I deputati Cinque Stelle Alessio Villarosa e Valentina Zafarana in visita all’ OPG Madia di Barcellona e al carcere di Gazzi. Accompagnati dal segretario generale Alessandro De Pasquale e dal vicesegretario generale Antonino Agrì del Si.P.Pe (Sindacato Polizia Penitenziaria), al Madia i portavoce del M5S hanno potuto non solo constatare le criticità della struttura e le precarietà logistiche in cui vivono i malati detenuti e in cui operano agenti e personale sanitario, ma hanno anche avuto la possibilità di un contatto diretto con i pazienti.
La delegazione si è successivamente recata alla casa circondariale di Gazzi, dove è stata accolta da un ispettore superiore di polizia penitenziaria. Villarosa e Zafarana da una parte hanno verificato le condizioni degli ambienti carcerari, con scarse vie di aerazione, nei quali sono mediamente detenuti fino a sei individui in celle da diciotto metri quadrati, dall'altra hanno preso atto dell'insufficienza numerica degli operatori di polizia penitenziaria, costretti a turni di lavoro anche straordinari di gran lunga eccedenti rispetto a quanto previsto dal loro contratto di lavoro
Ai due deputati , peraltro, è sembrato buono il rapporto di relazione tra i detenuti e poliziotti preposti alla sicurezza, che condividono la vita carceraria da due punti di vista nettamente diversi ma che hanno, paradossalmente, molti punti di contatto. Si segnala peraltro il rammarico dei detenuti per non avere potuto sottoscrivere i referendum proposti dai Radicali Italiani.
L'attenzione dei portavoce M5S e dei rappresentanti del Si.P.Pe è stata infine catturata dal tetto di un padiglione della struttura, in disuso e molto vicino al muro di cinta esterno della casa circondariale, con ogni probabilità realizzato in eternit, fonte di pericolo per la salute, non solo potenziale, per agenti, detenuti e tutti coloro che sono residenti nei pressi della struttura carceraria. A tal proposito, i portavoce Villarosa e Zafarana hanno espresso la disponibilità ad intervenire presso le commissioni competenti, per mezzo di interrogazioni e interlocuzioni parlamentari, per tutelare il diritto alla salute pubblica e la dignità dei detenuti.
