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Liberty Lines, 72 lavoratori senza risposte. Domani sciopero

Redazione

Liberty Lines, 72 lavoratori senza risposte. Domani sciopero

martedì 29 Gennaio 2019 - 13:04
Liberty Lines, 72 lavoratori senza risposte. Domani sciopero

Ugl Mare e Porti sollecita ancora una volta l'azienda a trovare soluzioni

MESSINA – Fino al 14 febbraio non saranno inviate le lettere di licenziamento. Ma potrebbero arrivare già il giorno dopo se entro quella data non ci saranno novità. E di novità concrete, dal 1. ottobre ad oggi, non ce n’è stata neppure una.

I 72 dipendenti di Liberty Lines rimasti a piedi, dopo che la società non gestisce più la tratta Messina – Reggio, sono vicini al licenziamento. Per questo, domani i sindacati hanno proclamato uno sciopero.

Ugl Mare & Porti si scusa con l’utenza e chiede sostegno alle amministrazioni comunali delle isole minori. “Abbiamo lanciato appelli al dialogo, nonostante la Liberty Lines non abbia finora mostrato alcun interesse a percorre strade alternative rispetto a quella del licenziamento collettivo dei 72 dipendenti (59 unità di personale navigante, 5 di comandata, 5 di biglietterie, 3 amministrativo). Un atteggiamento altamente lesivo della dignità dei lavoratori, che continuano a essere mortificati e privati dei loro diritti”.

Il sindacato “non esclude il ricorso ad ulteriori forme di protesta e chiede alle amministrazioni comunali delle isole minori e dei porti scalo di sostenere la medesima lotta a garanzia dei loro cittadini. La Liberty Lines non ha provveduto a indicare in modo chiaro i criteri adottati nella redazione dell’elenco contenente i 72 nominativi dei marittimi destinatari dei provvedimenti di licenziamento. L’individuazione dei lavoratori non potrà avvenire in base al criterio della navigazione svolta a bordo delle unità sociali impegnate nello svolgimento del servizio di traghettamento nell’area dello Stretto. Questo criterio non potrà bypassarne altri ancora più stringenti, primo fra tutti quello dell’anzianità di servizio. I lavoratori impegnati nell’Area dello Stretto non possono risultare quali unici destinatari di una procedura collettiva di licenziamento alla stregua di marittimi imbarcati su unità dismesse dall’armatore ovvero alla stregua di lavoratori impegnati presso unità produttive soppresse. Un altro aspetto fondamentale riguarda il mancato assolvimento dell’obbligo, da parte di Liberty Lines, di verificare e indicare con chiarezza la forza lavoro necessaria e il fabbisogno della flotta. L’eventuale riduzione di personale potrà senza dubbio risultare contenuta e limitata ad un numero inferiore di lavoratori allorquando si sarà proceduto ad adottare un’organizzazione del lavoro e una turnazione degli equipaggi pienamente corrispondente alla normativa contrattuale in essere”.

Il sindacato insiste, dunque, nella richiesta di revisione dell’elenco del personale oggetto di licenziamento, “affinché lo stesso sia elaborato nel pieno rispetto dei criteri contrattuali e di legge. Infine, la decisione di perseverare lungo la strada del licenziamento collettivo potrebbe precludere la possibilità futura di partecipare a gare d’appalto nazionali o regionali nel momento in cui l’amministrazione competente dovesse decidere di introdurre nella lex specialis disposizioni atte a impedire la partecipazione a quei soggetti che in tempi recenti dovessero avere attivato procedure di licenziamento. Ciò, evidentemente, porrebbe una pietra tombale non soltanto sul futuro dei lavoratori ma su quello della stessa azienda. Attendiamo dalla Liberty Lines soluzioni eque e dignitose, che siano in grado di rilanciare nuove sfide per la società di navigazione, per il personale navigante e per tutti i dipendenti”. 

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