Formazione, un'operatrice scrive al Premier Renzi: "Commissaria la Sicilia" - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

Formazione, un’operatrice scrive al Premier Renzi: “Commissaria la Sicilia”

Formazione, un’operatrice scrive al Premier Renzi: “Commissaria la Sicilia”

venerdì 19 Settembre 2014 - 07:20
Formazione, un’operatrice scrive al Premier Renzi: “Commissaria la Sicilia”

Un'operatrice della formazione, da 18 mesi senza stipendio e senza certezze sul futuro ha scritto una lettera aperta al Premier Renzi: "Commissari la Sicilia, la situazione è insostenibile"

Egregio Premier Matteo Renzi,

le scrivo dalla Sicilia, appellandomi al senso di responsabilità da Lei più volte dichiarato, per invitarla a commissariare la Regione Sicilia visto che in quasi un anno e mezzo di Governo, il Presidente Rosario Crocetta ha fatto sole tre cose: annunci, nomine e, soprattutto, danni. E ancora oggi persevera in questo andazzo..

In questo momento non esiste un’attività di Governo, non esiste una Giunta e non si

conoscono i partiti che lo sosteranno non avendo una maggioranza all’ARS. Il governo Crocetta, il governo del PD e dell'UDC e di tutta una schiera di piccoli partitucoli nati all'occorrenza, sta distruggendo la Sicilia. Non si parla di aiuti alle imprese, di agricoltura, di lavoro o di riforme, insomma non si parla di nulla, solo di rimpasto di governo, di poltrone e spartizione di posti di potere. Crocetta parla di antimafia, ma migliaia di licenziamenti e contratti precari, aprono le porte ad un possibile arruolamento nelle file della mafia. La mafia si combatte assicurando posti di lavoro, perché il lavoro crea dignità. In una Sicilia devastata da migliaia di licenziamenti nell’ultimo anno, migliaia di aziende chiuse a causa della crisi, il 55% di disoccupazione giovanile c’è ancora chi ruba i soldi della regione siciliana. Crocetta, presidente rivoluzionario si limita a denunciare il vecchio sistema, senza dare soluzioni e mettere in atto una seria riforma; è un sistema di spartizione clientelare dei fondi pubblici che ha danneggiato solo i lavoratori che anelano al ripristino della legalità. In questi quasi due anni non si è fatto altro che parlare del rapporto del presidente con il PD, di un presunto modello Sicilia, della riforma della formazione professionale e bla bla bla… Per i siciliani però non abbiamo ancora capito cosa ha fatto o cosa pensa di aver fatto, sempre che per i siciliani ci sia spazio nei suoi programmi. Il governo azzera il sistema della formazione con un ddl "work in progress", che "manda in soffitta" dopo 40 anni la legge regionale 24 del 1976, e stabilisce che sarà la giunta a dare il via al piano integrato della formazione professionale . La formazione professionale siciliana crocettiana e dei suoi fedelissimi dirigenti, è un completo caos e fallimento, lavoratori abbandonati al proprio destino, senza stipendio, famiglie al lastrico ed Enti chiusi. Il fallimento è sotto gli occhi di tutti, decine di Enti hanno ricevuto la revoca dell’accreditamento e il conseguente de-finanziamento, con più di 2500 lavoratori sospesi senza nessuna garanzia di ammortizzatore sociale. E' vero il nostro settore è stato oggetto di azioni inqualificabili, ma stiamo pagando soltanto noi lavoratori. Ad onore del vero, il settore è stato portato al tracollo con il Governo precedente che con atti illegittimi ha disatteso la normativa regionale vigente (L.24/76 e L.R. 25/93) che tutela i lavoratori facendo transitare il