Liber Tango, con un entusiasmante concerto l’associazione Bellini inaugura la stagione

 Liber Tango, con un entusiasmante concerto l’associazione Bellini inaugura la stagione

Giovanni Francio

 Liber Tango, con un entusiasmante concerto l’associazione Bellini inaugura la stagione

domenica 11 Ottobre 2026 - 12:35

Sabato si è aperta finalmente al Palacultura di Messina la stagione concertistica 2026/2027. Con tre straordinari artisti

MESSINA – Sabato si è aperta finalmente al Palacultura di Messina la stagione concertistica 2026/2027. È toccato all’ Associazione Musicale V. Bellini inaugurare la stagione, e lo ha fatto alla grande, festeggiando il settantesimo anniversario dalla sua fondazione con un concerto entusiasmante.

Protagonisti della serata tre straordinari artisti: Gloria Campaner al pianoforte, Alessandro Carbonare al clarinetto e Mario Stefano Pietrodarchi al bandoneon e alla fisarmonica, in un concerto dedicato interamente al tango argentino, soprattutto a quello di Astor Piazzolla, ma anche di Carlos Gardel. Altri due strepitosi protagonisti di questo concerto inaugurale i due danzatori Andrea Vighi e Chiara Benati, pluripremiati tanghèri che si sono esibiti danzando alcuni dei tanghi eseguiti.

Il concerto è stato preceduto dai saluti di rito del Presidente dell’Associazione, Giuseppe Ramires, che ha ringraziato il numeroso pubblico presente, lieto di inaugurare la settantesima stagione della Associazione, che presiede da vent’anni, con un concerto ove si esibisce Gloria Campaner, per sei anni già eccellente direttrice artistica della Bellini. Ramires ha concluso i saluti leggendo dei brevi ma intensissimi versi di Borges sul tango.

I musicisti hanno iniziato con due brani tratti da “Le Quattro Stagioni di Buenos Aires” offrendo subito un saggio della loro bravura.

Gloria Campaner non ha bisogno di presentazioni, pianista celebre in tutto il mondo, assai versatile, spesso ospite nelle nostre sale da concerto, ritornata recentemente (e fortunatamente) alle esibizioni concertistiche dopo un lungo periodo di pausa che si era concessa.

Mario Stefano Pietrodarchi è uno straordinario interprete del tango argentino, virtuoso del bandoneon e della fisarmonica, musicista esuberante e di grandissima sensibilità artistica.

Eccellente anche il clarinettista Alessandro Carbonare, un meraviglioso interprete del clarinetto, capace di prolungare le note per lunghi intervalli di tempo, gran virtuoso e raffinatissimo esecutore dello strumento.

Gloria Campaner ha interloquito spesso con il pubblico, nella sua maniera garbata e capace di suscitare grande interesse nell’ascoltatore, raccontando anche storie forse non molto conosciute ai più, come il rapporto fra il grande cantante Carlos Gardel e il giovane Piazzolla, che non volle seguirlo nelle sue tournèe, salvandosi così probabilmente la vita, in quanto Gardel morì proprio in un incidente aereo.

Di Gardel i tre musicisti hanno eseguito due dei suoi brani più famosi: “Volver” e “Por una cabeza” “Volver” , splendido brano dal sapore nostalgico, è stato eseguito dal piano e dal bandoneon, che hanno accompagnato i toccanti versi, sul ritorno ai luoghi del passato, recitati magistralmente da Alessandro Carbonare.

“Por una cabeza”, famosissimo tango protagonista di diverse opere cinematografiche, fra le quali una delle scene più famose del film “Profumo di donna”, danzato da uno straordinario Al Pacino, nelle vesti di un cieco che insegna al suo giovane allievo l’arte della seduzione, ha visto l’entrata in scena dei due danzatori, che, indossando abiti elegantissimi, cambiati più volte nel corso dello spettacolo, hanno deliziato gli amanti del tango con movenze appassionate e nel contempo di rara eleganza.

Straordinari i due tanghèri anche nel danzare sulle note di “Oblivion”,celebre tango dalla vena nostalgica e malinconica tipicamente sudamericana, che Piazzolla compose su commissione di Antonioni per il suo film Enrico IV.

Campaner e Pietrodarchi hanno anche eseguito “Le Grand Tango”, brano complesso, in tre movimenti, eseguiti senza soluzione di continuità, che Piazzolla non ha composto, come invece quasi tutti i suoi brani, per il bandoneon, ma per il magico violoncello di Rostropovich. In questo capolavoro è racchiusa tutta la sua poetica musicale: il ritmo (di tango) trascinante, presente nei movimenti estremi, e il lirismo, nostalgico e malinconico, che contraddistingue il movimento centrale; il più lungo tango del compositore argentino, che ha strappato autentiche ovazioni da parte del pubblico.

Dopo l’esecuzione della delicatissima “Ave Maria” di Piazzolla, un momento di preghiera di pace, come ha giustamente sottolineato la Campaner, interpretazione caratterizzata dalla memorabile e commovente entrata in scena del clarinettista solo a metà del brano, il concerto si è concluso con il brano più famoso, che ha dato il nome allo spettacolo, il celeberrimo “Libertango” di Piazzolla.

È un tango di difficile esecuzione per i ballerini, per via della rapidità con cui devono eseguire i passi. La resa, da parte dei due danzatori, è stata straordinaria.

Un’ottima inaugurazione quindi per l’Associazione V. Bellini, che ha offerto al pubblico del Palacultura uno spettacolo indimenticabile.

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