Messina. Il sogno infranto di Rocco Finocchiaro: la Zancle 757 rischia la chiusura

Messina. Il sogno infranto di Rocco Finocchiaro: la Zancle 757 rischia la chiusura

Pippo Trimarchi

Messina. Il sogno infranto di Rocco Finocchiaro: la Zancle 757 rischia la chiusura

venerdì 12 Giugno 2026 - 08:00

Messina aveva accolto con entusiasmo il progetto di cantieristica per yacht di lusso avviato da Finocchiaro. Ma gli ostacoli hanno prevalso

MESSINA – Rocco Finocchiaro ha costruito il suo successo navigando per i mari del mondo come capitano di yacht e lavorando, con ruoli di primo piano, in importanti contesti aziendali legati al mondo delle imbarcazioni. Ma non ha resistito al desiderio di tornare a Messina per lasciare un segno positivo. E’ così che nel 2020 è nata Zancle 757 la società a cui l’imprenditore messinese classe 1973 ha voluto dare il nome antico della città unito al suo anno di fondazione. Ne vorremmo sentire tante di storie così. Il suo epilogo però, spiega amaramente perché sono così rare. Ma andiamo per gradi.

Un’attività ad alto valore aggiunto

Zancle 757 nasce con l’obiettivo di avviare a Messina un servizio di assistenza, manutenzione, riparazione e ristrutturazione di grandi yacht. Si tratta di una delle attività a più alto valore aggiunto della cosiddetta Economia del Mare. Opportunità del genere, che determinano un indotto economico molto significativo, possono rappresentare una vera e propria panacea per un’economia asfittica come la nostra. Ma il contesto ambientale deve essere favorevole, da tutti i punti di vista. Sicuramente lo è la posizione geografica di Messina, al centro del Mediterraneo, che dovremmo sfruttare meglio di quanto non riusciamo a fare.

L’accordo con l’A.I.D. – Agenzia Industria e Difesa

Il progetto Zancle 757 prende vita grazie a un accordo sottoscritto il 12 marzo 2020 con l’Agenzia Industria e Difesa (A.I.D.) per la fornitura di servizi di cantieristica navale presso l’Arsenale Militare di Messina. L’intesa prevede che la Zancle 757 possa richiedere, qualora disponibili, l’utilizzo degli impianti fissi presenti in cantiere (bacini, officine, depositi, uffici, etc.) o mobili (gru, mezzi navali, etc.) per i quali corrisponderà un compenso. L’accordo ha una durata di quattro anni rinnovabili per tre volte consecutive, salvo disdetta da comunicarsi almeno sei mesi prima della scadenza.

Purtroppo, la convivenza con l’Arsenale Militare si rivela subito difficile. Stando alla ricostruzione della società, nei primi quattro anni di attività i bacini di carenaggio — cuore pulsante di ogni cantiere navale — si sono rivelati quasi inaccessibili: il bacino in muratura è stato utilizzato prevalentemente dalla stessa A.I.D. per la manutenzione dei traghetti delle Ferrovie dello Stato e messo a disposizione di Zancle 757 solo in due occasioni, mentre il bacino galleggiante è risultato costantemente fuori uso. Un ostacolo strutturale che ha impedito alla società di sviluppare pienamente il proprio piano industriale.

I risultati aziendali e i benefici per la città

Nonostante le difficoltà, l’ascesa dell’azienda porta ogni settimana yacht famosissimi in piena Falce, come il Moonlight II del sultano Mohammed-bin Khalifa Al Nahyan, figlio del presidente degli Emirati Arabi Uniti. Con benefici importanti anche per Messina. Spiega Finocchiaro in un articolo da noi pubblicato: “Citando uno studio del Forum House Ambrosetti, uno yacht sopra i 75 metri porta nel territorio in cui si ferma una ricchezza di 40-45mila euro al giorno. Questo forse dà l’idea di quale possa essere l’impatto di queste attività sul comprensorio interessato.”

La qualità del lavoro di Zancle 757 non è rimasta inosservata. Jean Alesi, pilota Ferrari nei campionati dal 1989 al 2001, pur vivendo a Ginevra, ha scelto per due anni consecutivi il cantiere Zancle 757 per la cura della sua imbarcazione.

