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Le contraddizioni tra i tempi biblici della giustizia e lo strazio di una madre

Le contraddizioni tra i tempi biblici della giustizia e lo strazio di una madre

lunedì 02 Gennaio 2017 - 09:55

L'istituto di medicina legale "scoppia" di lavoro e la madre di Ivan Pagano, morto a 29 anni nel febbraio scorso dopo aver assunto un antibiotico, aspetta da quasi un anno i risultati dell'autopsia sul corpo del figlio. La sua lettera aperta.

Non riesco a farmi una ragione della morte di mio figlio, un bravo ragazzo, ancora giovane. Non aveva mai sofferto di patologie particolari ed è morto per avere fatto ciò che i medici gli avevano detto di fare, assumere un antibiotico per la cura di un ascesso.

L’antibiotico Rocefin fu prescritto dapprima dal dentista che lo aveva in cura e poi fu acquistato su richiesta del suo medico curante che ha redatto la ricetta. Mi chiedo come sia possibile morire cosi. Mi chiedo se la scelta del tipo di antibiotico sia stata ponderata; basta infatti effettuare una ricerca in rete per vedere che il Rocefin ha in passato causato diverse altre morti improvvise.

Può uno specialista effettuare una tale prescrizione senza effettuare alcuna indagine sulla capacità di reazione del farmaco sul paziente? E ancora, il medico curante non dovrebbe avere una conoscenza completa del suo paziente o può limitarsi a recepire acriticamente qualsiasi farmaco un dentista richiede?

Sono interrogativi che rimetto alla Giustizia, nei confronti della quale ho piena fiducia.

Tuttavia devo osservare che l'incarico per l’autopsia fu conferito dalla Procura di Messina in data 26/02/2016 al consulente Dottor Fabrizio Perri il quale ha richiesto 90 giorni per il deposito della relazione e ancora oggi a quasi un anno di distanza non ne ha depositato gli esiti. Ciò mi getta nello sconforto più assoluto; non posso vivere senza conoscere la verità.

Inoltre non comprendo le ragioni del ritardo, a fronte di un accertamento già eseguito nell’immediatezza della morte e a fronte di un’indagine tuttora in corso contro ignoti.

Vi prego di non spegnere anche voi le luci sulla morte di mio figlio e di sostenermi nella mia ricerca di verità.

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2 commenti

  1. Cara Signora, per una coincidenza mi sono ritrovato a condividere da vicino il suo dolore: quel giorno mi trovavo all’obitorio dell’ospedale Papardo dove avevano portato mio zio. Ancora ricordo che davanti alla camera ardente di mio zio avevano appena portato la salma di un giovane ragazzo che sembrava dormisse. La testa scoperta ed il corpo avvolto in una coperta di p.s. Era bello e giovane. Il mio stupore è stato tale da dover chiedere cosa fosse capitato: La risposta conteneva il dolore della sua lettera. Io prego per lui e per lei affinché Gesù, che è il vero consolatore, possa dirle come alla vedova di Naim:”Donna non piangere”. Lui che era Dio.Nel chiedere giustizia non si stanchi mai di chiedere il senso a Gesù RISORTO. Un abbraccio.

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  2. Cara Signora, per una coincidenza mi sono ritrovato a condividere da vicino il suo dolore: quel giorno mi trovavo all’obitorio dell’ospedale Papardo dove avevano portato mio zio. Ancora ricordo che davanti alla camera ardente di mio zio avevano appena portato la salma di un giovane ragazzo che sembrava dormisse. La testa scoperta ed il corpo avvolto in una coperta di p.s. Era bello e giovane. Il mio stupore è stato tale da dover chiedere cosa fosse capitato: La risposta conteneva il dolore della sua lettera. Io prego per lui e per lei affinché Gesù, che è il vero consolatore, possa dirle come alla vedova di Naim:”Donna non piangere”. Lui che era Dio.Nel chiedere giustizia non si stanchi mai di chiedere il senso a Gesù RISORTO. Un abbraccio.

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