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Messina, il bilancio e l’ira di De Luca, i consiglieri: “Basta bugie. La città deve sapere”

Francesca Stornante

Messina, il bilancio e l’ira di De Luca, i consiglieri: “Basta bugie. La città deve sapere”

sabato 30 Gennaio 2021 - 13:26

Piero La Tona, Nino Interdonato, Alessandro Russo, Giandomenico La Fauci si rivolgono al sindaco ma anche alla città

Prima di tutto i fatti: il consiglio comunale ieri sera ha aperto la discussione sul bilancio di previsione 2021. Circa tre ore di dibattito in aula che è servito per fare i primi approfondimenti tecnici e finanziari sull’atto. Poi sono arrivati 13 emendamenti da parte dei consiglieri. Cioè alcune proposte per modificare il modo in cui l’amministrazione ha scelto di sistemare le somme che il Comune spenderà in questo anno. Anche la giunta ha portato degli emendamenti in aula. Ma a far infuriare De Luca sono stati quelli dei consiglieri. Perché per avere i pareri si è deciso di aggiornare i lavori a martedì mattina. Uno slittamento che ha scatenato una sequela di insulti nei confronti dei consiglieri.

Il sindaco ha detto che così il consiglio ha bloccato family card e ristori. Ma loro non ci stanno. Replicano, vogliono far sapere alla città che la verità non è tutta nelle dirette facebook del sindaco De Luca.

“Asini sì, ma non fessacchiotti”

Il capogruppo di Sicilia Futura Piero La Tona, che ieri in aula ha posto una serie di domande puntuali e approfondite ai Revisori dei Conti, oggi conia un nuovo hastag: #asinisimanonfessacchiotti. «Il Sindaco può gridare quanto vuole e continuare a gettare fango su tutti, ma la verità vera è questa, certificata anche dai revisori dei conti: per far quadrare il bilancio sono state sovrastimate le entrate e sottostimate le uscite. Perché questo bilancio presenta queste criticità? Per dare i ristori a famiglie ed imprese? No, anche se il Sindaco ora tenta di aizzare chi giustamente aspetta i ristori contro il Consiglio, reo di aver rinviato di due giorni la delibera perché serve il parere sugli emendamenti da parte degli uffici e dei revisori e anche perché dopo la discussione di ieri vuole capire meglio cosa si sta votando. La gran parte dei fondi per i ristori, per stessa dichiarazione del Sindaco in aula, sono già comunque coperti con la variazione di bilancio del 23 novembre 2020.

Cosa c’è nel bilancio?

E allora perché questa rabbia del Sindaco e soprattutto perché parlare di equilibri precari? Semplice, perché bisogna dare urgentemente a Messina Servizi ed Amam circa 8,5 milioni di euro per servizi che, come dicono sempre i revisori, sono importanti ma non essenziali. Il Sindaco che tuonava contro le partecipate e che per questo si scagliava contro la vecchia politica, ora si scaglia contro la stessa vecchia politica per moltiplicare i fondi alle partecipate, mettendo a rischio equilibrio il bilancio. Altro che ristori, che sono previsti e non mettono in discussione gli equilibri, la fretta vera e il problema vero sono le “partecipate”, tanto demonizzate prima e tanto necessarie ora».

Cosa c’è negli emendamenti

Sulla stessa scia il collega di gruppo Nino Interdonato, attaccato direttamente, insieme a tanti altri colleghi, durante la diretta di De Luca. Anche lui vuole spiegare cosa è accaduto ieri in consiglio comunale. «Durante la seduta alcuni colleghi hanno presentato legittimamente 13 emendamenti e gli uffici hanno chiesto del tempo per apporre i pareri. Il dramma del Sindaco è che cosi lunedì non sarà possibile riattivare la Family Card. Ma le famiglie messinesi sacrificheranno ben volentieri 24 ore di tempo della Family card per beneficiare per volontà del Consiglio in aggiunta al progetto di bilancio di 400 mila euro da destinare all’assistenza domiciliare mirata per i ragazzi disabili. Altri 300 mila per gli assistenti alla comunicazione sempre per i bambini e ragazzi disabili. 100 mila euro per creare un fondo abbonamenti Atm per disabili. 60 mila euro per potenziare la connettività Wi-Fi» spiega Interdonato.

