In casa di Salvatore Cuttone nel 2013 è stato arrestato il boss latitante Filippo Barresi
E’ stimato intorno ai 182 mila euro il complesso di immobili sequestro a Salvatore Cuttone, considerato organico al clan di Barcellona. Il provvedimento del Tribunale misure di prevenzione arriva dopo la richiesta della Direzione distrettuale antimafia e del Questore di Messina e si basa sull’analisi dei redditi dell’uomo e della sua famiglia, sulla scorta dei suoi precedenti penali. Cuttone era stato arrestato nel 2014.
Sequestro al vivandiere del boss, perché è scattato
Nel 2017 l’uomo ha acquistato due appartamenti formalmente intestati alla figlia, utilizzando provviste di denaro derivanti dalla precedente vendita di un immobile da lui acquistato, proprio negli anni di accertata pericolosità sociale. Ne è stato quindi disposto il sequestro perché considerato reimpiego dei profitti illecitamente acquisiti.
Il boss latitante catturato nel 2013
Il barcellonese è stato condannato in via definitiva per aver favorito la latitanza del boss Filippo Barresi, arrestato in casa sua nel 2013. Le indagini hanno evidenziato inoltre il ruolo dell’indagato, deputato alla gestione del gioco d’azzardo e delle scommesse clandestine per conto del sodalizio mafioso.
Sequestro a Barcellona, chi è Salvatore Cuttone
Il Tribunale – Sezione Misure di prevenzione – condividendo il quadro probatorio della proposta di prevenzione antimafia, nutrito degli esiti di una approfondita investigazione patrimoniale, ha operato la ricostruzione del profilo criminale del destinatario del provvedimento, quale appartenente al clan mafioso dei barcellonesi, sin dalla fine degli anni ‘90 e, almeno, fino al 2013, ritenendo la sussistenza della pericolosità sociale qualificata, ai sensi del testo unico antimafia.