finanziamento agli Enti dal bilancio regionale al più cospicuo FSE, rendendoci precari in quanto il sistema del FSE non si sposa con il sistema strutturato in Sicilia. Ciò trova fondamento nella fonte costituzionale e statutaria della Formazione professionale, materia che in Sicilia è disciplinata esclusivamente dalla L.R. n. 24 del 6 marzo 1976 e s.m.i. In capo alla Regione siciliana, vi è l’obbligo costituzionale di rendere il servizio della formazione professionale ai cittadini siciliani attraverso l’emanazione, su base annuale o pluriennale, del Piano regionale dell’offerta formativa (Prof), così come si evince dal tenore letterale dell’art 5, comma 1 della citata legge regionale n. 24/76. Norma che, sottolineo, impone all’assessore competente l’obbligo di emanare annualmente detto Piano entro il 30 novembre così come dispone l’art. 34 della legge regionale n. 15 del 5 novembre 2004 che ne fissa il termine, escludono la sussistenza di qualsivoglia margine di discrezionalità entro il quale la Regione possa determinarsi se far luogo o meno all’emanazione del predetto Piano. Il secondo comma dell’art 5 della L.R. n. 24/76, in aggiunta al piano annuale imposto normativamente dal comma 1 del richiamato art. 5, riconosce in capo alla Regione la facoltà di approvazione anche di piani pluriennali finanziati con fondi comunitari. La reiterata elusione e violazione della L. R. n. 24/76 e, per essa, la mancata approvazione del Piano Annuale dell’Offerta Formativa negli anni 2012 e 2013, ha comportato l’omessa erogazione del servizio di formazione professionale in danno dei beneficiari-utenti non rientranti nelle categorie tipizzate nell’Avviso Pubblico n. 20/2011 e nel D.D.G. n. 5021/2013, e ha comportato, la infruttuosa esplicazione delle attività programmate e ha determinato, a danno degli operatori tutti – iscritti all’Albo istituito ai sensi dell’art. 14 della L.R. n. 24/76 – la lesione di tutte le posizioni giuridiche tutelate dalla L.R. n. 24/76 e s.m.i. e, non ultima, la garanzia della continuità lavorativa e retributiva contemplata nell’art. 2 della L.R. n. 25/93, con conseguenti multipli licenziamenti e/o collocazione in Cassa Integrazione in Deroga. Una legge si sostituisce con un’altra legge, ma non può essere ‘aggirata’ con provvedimenti amministrativi come ha fatto il Governo di Raffaele Lombardo e l’attuale Governo di Rosario Crocetta. La formazione professionale in Sicilia risulta disciplinata esclusivamente dalla L.R. n. 24/1976 e s.m.i., nonché, per quanto attiene ai principi guida, dalla legge quadro n. 845/1978 che, per effetto del riassetto organizzativo degli uffici di cui alla L.R. n. 19/2008, ha visto transitare la competenza in materia di Formazione dall’Assessorato Regionale al Lavoro all’Assessorato Regionale all’Istruzione e alla Formazione Professionale. La L.R. n. 24/76 detta inderogabili prescrizioni per lo svolgimento in regime di convenzione dell’attività di formazione professionale – espletata per il tramite degli enti strumentali di cui all’art. 4 – ai fini del conseguimento di valido attestato di qualifica professionale utile all’avviamento al lavoro e valido anche ai sensi del D.A. 3/2/92 e della L.R. n. 12/91 in favore dei giovani disoccupati, soggetti svantaggiati – disabili, minori in obbligo formativo, soggetti fuoriusciti dal sistema lavorativo anche in relazione all’età non più giovane ed al contestuale innalzamento della soglia pensionistica per il loro reinserimento nel tessuto produttivo dell’isola.

