La ditta aggiudicataria non aveva i requisiti necessari
L’aggiudicazione dei lavori di “Restauro, messa in sicurezza e valorizzazione museale e multimediale delle vestigia della Casa del Cavaliere Cammarata in via Maregrosso” è stata revocata. La decisione, formalizzata con Determina Dirigenziale numero 5887 odierna, è stata presa a seguito di mancanza di requisiti da parte dell’impresa aggiudicataria, la Restart Arte e Restauri.
L’appalto
L’appalto, del valore complessivo di 100mila euro (Iva inclusa), era stato affidato con determina del 27 dicembre 2024, con l’obiettivo di restaurare e valorizzare un importante sito storico-culturale cittadino. La procedura, avviata tramite affidamento diretto, prevedeva l’applicazione del criterio del minor prezzo.
Ma le successive verifiche sul possesso dei requisiti di legge hanno fatto emergere un quadro inatteso. I controlli sui carichi pendenti dell’anagrafe tributaria hanno rivelato un “significativo elenco di violazioni”, sia accertate in via definitiva sia non definitiva, per importi superiori ai limiti consentiti dalla normativa. A ciò si è aggiunta la scoperta che l’impresa non risultava censita ai fini della Tari (Tassa sui Rifiuti) al Dipartimento Servizi Tributari.
Mancata regolarizzazione e revoca
Il Comune di Messina ha concesso all’impresa un ulteriore termine di cinque giorni per sanare le carenze documentali e dimostrare la propria regolarità fiscale o l’adesione a procedure di rateizzazione dei debiti, ma la ditta “non ha fornito alcuna risposta né documentazione valida”. Per questo il Comune ha proceduto alla revoca in autotutela dell’aggiudicazione.
Non essendo stati dimostrati i requisiti, l’aggiudicazione non è mai divenuta efficace, nessun lavoro è stato ancora eseguito e quindi non ci sono spese da rimborsare.
I lavori per la “Casa del Cavaliere Cammarata” saranno nuovamente affidati. Si procederà con una nuova consultazione di imprese che possiedano i necessari requisiti.

” Ma le successive verifiche hanno dimostrato……….”, dico stiamo su scherzi a parte?
Le verifiche vanno fatte prima di aggiudicare un appalta, prima e non dopo deve essere la regola base.
ma invece che spendere soldi inutilmente per quel poco che resta di quella bruttura sopravvalutata di casa Cammarata, spendete meno e meglio, abbattetela!
Concordo con tutto ciò che ha detto il lettore Izzio….come è stato possibile fare aggiudicare i lavori a questa ditta che non ne aveva i requisiti ????? A discapito di chi era in regola quindi…..aggiudicati a dicembre 2024 e ve ne siete accorti ora????? E se avessero iniziato i lavori cosa sarebbe accaduto???? Si sarebbero dovuti pagare presumo ……e meno male che questa amministrazione è attenta,controlla,verifica…..come no … ma sempre a “scoppio ritardato”
Mi domando dve stia il bello e l’artistico in ciò che è solo una costruzione fuori legge “baracca” priva di qualsivoglia pregio e utilità. Togliamo le brutture inquietanti e i monumenti alle baraccopoli e facciamo case civili da dare a chi non le ha! Oltretutto costa pure meno!
…Direttore, hai letto il commento di Marcella ??? ma dico IO, state scherzando nel diffondere queta notizia ??? perchè non dite che questa opera architettonica è ridotta ad uno stretto corridoio tra una inferriata che dà sulla strada e con alle spalle una superficie enorme destinata a parcheggio ??? perchè non spiegate come è potuto succedere ??? RESTAURO ? restauro di che cosa ??? NO, fateci sapere chi ha condotto questa operazione e spiegateci come vogliono OGGI rendere fruibile la vista di Casa Cammarata ai Cittadini e ai Turisti, insomma non proprio turisti ma almeno croceristi che con il trenino potrebbero fare una bella scorpacciata di belle brutture …. il tragitto ve lo propongo io ! Direttore Marco, ad majora !!!
in una città dove per sua sfortuna il terremoto ha lasciato poco e niente, ma che ancor peggio il meglio di quello che è stata la ricostruzione è stato abbattuto per mano dei palazzinari messinesi per speculare. Un formidabile sacco edilizio vero e proprio che non ha risparmiato neanche palazzi di rara bellezza, in un contesto del genere è normale che il folklore di Cammarata, le cui cosiddette opere, se non sbaglio sono state vincolate dalla Soprintendenza, al contrario delle palazzine Liberty, dei cinema e dei teatri rasi al suolo dagli anni 60 in poi, possa passare per arte, qualcuno ha scomodato persino il termine naïf. In ogni caso, ma con 100mila euro, altro che tutto quello che elencava la gara, al massimo quel che resta di casa Cammarata si poteva solo spolverare!