La Madonna con il Bambino. Il quadro di Girolamo Alibrandi

A dimostrazione del suo amore vero per Messina, nel 2022 Rocco Finocchiaro, come ricorderete, ha riportato in città il quadro di Girolamo Alibrandi “La Madonna con il Bambino”. Il capolavoro disperso e poi ritrovato, era stato acquistato all’asta dall’imprenditore dopo la segnalazione dello storico dell’arte Ranieri Melardi.

Le banchine negate: il porto che dice no

Mentre lottava per far funzionare il cantiere nell’arsenale, Finocchiaro ha provato a espandere il progetto. Nel febbraio 2021 la società chiede all’Autorità di sistema portuale dello Stretto (AdSP) la concessione di un’area con il coinvolgimento di tre banchine del porto commerciale di Messina — “Peloro”, “Rizzo” e “Marconi” — per realizzare uno spazio riservato ai megayacht, con servizi dedicati e assistenza specializzata.

La visione era ambiziosa, ma non velleitaria. Finocchiaro citava un contratto già pronto con l’emiro del Qatar per otto yacht da lasciare a Messina per nove mesi l’anno, con oltre 600 membri di equipaggio. Immaginate quale sarebbe stato l’indotto per ristoranti, negozi, servizi, ove si pensi che per la sola permanenza di undici giorni dello yacht “Moonlight II”, di proprietà del sultano Mohammed-bin Khalifa Al Nahyan, si era generata a Messina una redistribuzione economica di 481mila euro.

Nonostante le potenzialità, il parere fu negativo. L’area Demanio dell’Autorità di sistema portuale dello Stretto espresse la sua contrarietà, sostenendo che la banchina “Rizzo” era interessata dalle operazioni di imbarco e sbarco dei mezzi veloci. Finocchiaro rilevò che nella risposta si faceva riferimento alla sola banchina “Rizzo”, mentre la sua richiesta includeva più opzioni proprio per trovare una soluzione condivisa.

Dopo il diniego di Messina, l’imprenditore provò con Reggio Calabria. Anche qui l’AdSP sbarrò la strada al progetto, con un decreto del 13 aprile 2023, a causa del parere negativo della Capitaneria di porto.

L’azione di Caronte & Tourist

C’è da osservare a quest’ultimo proposito che la Caronte & Tourist, appreso della procedura avviata a Reggio dalla Zancle 757, aveva trasmesso all’AdSP in data 26 agosto 2022 una richiesta di accesso agli atti. Nella missiva la società di traghettamento privato faceva riferimento ad una sua richiesta di concessione demaniale marittima del 1° febbraio 2013. L’istanza era finalizzata alla realizzazione di un molo di attracco per navi traghetto per il trasporto di autoveicoli e mezzi pesanti lungo la tratta Reggio Calabria-Messina/Tremestieri. L’iniziale diniego dell’AdSP era stato annullato del T.A.R. di Catania. Caronte & Tourist vantava, pertanto, il diritto all’ottemperanza della sentenza, non ancora eseguita.

Veniva, inoltre, sottolineato che il porto di Reggio Calabria era formalmente classificato come scalo commerciale e industriale. Quindi, iniziative come quelle della Zancle 757 destinata alla diportistica potevano avere solo carattere residuale e sempre che non creassero alcuna limitazione alle esigenze commerciali e di cabotaggio presenti e future. Insomma, Caronte & Tourist considerava sostanzialmente incompatibile con la destinazione operativa del porto di Reggio e con la propria avviata progettualità l’iniziativa di Rocco Finocchiaro. La decisione dell’AdSP di bloccarla sul nascere ha sciolto di fatto ogni questione. Per completezza di informazione bisogna dire che, allo stato attuale, l’unico servizio di traghettamento per autoveicoli e mezzi pesanti sulla linea Reggio Calabria-Messina è gestito da Meridiano Lines.

Le funzioni del porto di Reggio secondo la Regione Calabria

In realtà sul sito della Regione Calabria si legge che “il porto di Reggio Calabria non ha soltanto funzione di servizio passeggeri e commerciale, ma anche funzione diportistica; nell’area portuale è infatti presente una darsena turistica riservata al diporto, con 50 posti barca.”

La battaglia giudiziaria con l’AID: il primo round

Fallito il tentativo di espansione, Finocchiaro entra in un tunnel dal quale non è ancora uscito. Il 23 aprile 2024, alla scadenza dei primi quattro anni, l’A.I.D. comunica a Zancle 757 di considerare scaduto l’accordo di utilizzo dell’Arsenale Militare di Messina, dichiarando nulla la clausola di rinnovo automatico perché — sostiene l’ente —le concessioni demaniali marittime non possono essere rinnovate né prorogate automaticamente, richiamando la giurisprudenza del Consiglio di Stato, con riferimento alla famosa Direttiva Bolkestein.