Sono un operatore, ahimè, della filiera interventi formativi, dipendente dello IAL SICILIA a cui l’Amministrazione ha revocato l’accreditamento per inadempienze accertate. A parere della decisione assunta da Governo Regionale, i motivi della revoca sono “ gravi e reiterate carenze e irregolarità nella gestione e rendicontazione delle attività formative, accertate a seguito di controlli e verifiche effettuate dagli ispettorati del lavoro territorialmente competenti”. Non entro nel merito della complicata vicenda delle due revoche di accreditamento da parte dell’Amministrazione Regionale allo IAL SICILIA e alle inchieste giudiziarie, ovvero alla capillare rete politico-istituzionale – familistica, che secondo i magistrati drenava fondi pubblici, creava consenso elettorale ma anche incarichi per gli adepti, ai vertici degli Enti e nelle società riconducibili al deputato PD arrestato, ma anche negli uffici regionali. Sspero che la magistratura faccia luce e giustizia in nome e per conto di tutti i lavoratori onesti, che continuano a pagare sulla propria pelle, il malaffare dei politicanti. Intanto la decisione di chiudere le porte allo IAL SICILIA, produce effetti devastanti nei confronti dei lavoratori.

Da 18 mesi non percepisco le retribuzioni ed essendo un vero soggetto monoreddito, vivo un profondo disagio sociale, tenuta in ostaggio in una condizione di precarietà economica conclamata, ormai non più sostenibile. Oltre alle grandi difficoltà concrete e materiali, la condizione psicologica ed emotiva vacilla sempre più fino allo svilimento e ll'annullamento della dignità di lavoratore e di essere umano.

Preciso che allo stato attuale sono sospesa dall’Ente in virtù di una fantomatica cassa integrazione in deroga, che ad oggi è senza copertura finanziaria. Personalmente ho attivato tutte le procedure legali richiedendo il riconoscimento della normativa regionale che tutela i lavoratori della F.P. Non si considera nemmeno, la disperazione che ha portato al suicidio alcuni lavoratori del settore. Calza a pennello un detto siciliano “ cu avi a panza china non considera a cu l'avi vacanti” (chi ha la pancia piena non considera chi c’è l’ha vuota). Se questo è uno Stato di diritto che assicura la salvaguardia e il rispetto dei diritti delle libertà dell'uomo, insieme alla garanzia dello stato sociale, mi sembra di vivere sulla luna!

Avrei tanto altro da aggiungere, ma mi fermo qui.

Alessandra Gaddi

Trapani lì 15/09/2014

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14 commenti

  1. Cara Alessandra,
    crede che la regione Sicilia abbia vissuto questi decenni nella clandestinità?
    Crede che opere ed atti siano stati compiuti di nascosto?
    La sua lettera è straziante, ma il suo appello manca secondo me di consapevolezza.
    A Roma hanno sempre saputo cosa accade in Sicilia e mi azzardo a dire anche che il voto di scambio generato e sostenuto dal denaro pubblico è stato per moltissimi partiti un sicuro bacino di voti.
    Roma è sempre stata legata a doppio filo com Palermo.
    Il suo appello cadrà nel vuoto e me lo lasci dire dimostra anche una certa miope ingenuità.
    Possiamo contare solo su noi stessi a Messina come a Palermo, e forse sarebbe anche ora.
    In bocca al lupo.

    Salvatore

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  2. Cara Alessandra,
    crede che la regione Sicilia abbia vissuto questi decenni nella clandestinità?
    Crede che opere ed atti siano stati compiuti di nascosto?
    La sua lettera è straziante, ma il suo appello manca secondo me di consapevolezza.
    A Roma hanno sempre saputo cosa accade in Sicilia e mi azzardo a dire anche che il voto di scambio generato e sostenuto dal denaro pubblico è stato per moltissimi partiti un sicuro bacino di voti.
    Roma è sempre stata legata a doppio filo com Palermo.
    Il suo appello cadrà nel vuoto e me lo lasci dire dimostra anche una certa miope ingenuità.
    Possiamo contare solo su noi stessi a Messina come a Palermo, e forse sarebbe anche ora.
    In bocca al lupo.

    Salvatore

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  3. Carissima Alessandra GADDI entro in punta di piedi nella tua vicenda, ho rispetto per le tue parole, in un certo senso sono intimorito da quelle virgolettate “….vivo un profondo disagio sociale, tenuta in ostaggio in una condizione di precarietà economica conclamata, ormai non più sostenibile. Oltre alle grandi difficoltà concrete e materiali, la condizione psicologica ed emotiva vacilla sempre più fino allo svilimento e all’annullamento della dignità di lavoratore e di essere umano. ” La mia parente, tua collega in altra città siciliana, non vive lo stesso dramma perchè protetta dal reddito del marito, e pur avendo i requisiti pensionistici, ha l’ambizione di lavorare ancora qualche anno per godere di una pensione decente, oggi sarebbe intorno ai settecento euro mensili. Conosco dall’interno la vicenda FORMAZIONE PROFESSIONALE, RE SARO Crocetta fu tra i candidati quello da voi prescelto a tavolino, lo avete votato in massa, lo fecero anche i FORESTALI, persino un gruppo sociale legato al CENTRODESTRA, come quello dei titolari dei LABORATORI DI ANALISI convenzionati con la Regione Siciliana. RE SARO fu abile, al gridò NON FARO’ MACELLERIA SOCIALE fece il pieno di voti. Cara Alessandra quando parli di atti illegittimi, riferendoti al transito del finanziamento agli Enti dal bilancio regionale al fondo sociale europeo, mariedit sa di chi è la responsabilità, ho amici tra i burocrati della Regione Siciliana. Non l’ho mai detto per non essere preso per matto, ma le tue parole mi hanno colpito, voglio dirtelo: si sono opposti per l’inserimento specifico di un capitolo di spesa nel bilancio regionale, avendo la meglio perchè potenti, molto potenti, le RSU dei dipendenti regionali, cioè il SINDACATO. Una faccia faceva finta di difendervi l’altra vi ha alzato un muro. Questa è la triste verità, ha prevalso la paura e la difesa del proprio stipendio.