Il Vice-presidente del Consiglio comunale chiede al sindaco di smetterla con questa sceneggiata napoletana: «Hai dimenticato quando proprio tu, eletto con la maggioranza, depositavi  centinaia di emendamenti al Presidente della Regione Lombardo e facevi rinviare l’approvazione della finanziaria regionale? Ritardando i pagamenti della Regione? Rischiando di provocare l’esercizio provvisorio? Ma quanto pensi di poter, spudoratamente, dire contumelie a danno delle persone che lavorano ed onorano la città con dignità?».

“Sono disgustato”

Dal Pd, il consigliere Alessandro Russo si dichiara disgustato. «Non ci può essere nessun contrasto politico, anche il più duro, che possa toccare la mia dignità e la mia storia politica, associandomi al malaffare, al clientelismo e alla corruzione che questa città paga da decenni per la sua mala politica. E nessuno, neppure il sindaco può dire certe cose di me e della mia storia politica che rivendico e gli spiattello in faccia. Perché quando io rischiavo l’espulsione dal mio partito perché non ne condividevo le sue derive, il sindaco stava nelle segreterie politiche più note di questa città. E non ero certo io a contribuire al malaffare di Messina, mentre molto ci sarebbe da dire sulle segreterie che il sindaco a quel tempo e per molti anni frequentava.

Dignità e rispetto

Sono disgustato perché la presentazione di emendamenti sacrosanti a difesa dei bambini autistici, della disabilità più trascurata durante il lockdown e delle attività economiche in difficoltà, delle famiglie indigenti non può essere rubricata dal sindaco come “ricatto politico” nei suoi confronti. Non può e non deve osare dire queste cose oscene e vomitevoli. Bilanci a calci in culo non ne ho mai votati e difenderò fino all’ultimo giorno la mia dignità di consigliere, il mio diritto di studiare le carte e presentare emendamenti utili per la città. Sono disgustato perché adesso basta davvero, con questo osceno comportamento indegno del primo cittadino. Sappia che c’è una cosa che non potrà mai intaccare: è la mia dignità. Personale e politica. La dignità, sindaco. La dignità e il rispetto. Qualcosa che né tu, né i tuoi deliri, né la tua ferocia aggressiva potranno mai togliermi».

“Le bugie hanno le gambe corte”

Dall’altra parte dell’aula, anche il consigliere di OraMessina Giandomenico La Fauci risponde a muso duro. «Le bugie hanno le gambe corte. Il Consiglio Comunale non ha bloccato nulla. La strategia del sindaco di spostare l’attenzione e creare odio nei nostri confronti non deve funzionare, dev’essere detta la verità. Quello che è accaduto in consiglio è chiaro e lineare: nella seduta sono stati presentati 17 emendamenti (13 del consiglio e 4 dell’amministrazione), a nostro parere migliorativi rispetto al documento originale. Si era deciso di rinviare il Consiglio, per studiare e votare questi emendamenti.

Nessuna voglia di bloccare nulla, ma di studiare e lavorare. La questione della Family Card è davvero una mossa subdola da parte del sindaco. Non viene bloccato nulla. I soldi previsti per questo mese sono erogati, quelli per i mesi successivi verranno riattivati nella giornata di martedì invece che in quella di lunedì. Non viene cancellato nulla. Il tempo delle bugie è finito. Della manipolazione della verità per creare il nemico giusto su cui scaricare le colpe è finito. Il sindaco dice che non c’è più possibilità che resti in carica? Benissimo, ne prendiamo atto. Ma deve aggiungere che è una sua scelta personale per la quale deve prendersi le responsabilità delle conseguenze».

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5 commenti

  1. Non ci può essere differenza tra l’uomo ed il politico.
    È una distinzione di comodo che serve a non far focalizzare l’attenzione sull’operato del secondo.
    Se vi piace l’uomo vi piacerà anche la sua politica.

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  2. Purtroppo questo soggetto è un mistificatore della verità seriale lo ha fatto a Fiumidinisi lo ha fatto a Santa Teresa lo ha fatto alla Regione e continua a farlo qui prima va via e prima questa Città uscirà dalle tenebre oscure in cui è finita

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  3. La seduta è interamente visionabile su youtube. Pure noi vorremmo sapere come mai ci sono stime di entrate molto al rialzo e stime di uscite molto al ribasso.

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  4. Questa vostra informazione unilaterale ha sinceramente stancato.
    Pensavo foste più super partes, come altronde dovreste essere per deontologia professionale, ma mi sbagliavo.

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  5. Ma stavolta DIMETTITI!!!!!!!!!!!!!!!

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