Zancle 757 ricorre al Tar di Catania. Il 30 luglio 2024 il Tribunale Amministrativo accoglie il ricorso, annullando i provvedimenti dell’A.I.D. Il ragionamento del giudice è netto: l’accordo con la società di Finocchiaro non è una concessione demaniale marittima con finalità turistico-ricreative, bensì un contratto bilaterale di natura commerciale per servizi di cantieristica navale. I principi delle Adunanze Plenarie del Consiglio di Stato invocati dall’AID — che riguardano stabilimenti balneari, noleggio imbarcazioni, esercizi commerciali — non si applicano al caso in questione. La motivazione dell’A.I.D. era, dunque, erronea.

Le motivazioni aggiuntive vengono respinte

In fase di svolgimento della procedura, conclusasi con il respingimento del ricorso, l’A.I.D. ad aggiuntivo supporto giustificativo della sua decisione di revoca, aveva prospettato “documentate, sopravvenute e motivate esigenze superiori e di interesse nazionale”. Evidenziava altresì che le somme versate dalla Zancle 757 erano inferiori a quanto previsto in ambito contrattuale, ossia alla cifra di € 600.000,00 da corrispondere dal terzo anno di esecuzione dell’accordo quadro e per ciascun anno successivo”. E non aveva importanza che la società Zancle non avesse “avuto la possibilità di sviluppare pienamente il proprio piano industriale per le attività di manutenzione di yacht a causa della indisponibilità dei bacini di carenaggio”.

In quel contesto i giudici amministrativi non avevano considerato ammissibili queste ulteriori argomentazioni, in quanto nel documento di revoca non erano richiamate.

Il secondo round: la revoca

Anziché prendere atto della sentenza e ricercare un dialogo con l’imprenditore, l’A.I.D. cambia tattica. Il 7 novembre 2024 adotta un formale atto di revoca dell’accordo, ponendo a base del provvedimento le motivazioni che il Tar aveva dichiarato inammissibili in fase di dibattimento per ragioni procedurali. Invoca, infatti, prima di tutto “esigenze istituzionali che comportano la necessità di disporre dell’intero sedime militare costituito dall’Arsenale e più nello specifico delle aree oggetto dell’Accordo quadro (ad es. bacino in muratura, banchine etc..)”.

L’A.I.D. ricorre, inoltre, al suo diritto di esercitare l’opzione di revoca a fronte del fatto che le somme versate dalla Zancle 757 risultano essere ben lontane da quanto stabilito nell’Accordo quadro, ove si legge: “In ordine al primo rinnovo l’AID potrà formulare disdetta al rinnovo solo qualora Zancle 757 abbia corrisposto alla stessa un importo complessivo (a qualsiasi titolo o ragione) dal terzo anno di esecuzione del presente accordo e per ciascun anno successivo, inferiore a € 600.000,00 (euro seicentomila/00) annuali”.

Insomma, l’A.I.D. sembra irremovibile nella sua intenzione di mandare via Zancle 757 dall’Arsenale Militare.

La decisione definitiva

Zancle 757 impugna anche il nuovo atto di revoca innanzi al Tar di Catania, che tuttavia stavolta respinge il ricorso. La società propone appello al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, che il 2 marzo 2026 pronuncia la sua sentenza definitiva.

Il CGA conferma la legittimità della revoca nel merito — riconoscendo che le ragioni di interesse pubblico indicate dall’A.I.D. siano sufficienti a giustificare il provvedimento. Tali ragioni – sostengono i giudici – “non appaiono manifestamente illogiche, irragionevoli o pretestuose, dovendosi riconoscere la più ampia discrezionalità in capo all’amministrazione, in subiecta materia, circa la valutazione sul miglior utilizzo degli asset strategici per la difesa, anche considerato che il mutato quadro geopolitico risulta essere un fatto notorio”.

Vengono, comunque, accolte le ragioni di Zancle 757 su un punto cruciale: l’indennizzo. Il Consiglio condanna, infatti, l’A.I.D. al rimborso delle migliorie apportate all’Arsenale dalla società nel corso degli anni di attività, concedendo all’Amministrazione sessanta giorni per formulare una proposta economica concreta.