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  4. Carissima Alessandra GADDI entro in punta di piedi nella tua vicenda, ho rispetto per le tue parole, in un certo senso sono intimorito da quelle virgolettate “….vivo un profondo disagio sociale, tenuta in ostaggio in una condizione di precarietà economica conclamata, ormai non più sostenibile. Oltre alle grandi difficoltà concrete e materiali, la condizione psicologica ed emotiva vacilla sempre più fino allo svilimento e all’annullamento della dignità di lavoratore e di essere umano. ” La mia parente, tua collega in altra città siciliana, non vive lo stesso dramma perchè protetta dal reddito del marito, e pur avendo i requisiti pensionistici, ha l’ambizione di lavorare ancora qualche anno per godere di una pensione decente, oggi sarebbe intorno ai settecento euro mensili. Conosco dall’interno la vicenda FORMAZIONE PROFESSIONALE, RE SARO Crocetta fu tra i candidati quello da voi prescelto a tavolino, lo avete votato in massa, lo fecero anche i FORESTALI, persino un gruppo sociale legato al CENTRODESTRA, come quello dei titolari dei LABORATORI DI ANALISI convenzionati con la Regione Siciliana. RE SARO fu abile, al gridò NON FARO’ MACELLERIA SOCIALE fece il pieno di voti. Cara Alessandra quando parli di atti illegittimi, riferendoti al transito del finanziamento agli Enti dal bilancio regionale al fondo sociale europeo, mariedit sa di chi è la responsabilità, ho amici tra i burocrati della Regione Siciliana. Non l’ho mai detto per non essere preso per matto, ma le tue parole mi hanno colpito, voglio dirtelo: si sono opposti per l’inserimento specifico di un capitolo di spesa nel bilancio regionale, avendo la meglio perchè potenti, molto potenti, le RSU dei dipendenti regionali, cioè il SINDACATO. Una faccia faceva finta di difendervi l’altra vi ha alzato un muro. Questa è la triste verità, ha prevalso la paura e la difesa del proprio stipendio.

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  5. La vicenda formazione professionale è un pietoso paradosso tipico siciliano, con l’aggiunta, in negativo, ovviamente, della presenza di Crocetta. Mi spiego.
    Il Presidente della Regione Crocetta scopre un serio malaffare nella gestione della formazione professionale in Sicilia.
    Denuncia il sistema e scopre il pentolone all’interno del quale, chi più, chi meno, immergono il “coppino” tutti i politici siciliani e vari loro prestanome e le organizzazioni sindacali.
    Le indagini portano ad arresti e, conseguentemente, al blocco dell’attività e soprattutto dei finanziamenti da parte della Regione.
    Il Presidente Crocetta assurge, ancora una volta, a paladino della legalità e sale, ancora una volta, alla ribalta su giornali, tv ecc… ecc…
    Superata questa fase di esaltazione del principe dell’antimafia, in cui il Nostro appare a tutto schermo, in tutte le trasmissioni di squallido giornalismo di spettacolo, gli ingenui pensiamo che inizierà la fase della ricostruzione.
    Ed invece?
    Ed invece i lavoratori vengono abbandonati, l’attività resta ferma e comincia una pantomima fra politici e dirigenti regionali che sfocia in un indegno teatrino con primi attori Scilabra/Corsello/Crocetta.
    Famiglie sul lastrico, proteste, scioperi, cortei, blocchi stradali, qualche manganellata, ecc.. ecc…
    Mi chiedo: è così complicato progettare e realizzare un nuovo sistema formazione in Sicilia? E’ così difficile “copiare” un sistema già collaudato e funzionale, come tanti ce ne sono in Italia? Può un Paese fare a meno dell’elemento fondamentale per il suo sviluppo, ovvero una vera e seria formazione?
    Infine una riflessione.
    La formazione professionale in Sicilia è finanziata dalla Regione che esercita anche l’attività ispettiva, se non sbaglio.
    Ma tutti quei dirigenti regionali che avevano l’onore (“i picciuli”) e l’onere (l’obbligo di vigilanza)di controllare e che non hanno impedito lo svilupparsi del sistema di “manciugghia”, sono stati sanzionati dagli organi superiori oppure per loro si è steso il classico velo pietoso? Il Presidente Crocetta ha avviato una indagine interna per individuare i responsabili e perseguirli nei modi di legge? Perchè alla fine “i manciaturi” hanno mangiato, i dirigenti restano al loro posto ed i lavoratori fanno in ..lo.
    E bravo Crocetta.
    P.S. Presidente non faccia il gradasso, lei è seduto sullo scranno più alto del Parlamento Regionale perchè quei fessi della destra si sono spaccati!

