compresi i politici dal 1980 ad oggi., che prima di tutto erano MESSINESI ma quale DC o PCI, se si trattava di Messina non esisteva nenti era per Messina, anche qualche piccola storpiatura ma si faceva tutto per la citta…..mi vien che ridere ora si gloriano di “surrogati” e quante enfasi nelle interviste e voi giornalisti tutti dico tutti..a scrivere……scusate lo sfogo ma mi fermo qui…la Citta e stata depredata da un PATRIMONIO CULTURALE TUTTO SUO ferita immensa e tutti questi inutil personaggi politici con i loro bla bla bla ..

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