Messina, dimissioni del sindaco sì o no? De Luca scherza: "Basile non sta stampando i facsimili"

Messina, dimissioni del sindaco sì o no? De Luca scherza: “Basile non sta stampando i facsimili”

Giuseppe Fontana

Messina, dimissioni del sindaco sì o no? De Luca scherza: “Basile non sta stampando i facsimili”

martedì 27 Gennaio 2026 - 13:00

Tra "scena e retroscena", la scelta arriverà nei prossimi giorni. Basile: "Vi garantisco che la gente ha ancora voglia di dialogare con me"

MESSINA – Il tema delle possibili dimissioni del sindaco Federico Basile e delle eventuali elezioni anticipate è emerso anche nel finale della conferenza stampa odierna di Sud chiama Nord. Dopo aver parlato dei risultati di Arisme e ad aver annunciato l’ingresso nel partito di Renato Coletta, tanto Basile quanto Cateno De Luca hanno affrontato la questione, in risposta alle domande dei giornalisti presenti.

De Luca: “Non sento odore di elezioni”

“Io non ne sento odore di elezioni”, ha ribadito il leader di Sud chiama Nord, usando lo stesso termine di un paio di settimane fa. E poco dopo: “Vedete il sindaco che sta stampando facsimili? Io lo vedo ancora là impegnato a lavorare e ad amministrare la città. Non ci sono odori di elezioni neanche oggi. Non è detto che non ci possano essere domani, ma per ora, intanto, non ci sono”.

Basile: “Ogni scelta ha la sua pressione”

Poi Basile, sulla pressione della scelta sulle dimissioni: “Questa domanda sulla pressione riguarda tutte le scelte che vengono fatte. La figura di sindaco viene vista in un modo dal di fuori, ma quotidianamente e in tutti i settori ha una serie di impegni importanti. Qualcuno diceva sempre che il peso lo si porta da solo. Non perché non ci sia una squadra ma perché alla fine la persona è quella su cui gravano determinate situazioni. Le scelte, non solo quelle delle dimissioni, sono sempre legate a un ragionamento politico e amministrativo. Credo e sono convinto che in tutti questi anni, dal 2022 e anche dal 2018, tutte le scelte effettuate per il bene di Messina siano state fatte con coscienza, serietà e serenità. Con una visione che non è assolutamente personale, lo ribadisco conoscendo un po’ meglio degli altri De Luca e conoscendo Basile. Tutte le scelte, anche quella eventuale delle elezioni anticipate, sono effettuate con tanta coscienza e finalizzate all’amministrazione di una città che oggi ha un sindaco”.

Il racconto di De Luca sulle sue dimissioni del 2022

E De Luca ha integrato: “Io ci sono passato. Posso dire che ancora qui non si sa, ma io ci sono passato. Avevo rassegnato le dimissioni per la terza volta e ancora c’era chi non ci credeva. Poi i pianti quando sono diventate efficaci sono stati tanti. Non so se vi ricordate che io ho dovuto revocarle e che le mie dimissioni effettive sono state quattro. Questo perché ci è arrivata la convocazione della Corte dei conti sul Salva Messina. Era l’8 o il 9 di febbraio 2022. Io ho dovuto revocare le dimissioni per poter affrontare quell’audizione, perché ovviamente mi ero preso io la responsabilità del Salva Messina ed era giusto che io spiegassi alla Corte le ragioni e la prospettiva. Fu allora un intervento di quasi due ore. E vi racconto un aneddoto: chiesi di registrarlo e qualcuno si dimenticò di far partire la registrazione. Non avete idea. Perché? Perché la soddisfazione che abbiamo avuto in quella seduta è stata grande. Questo perché il presidente ha chiesto al collegio se avessero domande, tutti si sono dichiarati soddisfatti del mio intervento e lo stesso presidente ha utilizzato termini positivi”.

“Cosa significa? Faccio un altro parallelismo – ha spiegato -. Un mio collega della città di Catania ha vissuto la stessa vicenda, ma si è dimesso dopo due mesi. Ha tirato fino all’ultimo giorno per la sua candidatura. E ha causato alla città di Catania 14 mesi di commissariamento. Ognuno si fa i conti e per lui era meglio candidarsi al Senato o alla Camera da sindaco uscente di Catania. Quindi ha evitato quello che ho fatto io a Messina, dove ho preso la mia carriera politica, l’ho consegnata ai messinesi e ho detto loro che avevano la possibilità o di punirmi o di farmi fare ancora un altro passo avanti. Io non ho fatto l’operazione di allungare le mie dimissioni. Vi posso dire che in quel momento i polsi tremano. Perché è ovvio che in quel momento ti vengono di fronte tutti gli scenari: se succede questo? E se succede quello?”.