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  6. La vicenda formazione professionale è un pietoso paradosso tipico siciliano, con l’aggiunta, in negativo, ovviamente, della presenza di Crocetta. Mi spiego.
    Il Presidente della Regione Crocetta scopre un serio malaffare nella gestione della formazione professionale in Sicilia.
    Denuncia il sistema e scopre il pentolone all’interno del quale, chi più, chi meno, immergono il “coppino” tutti i politici siciliani e vari loro prestanome e le organizzazioni sindacali.
    Le indagini portano ad arresti e, conseguentemente, al blocco dell’attività e soprattutto dei finanziamenti da parte della Regione.
    Il Presidente Crocetta assurge, ancora una volta, a paladino della legalità e sale, ancora una volta, alla ribalta su giornali, tv ecc… ecc…
    Superata questa fase di esaltazione del principe dell’antimafia, in cui il Nostro appare a tutto schermo, in tutte le trasmissioni di squallido giornalismo di spettacolo, gli ingenui pensiamo che inizierà la fase della ricostruzione.
    Ed invece?
    Ed invece i lavoratori vengono abbandonati, l’attività resta ferma e comincia una pantomima fra politici e dirigenti regionali che sfocia in un indegno teatrino con primi attori Scilabra/Corsello/Crocetta.
    Famiglie sul lastrico, proteste, scioperi, cortei, blocchi stradali, qualche manganellata, ecc.. ecc…
    Mi chiedo: è così complicato progettare e realizzare un nuovo sistema formazione in Sicilia? E’ così difficile “copiare” un sistema già collaudato e funzionale, come tanti ce ne sono in Italia? Può un Paese fare a meno dell’elemento fondamentale per il suo sviluppo, ovvero una vera e seria formazione?
    Infine una riflessione.
    La formazione professionale in Sicilia è finanziata dalla Regione che esercita anche l’attività ispettiva, se non sbaglio.
    Ma tutti quei dirigenti regionali che avevano l’onore (“i picciuli”) e l’onere (l’obbligo di vigilanza)di controllare e che non hanno impedito lo svilupparsi del sistema di “manciugghia”, sono stati sanzionati dagli organi superiori oppure per loro si è steso il classico velo pietoso? Il Presidente Crocetta ha avviato una indagine interna per individuare i responsabili e perseguirli nei modi di legge? Perchè alla fine “i manciaturi” hanno mangiato, i dirigenti restano al loro posto ed i lavoratori fanno in ..lo.
    E bravo Crocetta.
    P.S. Presidente non faccia il gradasso, lei è seduto sullo scranno più alto del Parlamento Regionale perchè quei fessi della destra si sono spaccati!

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  7. Va chiarito secondo me il significato del termine “macelleria sociale”.
    Ritengo che in casi come questo in cui non è oggettivamente possibile mantenere il livello occupazionale non si possa parlare affatto di macelleria.
    Il sistema come sempre non era stato pensato per formare chicchessia ma piuttosto per garantire ancora una volta finta occupazione finto impegno per ottenere finti risultati.
    Molti di questi corsi non avevano alcuno scopo formativo.
    Erano il classico sussidio alla italiana.
    Con tutto il rispetto per chi vive questa tragedia a sparire non è la catena di montaggio di Termini Imerese ma in buona parte un semplice sistema di interessi.
    Come si può una volta smontata l’impalcatura del “teatrino” pensare di mantenete un lavoro che non è mai esistito?