L’azione dei Cantieri Palumbo

Com’è noto, la Palumbo S.p.A. in virtù di una convenzione risalente al 2006 stipulata con l’Ente Porto di Messina, ha ottenuto e ancora detiene in concessione il bacino di carenaggio ex Smeb e altre aree demaniali in cui svolge la sua attività di cantieristica. Con riferimento all’accordo dell’AID con Zancle 757 per l’utilizzo delle strutture dell’Arsenale Militare, nel luglio 2023, tramite lo Studio Legale Carrozza di Messina, la Palumbo S.p.A. ha presentato un’istanza di accesso civico ai sensi del D.Lgs. 33/2013, chiedendo documenti precisi: gli ordini di lavoro emessi da Zancle nei confronti dell’AID, i canoni annuali versati per l’utilizzo delle banchine dell’Arsenale, e gli eventuali affidamenti a terzi degli impianti militari.

L’agenzia notifica l’istanza a Zancle 757 come controinteressata, e quest’ultima si oppone parzialmente, chiedendo di tutelare i dati relativi all’identità degli armatori e degli equipaggi e ai lavori eseguiti. L’AID a questo punto decide che ” tenuto conto dell’opposizione prodotta nel merito dalla società Zancle controinteressata, non provvederà a trasmettere copie degli ordini di lavoro emessi nei confronti di AID per gli anni 2020 e 2021, in quanto meritevoli di tutela di interessi economici e commerciali ivi contenuti”. Non viene neanche comunicato il compenso forfettario annuale versato dalla Zancle all’AID con riferimento al canone di utilizzo del servizio di ormeggio e di utilizzo delle banchine di pertinenza dell’Arsenale per gli anni 2020, 2021, 2022 e 2023.

Il ricorso al T.A.R. della Palumbo S.p.A.

Contro questa decisione dell’A.I.D. la Cantieri Palumbo S.p.A. il 15 marzo 2024 presenta ricorso al T.A.R. Nell’atto in questione si legge in particolare: “Nel caso di specie, quindi, ben avrebbe potuto AID provvedere a soddisfare l’istanza dell’odierna ricorrente, oscurando i dati che, come dallo stesso controinteressato sottolineato, nulla avrebbero avuto a che vedere con l’oggetto della
richiesta che ineriva le parti economiche del rapporto contrattuale. Trattandosi, inoltre, di attività legate alla gestione di beni e risorse demaniali, una simile circostanza acquista maggiore rilievo, stante il fatto che l’Accordo tra Zancle e AID imputa proprio alla parte economica un ruolo preponderante nello svolgimento del rapporto contrattuale, precludendo ad altri eventuali terzi interessati di avanzare legittime proposte e richieste di collaborazione e di utilizzo di risorse pubbliche.”

Poco dopo, il 23 aprile 2024, interviene il primo atto che, con le fasi descritte in precedenza, condurrà infine all’esecutività della revoca da parte dell’A.I.D. dell’accordo con Zancle 757.

Una situazione che lascia l’amaro in bocca

Rocco Finocchiaro si è guadagnato clienti internazionali di rilievo, ha investito in un’opera d’arte per riportarla in città, ha applicato a Messina competenze accumulate in anni di lavoro nei porti di mezzo mondo. Ha scelto di tornare quando avrebbe potuto restarsene dov’era. Quello che ha ricevuto in cambio è una serie di porte chiuse e battaglie legali che ne hanno minato nel profondo la resistenza. La conseguenza è che Messina, per ora, deve rinunciare ad un’iniziativa dalle potenzialità enormi. Un’idea di sviluppo muore, posti di lavoro si perdono, a dispetto dei propositi, anche condivisibili, di rilancio della città. Rocco Finocchiaro non riesce a darsi pace. Non vuole darsi per vinto ma non gli risulta certamente facile accettare una situazione che vanifica in modo così inaccettabile il suo impeto di generosità verso Messina che merita di essere ricambiato.

La concorrenza come leva di sviluppo

L’introduzione di idee nuove in un contesto economico stagnante è fondamentale per convertire in positivo le sorti del nostro territorio. Un’effettiva concorrenza è un’essenziale leva di sviluppo che agisce anche come strumento di equilibrio tra gli interessi in campo, compresi quelli dei consumatori e dei giovani in attesa di buona occupazione. Dovrebbe saperlo la politica dalla quale è lecito attendersi un maggiore impegno per favorire un contesto di mercato in cui ci sia adeguata agibilità per tutte le aziende.