De Luca: “Qui nessuno mi rinnegherà”

De Luca ha poi concluso il ragionamento: “Quindi se sarà, io so cosa proverà Federico Basile. In quel nano secondo della firma gli verranno mille cose in testa. Ma non è finita perché il peggio sarà nei 20 giorni dopo. Tutti i soloni e i depositari della verità, tutti i soggetti che partono dal presupposto di sapere tutto, andranno lì a dirgli che ha fatto una cazzata e di ritirare le dimissioni. Sono quelli i 20 giorni peggiori, non quando firmerai, Federico. Il problema saranno quei 20 giorni. Parti interessate, cerchio magico, tutti coloro che vedono la loro poltrona sparire un anno prima, l’intero Consiglio comunale possibilmente verrà. Federico, non hai idea. E spero non mi succeda come San Pietro con Gesù. Ma sono sicuro che qui non ci sarà il soggetto che rinnega Cateno De Luca”.

I motivi possibili tra “scena e retroscena”

Ma come spiegarlo ai cittadini? Perché chiudere prima il mandato? Cateno De Luca ha risposto per primo: “Il tema è la scena e il retroscena. La scena è ciò che i cittadini vedono. Poi c’è il retroscena e in questo momento non possono vederlo per la visuale che hanno. Ma chi vive il retroscena è ovvio che sa come rimane in piedi la scena, a quale prezzo, a quali costi e quando rischia di rompersi. Sarà fondamentale, e su questo non ci sono dubbi e do ragione alla stampa. Non avremo nulla da inventarci: dalla scena si passerà al retroscena eventualmente. Lì, tante cose saranno ben comprese”. Poi Federico Basile: “Quello che si comunica si vede, poi ci sono tanti altri ragionamenti dietri. Se siamo qui a parlare con voi e ogni venerdì ci sediamo a fare determinati ragionamenti politici e amministrativi tutto è finalizzato a mantenere, aumentare o creare condizioni affinché la città, invece di stare in affanno, faccia più di quanto stia facendo. Sono valutazioni che, al momento opportuno, in base alla scelta politica, saranno spiegate. Ma non sono motivazioni personali perché solo un pazzo si dimette per ricandidarsi”.

E De Luca: “Il potere logora chi non ce l’ha. Toglierti la poltrona in anticipo con le tue mani, obiettivamente a livello personale è da stupidi. C’è stato però un cortocircuito in questa questione. C’è quando si ha la presunzione di conoscere o intuire tutte le dinamiche del retroscena. Questa pressione l’abbiamo un po’ sentita: il dare per scontato che tutto ciò che appare è esaustivo di una valutazione. Non può essere così. Se il tema si è cominciato a porre vuol dire che non è così. Non è pensabile che si esprima una valutazione di analisi sulla scena senza conoscere il retroscena o partendo dalla presunzione che da posizione privilegiata come organo di informazione si sappia tutto. Non è così. Affermare che la città non capirebbe però ci porta a un altro passaggio. Ci prendiamo la responsabilità, qualora dovesse alzarsi il sipario, di mostrare il retroscena”.

Basile: “La gente ha voglia di dialogare con questo sindaco”

Infine Basile ha accennato alle reazioni dei cittadini sul tema, cioè a tutti quelli che lo incontrano o lo sentono e gli chiedono sulle possibili elezioni anticipate. Alla domanda su quale sia la reazione principale, tra chi gli chiede di restare e chi si “fida” della sua eventuale scelta, ha risposto: “Sto memorizzando tutti i messaggi che mi arrivano. Spesso la sintesi della stampa non fa capire tante cose. Stamattina alle 8 e mezza, parlando con delle persone, mi è stato chiesto chi si candida dopo di me. Spesso purtroppo la gente si ferma al titolo e voi giornalisti lo sapete. Vi posso garantire però che la gente che ascolta e vede, almeno fino a ora, ha voglia di continuare a dialogare con questo sindaco. Sotto questo punto di vista mi sento ancora più onerato dalle responsabilità che porto avanti”.

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6 commenti

  1. Lui scherza. La città usata come il suo giocattolo personale. È Basile, che dovrebbe essere una persona seria e responsabile, lo lascia fare. Vergognatevi tutti e due.

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  2. La zona jonica del Messinese è ferita, stremata, provata da un evento che ha lasciato segni profondi nelle comunità e nel territorio. In momenti come questi servirebbero certezze, vicinanza istituzionale, responsabilità piena verso chi oggi vive paura e difficoltà.
    Pensare che, proprio ora, possano prevalere dinamiche politiche o personali lascia amarezza e preoccupazione. Non è polemica, ma dolore civile: chi governa dovrebbe restare, ascoltare e agire, soprattutto quando il territorio è più fragile.
    Il dissenso, espresso con rispetto, nasce dall’amore per questa terra e dal bisogno di sentirsi rappresentati.

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  3. Basile che ama Messina non vuole dimettersi ma De Luca ha dato già l’ordine.
    De Luca non vuole gli interessi della città pensa solo ai suoi interessi .
    Basile non cedere a De Luca(non vale nulla come politico), credi ai cittadini, noi non ti deluteremo e castigheremo De Luca.

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  4. L’ectoplasma per definizione non può agire nel mondo reale

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  5. Commenti surreali vedo. Basile non ha voti. Al massimo li può prendere dopo una conversione spirituale e alla fine lo manderà a casa. Ricandidarlo potrebbe costargli le elezioni. E lui lo sa bene questo.

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  6. Basta guardare quel ghigno beffardo e malevolo che ha nella foto, per rendersi conto del personaggio!

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