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Messina fuori dal Recovery Plan 66 sindaci mettono in mora la deputazione nazionale

Alessandra Serio

Messina fuori dal Recovery Plan 66 sindaci mettono in mora la deputazione nazionale

giovedì 29 Aprile 2021 - 17:35
Messina fuori dal Recovery Plan 66 sindaci mettono in mora la deputazione nazionale

I primi cittadini di Nebrodi e Tirrenica denunciano il silenzio dei deputati nazionali sulle risorse negate al sud nel recovery

I primi cittadini dei comuni delle aree nebroidea e tirrenica della provincia messinese si sono riuniti a Capo d’Orlando per chiedere l’intervento della Regione e della deputazione. Impensabile, per loro, che l’ampio territorio messinese, dove insistono alcune delle ultime aree economicamente produttive del messinese, siano state tagliate fuori dal piano del Recovery.

sindaci riuniti a Capo d'Orlando per chiedere i fondi del recovery
sindaci riuniti a Capo d’Orlando per chiedere i fondi del recovery

I primi cittadini denunciano “...il colpevole silenzio dei parlamentari messinesi che hanno votato a favore del piano senza tenere conto degli interessi del territorio provinciale che pare condannato alla marginalità. Né sembrano rispettati i criteri di distribuzione delle risorse basati su Pil, popolazione e disoccupazione, criteri che avrebbero dovuto assegnare al Sud Italia il 60% dei fondi del Recovery Plan e che invece, ha visto drasticamente ridotta questa percentuale al 40%”, spiegano nel documento votato alla fine dell’assemblea, con il quale mettono in mora i rappresentanti politici del territorio e annunciano eclatanti azioni di protesta.

Non è ben chiaro quante risorse siano destinate alla Provincia di Messina, ma è evidente che questa occasione è pienamente da sfruttare per il nostro territorio che paga un evidente deficit infrastrutturale oltre che un grave ritardo nel settore della innovazione e della modernizzazione a tutti i livelli. Si evidenzia, in particolare, la peculiarità turistica del territorio messinese, prima per numero di posti letto in Sicilia e principale destinazione da parte di visitatori italiani e stranieri. Le condizioni dello sviluppo turistico, però, devono essere assecondate con una serie di servizi e collegamenti.

Si pensi alla necessità del completamento del raddoppio ferroviario Messina-Palermo nella tratta di 80 chilometri Patti-Castelbuono e che avrebbe indubbi benefici al fine di velocizzare i collegamenti e rilanciare l’economia, oltre che avere ricadute positive dal punto di vista ambientale e, in generale, per migliorare la qualità della vita dei cittadini.

L’area nebroidea – proseguono i sindaci -necessita del completamento delle intervallive già avviate come la Patti-Taormina (con i primi due lotti già realizzati), la Ponte Naso-Sinagra-Randazzo, la Nord-Sud Santo Stefano di Camastra – Gela, la Rocca di Capri Leone – Tortorici – Randazzo – Catania che consentirà un collegamento veloce fra l’area Circumetnea e il versante nord dei Nebrodi con l’autostrada Messina Palermo, e permetterà di raggiungere l’aeroporto di Catania in meno di 45 minuti. Di quest’opera esiste uno studio di fattibilità commissionato dal Comune di Tortorici e realizzato dall’Anas. Per redigere la progettazione esecutiva è stato sottoscritto un accordo di programma quadro tra la Regione Siciliana e l’Anas.

Inoltre, si rammenta che il Decreto Dirigenziale n°326/DG/2019/del 13 Settembre 2019 del Consorzio Autostrade Siciliane riguarda il “Progetto per la realizzazione dello svincolo Autostradale di Monforte S. Giorgio” sull’autostrada A/20 Messina – Palermo”. Si tratta di un’opera di vitale importanza strategica per la sicurezza e la viabilità dell’area di riferimento, oltre che un potenziale volano di sviluppo per il tessuto socio- economico-turistico e produttivo dell’intero territorio compreso tra Milazzo e Rometta Marea.

In considerazione di ciò, vi è la necessità di approfondire le linee di intervento contenute nelle macro-aree del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e, per questo, i Sindaci chiedono un immediato confronto con il governo nazionale e con la cabina di regia individuata dal Presidente del Consiglio dei Ministri con il compito di coordinare e verificare l’avanzamento del piano.

I Sindaci chiedono, altresì, di rideterminare la perimetrazione ed i criteri di individuazione delle aree ZES includendo il territorio delle aree tirrenico nebroidee compreso tra le zone portuali di Capo d’Orlando, Sant’Agata Militello e Santo Stefano di Camastra consentendo, così, di poter offrire condizioni di fiscalità di vantaggio ad ipotesi di sviluppo ed investimenti privati.

I Sindaci, con il presente documento, mettono in mora i parlamentari nazionali del sud Italia e della regione Siciliana e annunciano forme eclatanti di protesta in mancanza di risposte immediate.

Hanno firmato il documento i primi cittadini di Capo d’Orlando, Patti, Sant’Agata Militello, Acquedolci, Alcara Li Fusi, Antillo, Basicò, Brolo, Capri Leone, Capizzi, Caronia, Castel di Lucio, Castell’Umberto, Castelmola, Castroreale, Cesarò, Falcone, Ficarra, Floresta, Forza d’Agrò, Francavilla di Sicilia, Frazzanò, Furnari, Galati Mamertino, Gallodoro, Librizzi, Limina, Longi, Malvagna, Mandanici, Mazzarrà Sant’Andrea, Militello Rosmarino, Mirto, Moio Alcantara, Monforte San Giorgio, Montagnareale, Montalbano Elicona, Motta d’Affermo, Pagliara, Nizza di Sicilia, Naso, Novara di Sicilia, Oliveri, Pettineo, Piraino, Raccuia, Reitano, Roccella Valdemone, Roccalumera, Rodì Milici, San Fratello, San Piero Patti, San Salvatore di Fitalia, San Marco d’Alunzio, San Teodoro, Santa Teresa Riva, Sant’Angelo di Brolo, Santo Stefano di Camastra, Saponara, Sinagra, Torrenova, Tripi, Tusa, Ucria, Valdina, Villafranca Tirrena.

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3 commenti

  1. Condivido la sollevazione dei Sindaci dei Comuni della Provincia di Messina che ha bisogno urgente di ammodernare le infrastrutture del loro territorio ed implementare nuove iniziative imprenditoriali per sostenere l’economia locale, che ha bisogno di investimenti pubblico-privato, attraverso gli strumenti di partenariato, oltre a quelli previsti in un primo momento dal Recovery Fund, che come per uno strano sortilegio sono stati dirottati altrove. E tutto cio’ è semplicemente irragionevole e mortificante per delle operose Comunita’ che vivono delle loro risorse come l’agricoltura, il turismo, oltre alla cantieristica e al terziario.

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  2. bonanno giuseppe 30 Aprile 2021 08:55

    ahahahahahaha ma quando comandavano i loro capi cioè la DC, il PLI, il MSI DESTRA NAZIONALE UDC FORZA ITALIA, e le FAMIGLIE POLITICHE…..colpevoli di questo degrado nessun commento ??????? ridicoliiiiii

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  3. Lo svincolo autostradale di Monforte S. Giorgio ?!?!?!?!?!?
    Vi prego.

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