    Salvatore

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  8. Va chiarito secondo me il significato del termine “macelleria sociale”.
    Ritengo che in casi come questo in cui non è oggettivamente possibile mantenere il livello occupazionale non si possa parlare affatto di macelleria.
    Il sistema come sempre non era stato pensato per formare chicchessia ma piuttosto per garantire ancora una volta finta occupazione finto impegno per ottenere finti risultati.
    Molti di questi corsi non avevano alcuno scopo formativo.
    Erano il classico sussidio alla italiana.
    Con tutto il rispetto per chi vive questa tragedia a sparire non è la catena di montaggio di Termini Imerese ma in buona parte un semplice sistema di interessi.
    Come si può una volta smontata l’impalcatura del “teatrino” pensare di mantenete un lavoro che non è mai esistito?

    Salvatore

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  9. Vero, quelli della catena di montaggio di Termini Imerese, sono lavoratori di serie A, quelli che da decenni hanno lavorato nel settore della formazione, sono bestie da macello. Che importanza ha, se si tratta di persone, magari sposate con figli, che hanno contratto debiti e devono mangiare come il “Salvatore” di turno (che vorrei capire dove lavora e, se lavora nel settore pubblico, chi l’ha fatto entrare!)
    I lavoratori del settore formazione, si devono far carico delle colpe di tutti. Vero Salvatore?
    Ma come caxxx fai a dire che si tratta di un lavoro mai esistito? Che cosa ne sai della formazione? Quello che hai letto sui giornali? Allora, credimi, non sai proprio niente, pertanto, non pontificare, prima, informati bene.

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  10. Vero, quelli della catena di montaggio di Termini Imerese, sono lavoratori di serie A, quelli che da decenni hanno lavorato nel settore della formazione, sono bestie da macello. Che importanza ha, se si tratta di persone, magari sposate con figli, che hanno contratto debiti e devono mangiare come il “Salvatore” di turno (che vorrei capire dove lavora e, se lavora nel settore pubblico, chi l’ha fatto entrare!)
    I lavoratori del settore formazione, si devono far carico delle colpe di tutti. Vero Salvatore?
    Ma come caxxx fai a dire che si tratta di un lavoro mai esistito? Che cosa ne sai della formazione? Quello che hai letto sui giornali? Allora, credimi, non sai proprio niente, pertanto, non pontificare, prima, informati bene.

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  11. Per Alessandra, Arcistufo, e altri; sono anziano e di politica ne ho piene le tasche più di voi. In democrazia, non essendo possibile gestirsi individualmente, ogni gruppo di cittadini delega, eleggendolo, un proprio rappresentante. L’eletto rappresenta i cittadini e se questi lo hanno voluto xxxxxx, non possono che essere soddisfatti. Il politicante e’ inserito nel più sporco dei mestieri, d’accordo, ma è possibile scegliere il meno xxxxxx. Con la maturità che abbiamo e che dimostriamo ad ogni avvenimento elettorale, non possiamo lamentarci: teniamoci i truffatori che abbiamo scelto! Odio ormai la nostra politica, odio partiti e movimenti. PERÒ!! Abbiamo avuto una storica occasione di anticipare pulitamente una rivoluzione inevitabile nel tempo, ed è stata scartata. Tra i tanti buffoni che ci hanno promesso mari e monti come al solito, un “vero” buffone, cioè sincero, ci prometteva di mandare i politici “TUTTI A CASA”! Pochi hanno condiviso questa scelta rivoluzionaria anche perché non era chiaro il “TUTTI IN GALERA ! “. Sarebbe stato meglio un “buffone” che un truffatore ! Attendere una altra occasione per effettuare l’indispensabile rivoluzione e’ difficile ma arriverà. Forse in segreto si stanno preparando le ghigliottine !

