L'impiegato di un'azienda nel settore del trasporto ha chiesto aiuto. Da qui l'azione di polizia municipale, veterinari Asp e Centro recupero fauna selvatica
MESSINA – L’operatore è rimasto stupito. Stava svolgendo ieri il suo lavoro quotidiano, alla sede Sda di Tremestieri, quando si è imbattuto in un pacco postale “sospetto”. Qualcosa non gli tornava e lo stupore ha raggiunto il suo acme quando ha aperto il pacco. Lì vi ha trovato una Pogona viva. Un rettile esotico che viaggiava da cinque giorni chiuso in un pacco, senza prese d’aria, in condizioni climatiche sfavorevoli e in uno spazio molto ristretto. Da qui la richiesta d’aiuto alla polizia municipale di Messina, al comando di Giovanni Giardina, unitamente ai veterinari dell’Asp (dottori Franchina, Prestia e Infantino).
“Il maltrattamento degli animali è un reato”
La Pogona, sottoposta a sequestro, è stata ricoverata al Centro recupero fauna selvatica di Forte Ferraro, alle cure del dottor Fabio Grosso e del team di volontari e prontamente riscaldata e reidratata.
Sottolinea l’associazione, con presidente Deborah Ricciardi. “Il maltrattamento degli animali che, ricordiamo, è un reato, è anche una dimostrazione di estrema insensibilità e oggettivizzazione della vita, laddove non si riesce ad avere riguardo per la sofferenza degli animali. La legge che vieta il maltrattamento, stabilisce anche regole precise per il trasporto degli animali vivi, proprio riconoscendo loro il diritto a non essere considerati merce. Non meri oggetti, bensì vite che soffrono, spesso in silenzio ma le cui urla silenziose giungono al cuore di chi una sensibilità ce l’ha. Lo staff del Centro ringrazia sentitamente la polizia municipale, il servizio veterinario dell’Asp di Messina e il personale della Sda per avere garantito al rettile il diritto a vivere degnamente”.