Che fare?

Noi messinesi abbiamo accolto con entusiasmo la decisione di Finocchiaro di lasciare il contesto dorato di Montecarlo per dedicare con passione alla sua città. Lo abbiamo considerato l’emblema di una possibile svolta. E adesso cosa facciamo? Restiamo indifferenti? No, non è questo l’atteggiamento giusto. Dobbiamo pretendere che la nostra classe politica eserciti una doverosa pressione istituzionale sull’A.I.D. per farla tornare sui suoi passi. Abbiamo ragione di ritenere che, nonostante le invocate esigenze legate al mutato contesto geopolitico, all’Arsenale Militare di Messina sussistano le condizioni per mantenere gli spazi operativi già utilizzati dalla Zancle 757. Facendo leva su questo, i nostri rappresentanti politici e istituzionali devono far sentire la loro voce. La città non può continuare a regredire. Spegnere il sogno di un imprenditore che vuole bene al suo territorio sarebbe un vero e proprio delitto.

8 commenti

  1. Siamo alle solite, in Italia grazie alla burocrazia e alle mele ammuffite delle amministrazioni pubbliche non sono culturalmente evolute, prospettive di miglioramento nulla.
    Comunque “a Missina non c’e nenti”

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  2. Purtroppo è vero ciò che si dice a Messina, “io non faccio niente ma non devi fare niente nemmeno tu”. Sono decenni che dico che se la falce fosse destinata ai superyacht, Messina sarebbe come Dubai. Invece teniamo il comodo ai soliti signori che, ovviamente, non vogliono che nulla cambi.

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  3. Messina è nelle mani di poche famiglie messinesi , che ahimè, non vogliono che nessuno calpesti i piedi al loro potere alla loro egemonia.
    sono gli uffici stessi, coi loro funzionari, che domandano loro il permesso di far fare qualcosa…..
    Messina = Massoneria

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  4. Totale solidarietà all’imprenditore.
    Obiettivamente lottare contro la burocrazia (tra l’altro, la burocrazia al Sud e non a Bolzano) è praticamente impossibile.
    E valutare altre opportunità, per esempio Catania ?

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  5. Poi diciamo che a Messina non c’è nenti…ne sviluppo, ne lavoro etc etc

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  6. Francesco Cappello 12 Giugno 2026 20:50

    Miserabile Messina. Ci meritiamo focacce, arancini, spiagge sporche e litigi tra politici morti di fame.

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  7. Nemo profeta in patria… Chiunque lascia questa città e si specializza fuori (Italia, Europa, Mondo) non ha più la possibilità di ritorno. Vale per i neo-laureati, per i professionisti, per i manager, per tutti. Questa città è ammorbata dalla casta indigena che si auto-alleva e riproduce con un istinto di conservazione bestiale orientato esclusivamente ai suoi interessi individuali. E poi sentiamo i nostri politici prendersela con chi va via e incitare le persone a rimanere – coraggiosamente (!) – a Messina. Chi non va via è solo un pazzo o un povero cristo che non ha alternative. Ritornare qui è da folli. Ed è per questo che ho scelto, come pseudonimo, “L’emigrante” e non “L’emigrato”…

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  8. Ernesto Fiorillo 13 Giugno 2026 18:44

    Sono iil Commissario liquidatore dell’ente Autonomo Porto di Messina,
    Chi è costui ? Direte

    Quando sono stato nominato tre anni fa il mio compito era liquidare cioè vendere i beni dell’ente tra cui l azienda in affitto ai Cantieri Palumbo
    Dopo tre anni non solo non ho incassato un euro
    Di affitto ma mi contestano che il mio Ente non è più proprietario di niente

    Neanche la Regione Sicilia che mi ha nominato
    Ci sostiene finanziariamente

    Ma se riuscirò a dimostrare che ancora il Cantiere e di proprietà dell Ente porto ,essendo comunque scaduto il contratto con Palumbo ,
    Il dott Finocchiaro potrebbe degnamente
    Partecipare alla manifestazione di interesse
    Che avvieremo entro la fine del mese
    Leggendo la sua storia
    Forse è tra i pochi di avere dato a Messina più di quanto ha preso

    Absit iniuria verbis

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