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  12. Per Alessandra, Arcistufo, e altri; sono anziano e di politica ne ho piene le tasche più di voi. In democrazia, non essendo possibile gestirsi individualmente, ogni gruppo di cittadini delega, eleggendolo, un proprio rappresentante. L’eletto rappresenta i cittadini e se questi lo hanno voluto xxxxxx, non possono che essere soddisfatti. Il politicante e’ inserito nel più sporco dei mestieri, d’accordo, ma è possibile scegliere il meno xxxxxx. Con la maturità che abbiamo e che dimostriamo ad ogni avvenimento elettorale, non possiamo lamentarci: teniamoci i truffatori che abbiamo scelto! Odio ormai la nostra politica, odio partiti e movimenti. PERÒ!! Abbiamo avuto una storica occasione di anticipare pulitamente una rivoluzione inevitabile nel tempo, ed è stata scartata. Tra i tanti buffoni che ci hanno promesso mari e monti come al solito, un “vero” buffone, cioè sincero, ci prometteva di mandare i politici “TUTTI A CASA”! Pochi hanno condiviso questa scelta rivoluzionaria anche perché non era chiaro il “TUTTI IN GALERA ! “. Sarebbe stato meglio un “buffone” che un truffatore ! Attendere una altra occasione per effettuare l’indispensabile rivoluzione e’ difficile ma arriverà. Forse in segreto si stanno preparando le ghigliottine !

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  13. Io non ho distinto tra lavoratori di serie a e b ma solo tra lavoro creato dalle esigenze di mercato e lavoro surrogato.
    Non ci sono famiglie di serie b nella mia mente e l’indigenza in cui si trovano adesso queste famiglie non può comunque cancellare la realtà.
    Non basta la disperazione a cambiare la realtà purtroppo.
    Io forse non so quanto lei della normazione siciliana, ma so che Messina questa rappresenta un castello di bugie.
    Non solo per via del clientelismo, ma anche per la approssimazione con cui viene erogata.
    È inutile proprio perché non è pensata per formare ma per dare lavoro fine a se stesso.
    C’è una parte sana?
    Chi può negarlo.
    C’è una fetta inutile e clientelare?
    Chi può negarlo.
    Hanno il mutuo e la famiglia entrambe le categorie.
    È difficile dire ad una persona che resta senza sostegno economico che il suo è stato un percorso totalmente fuori dal mondo del lavoro reale, ma in molti casi è cosi.
    Per sua soddisfazione personale le dico che io lavoro come informatico e che viaggio spesso per rivedere Messina dove ho ancora casa e affetti. Per sua ulteriore soddisfazione il Salvatore di turno è in cassa integrazione.
    E non mi venga a dire che i precari della formazione non ce l’hanno perché non è questo il punto.
    Il punto è che la realtà va guardata in faccia proprio per non cadere nuovamente negli stessi errori.

    Un in bocca al lupo sincero anche a lei

    Salvatore

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  14. Io non ho distinto tra lavoratori di serie a e b ma solo tra lavoro creato dalle esigenze di mercato e lavoro surrogato.
    Non ci sono famiglie di serie b nella mia mente e l’indigenza in cui si trovano adesso queste famiglie non può comunque cancellare la realtà.
    Non basta la disperazione a cambiare la realtà purtroppo.
    Io forse non so quanto lei della normazione siciliana, ma so che Messina questa rappresenta un castello di bugie.
    Non solo per via del clientelismo, ma anche per la approssimazione con cui viene erogata.
    È inutile proprio perché non è pensata per formare ma per dare lavoro fine a se stesso.
    C’è una parte sana?
    Chi può negarlo.
    C’è una fetta inutile e clientelare?
    Chi può negarlo.
    Hanno il mutuo e la famiglia entrambe le categorie.
    È difficile dire ad una persona che resta senza sostegno economico che il suo è stato un percorso totalmente fuori dal mondo del lavoro reale, ma in molti casi è cosi.
    Per sua soddisfazione personale le dico che io lavoro come informatico e che viaggio spesso per rivedere Messina dove ho ancora casa e affetti. Per sua ulteriore soddisfazione il Salvatore di turno è in cassa integrazione.
    E non mi venga a dire che i precari della formazione non ce l’hanno perché non è questo il punto.
    Il punto è che la realtà va guardata in faccia proprio per non cadere nuovamente negli stessi errori.

    Un in bocca al lupo sincero anche a lei

    Salvatore

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