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Bocca di rosa, pesanti condanne per le “case chiuse” in zona sud

Alessandra Serio

Bocca di rosa, pesanti condanne per le “case chiuse” in zona sud

martedì 15 Marzo 2016 - 22:01
Bocca di rosa, pesanti condanne per le “case chiuse” in zona sud

La sentenza di primo grado sull'inchiesta dei carabinieri sulle ragazze sfruttate nelle case del rione Taormina è di condanne pesanti per quasi tutti gli imputati.

Cade il reato più pesante, quello di associazione finalizzata alla riduzione in schiavitù, ma restano in piedi, e le condanne solo alte, le accuse legate allo sfruttamento della prostituzione. E' di una sola assoluzione totale la sentenza alla fine del processo Bocca di Rosa, l'indagine dei Carabinieri su un giro di "case chiuse" nella zona sud cittadina.

Ecco il verdetto della Corte d'Assise di Messina (presidente Trovato): Assolti perché il fatto non sussiste dall'accusa di tratta Lucia Mazzullo, Antonino Barrile, Vincenzo Inuso, Carmela Comandè e Michele Ferro. Assolti parzialmente Malikawhati Edirsinga e Alfredo Pascale, assoluzione totale per Antonino Guarnera. Le condanne: 5 anni e mezzo per Antonino Barrile; 6 anni e 4 mesi per Carmela Comandè; 5 anni e 10 mesi per Michele Ferro; 5 anni per Lucia Mazzullo; 5 anni e 2 mesi per Vincenzo Inuso; 3 anni per Alfredo Pascale e Fazio Santina Di Pietro; 1 anno e 8 mesi per Antonino Gumina; 4 anni e 2 mesi per Giuseppa Pulejo; 1 anno e 4 mesi per Antonio Micale e Cirino Oriti; 2 anni e mezzo per Giovanni Cisco; 2 anni e 4 mesi per Giuseppe Bonsignore. Carmela Comandè, Michele Ferro e Giuseppa Pulejo dovranno pagare i danni alla parte civile, da liquidarsi in sede civile. Infine i giudici, su richiesta del difensore, hanno revocato l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Alfredo Pascale.

La retata coinvolse 17 persone e scattó a febbraio del 2014. Indagando su altri fatti, gli investigatori scoprirono sei "case chiuse", gestite da donne, dove altre donne in difficoltá si prostituivano. Alcune di loro erano spinte dalla necessità, in altri casi si trattava di giovanissime con problemi psicologici. Dalle 50 alle 100 euro le somme guadagnate dalle ragazze, ben più lauto il giro d'affari degli sfruttatori. Fondamentale per l'inchiesta si sono rivelate le dichiarazioni delle stesse "lucciole".

Dai verbali raccolti dagli investigatori emergono le loro storie, fatte di sfruttamento e difficoltà.

Alessandra Serio

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