Messina. Chiusura filiali e demansionamento, lavoratori della Bnl in sciopero - Tempostretto

Messina. Chiusura filiali e demansionamento, lavoratori della Bnl in sciopero

Redazione

Messina. Chiusura filiali e demansionamento, lavoratori della Bnl in sciopero

domenica 23 Gennaio 2022 - 07:00

La Uil Messina partecipa alla protesta, il segretario Tripodi: "No al piano industriale Bnl". La Banca Nazionale del Lavoro ha in mente di chiudere 135 filiali

MESSINA – Proclamato in tutta Italia per lunedì 24 gennaio, ed anche nelle filiali di Messina e della sua provincia, lo sciopero a cui aderiranno le lavoratrici e i lavoratori della Banca Nazionale del Lavoro. L’agitazione sindacale è stata proclamata dalle organizzazioni sindacali aziendali Fisac-Cgil, First-Cisl, Uilca-Uil, Fabi e Unisin.

Il motivo dello sciopero è respingere il piano industriale presentato dalla Bnl che prevede la chiusura di 135 filiali, il demansionamento e la mobilità di decine e decine di lavoratori, nonché un pesantissimo depauperamento aziendale.

Uil Messina: “No al piano industriale di Bnl”

“Lunedì 24 gennaio, anche a Messina, daremo una risposta unanime e corale per dire no al piano industriale di Bnl che, al netto dei roboanti e inutili slogan dei vertici aziendali, rischia di affondare un’azienda che è stata leader nel settore bancario. E’ del tutto ovvio che non ci fermeremo ed andremo avanti senza sosta per difendere la Bnl e il futuro di tutti i suoi lavoratori” ha dichiarato Ivan Tripodi, segretario generale della Uil Messina.

“Dopo decenni caratterizzati da correttezza e dialogo sociale – prosegue la Uil Messina – il Sindacato è stato costretto, dopo un primo sciopero svoltosi il 27 dicembre scorso, alla proclamazione, a stretto giro, di un secondo sciopero dei lavoratori della Bnl che rappresenta un ulteriore punto di partenza per proseguire nella sacrosanta battaglia legata alle sacrosante rivendicazioni sindacali che si scontrano con un atteggiamento del management aziendale caratterizzato da assoluta mancanza di sensibilità e di capacità di ascolto”.

Le condizioni della Bnl

Il piano industriale, che non piace alle organizzazioni sindacali, viene presentato nel momento in cui la Banca Nazionale del Lavoro sta macinando utili e profitti. Quindi per le sigle sindacali è un’azienda in salute e senza difficoltà finanziarie che possano giustificare una tale scelta.

Temendo quindi di assistere ad un bruttissimo clima aziendale caratterizzato da segnali pericolosi ed atteggiamenti preoccupanti che non hanno eguali nelle relazioni industriali di nessun istituto di credito è stato proclamato lo sciopero. La Bnl, per i sindacati, intende esternalizzare ed espellere dal perimetro aziendale, attraverso la cessione di rami d’azienda a società esterne, ben 836 lavoratori. Una scelta che i rappresentanti dei lavoratori trovano assurda e immotivata.

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