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Messina. In barella nella sede dell’Atm per ritirare il pass disabili AUDIO

Carmelo Caspanello

Messina. In barella nella sede dell’Atm per ritirare il pass disabili AUDIO

lunedì 13 Settembre 2021 - 15:26

Il contrassegno lo rilascia l'ufficio dipartimento mobilità del Comune ospitato al secondo piano. Il figlio: "Un'odissea. Non sono servite le deleghe in quanto è previsto che si presenti il disabile. Presenterò un esposto sull'accaduto"

Le dichiarazioni di Pasquale, figlio dell’anziano disabile

MESSINA – E’ giunto in barella e con l’ossigeno nella sede dell’Atm, dove al secondo piano è ospitato l’ufficio dipartimento mobilità del Comune (quello interessato al caso), accompagnato in ambulanza per firmare e ritirare il pass per disabili “concessogli” in seguito all’esito degli accertamenti della Commissione medica, che ne aveva vagliato la pratica. Parliamo di un 91enne, Giuseppe, disabile al 100%. Insieme a lui c’è il figlio Pasquale, il quale racconta “un’odissea che si trascina da tempo. Da quando – spiega – abbiamo chiesto all’Azienda il documento. Ci eravamo presentati dapprima con una delega, successivamente anche una delega autenticata, avevamo interessato un avvocato con tanto di procura, ma ci era stato detto che si sarebbe dovuto presentare il disabile in persona a ritirare il pass. Il tutto – sottolinea il signor Pasquale – in virtù di un regolamento interno comunale che lo prevede espressamente. Avevamo chiesto che ciò ci venisse risposto per iscritto, ma la risposta non l’abbiamo ancora ricevuta. Ebbene – chiosa il figlio dell’anziano – questa mattina ho chiamato un’ambulanza privata ed ho portato mio papà all’Atm. I barellieri lo hanno dovuto portare sin dentro l’edificio. Mi era stato detto anche di portarlo al primo piano ma era impossibile in quanto non vi era un ascensore idoneo. Alla fine è giunto il funzionario preposto e finalmente mio papà ha potuto firmare”. Ma non è finita qua. “Presenterò un esposto ai carabinieri – conclude il signor Pasquale – e sarà un giudice a verificare e fare chiarezza sull’accaduto”. Il presidente dell’Atm, Giuseppe Campagna, ha evidenziato che l’Azienda “è estranea all’accaduto. Viene tirata in ballo per la coincidenza dei locali, in quanto quelli del dipartimento mobilità del Comune sorgono al secondo piano dello stesso stabile”.

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15 commenti

  1. il sig. Pasquale ha la ns. solidarietà. Anch’io ho dovuto rinunciare al pass disabili riferito a mia moglie perchè è assurdo che un vero disabile debba firmare e ritirare il documento personalmente anche se è disabile al 100% e la delega non è valida!!!

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  2. Chiedere ad un disabile di presentarsi di persona, qualunque sia la gravità della sua condizione è una forma di sadismo burocratico, un non senso che cozza contro qualunque logica che voglia essere di concreto sostegno alla cittadinanza.
    Visto che come al solito la colpa non sarà di nessuno, e che a quanto pare l’impiegata ha seguito una triste prassi, perché non provvedete a dimettervi tutti cari dirigenti.

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  3. A questo punto è d’obbligo un comunicato del dirigente del Dipartimento mobilità del Comune di Messina in cui conferma l’obbligatorietà della presenza del richiedente.
    In caso contrario immagino che qualcuno dovrà dimettersi

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  4. senzaparole…

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  5. Cittadino sconvolto 13 Settembre 2021 18:25

    Complimenti………,una notizia che non fa onore alla nostra città e a chi la amministra!!

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  6. E’ da prima di Ferragosto che un avvocato mio amico è nella stessa situazione per la madre 94 enne che si muove solo in carrozzella.
    Ha tentato tutte le vie legali, ma la risposta verbale è sempre stata che deve presentarsi di persona il richiedente il pass disabili.
    Cose che possono succedere solo nella Messina mal governata dal gruppo che sta al potere.
    Girerò l’articolo all’amico mio, che si attivi pure lui.

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  7. Dire che questi sono praticamente da vergogna è riduttivo buona serata

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  8. Lo specchio fedele di questa amministrazione… Potreste anche essere bravi nel fare i conti (ho usato il condizionale), ma non avete cuore perché non amate questa città

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  9. È vergognoso che un disabile debba ritirarsi il pass….Mio padre ha dovuto fare lo stesso… Non basta tutta la documentazione che pretendono…..Vergogna….È un ufficio fuori dal tempo e con assurde pretese…..

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  10. Quello che non capisco qual è il razionale della ubicazione di questo ufficio al secondo piano con una rampa ripidissima quando all’interno ci sono anche uffici al piano terra.
    Molta intransigenza coi deboli che dovrebbero essere agevolati al massimo.
    Anch’io ho dovuto scalare questa rampa con molta fatica con la mia carrozzella.
    Misoginia aveva chiesto all’impieta di venire in macchina per il riconoscimento ma non c’è stato nulla da fare.

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  11. È un dato di fatto che tutta la situazione poteva e meritava di essere gestita meglio, negli ovvi limiti di una disposizione di legge che sicuramente non è delle migliori; così come non è delle migliori la collocazione di questi uffici nei piani superiori invece del pianoterra.
    Però è giusto ricordare che il pass disabili può essere utilizzato solo se il disabile è realmente bordo della vettura, altrimenti non è utilizzabile; probabilmente il legislatore non ha previsto la delega per assicurarsi che il disabile richiedente sia nelle vere condizioni di essere trasportato in automobile (mia supposizione, mi posso sbagliare perché non sono avvocato e anzi faccio tutt’altro). Ovviamente se così fosse trovo sempre sbagliato che non possa essere delegato un familiare.
    Però mi chiedo: visto che il paziente è palesemente intrasportabile in automobile, per cosa viene richiesto il pass disabile visto che difficilmente lo vedremo a bordo? Se la situazione clinica è transitoria, e me lo auguro per lui, si poteva richiedere in altro momento con più calma, ma in queste condizioni incompatibili con l’automobile (d’altronde il pz è arrivato in autoambulanza e non con la vettura dei familiari) il pass non è valido perché non sarà a bordo.

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    1. Se la legislazione fosse stata pensata a tale scopo, ovvero a verificare la capacità di spostamento in auto del disabile allora il pass non sarebbe dovuto essere rilasciato (immagino io).
      Anche il fatto che il rifiuto sia verbale è una forma di auto tutela che evidentemente è sbilanciata a favore dell’amministrazione pubblica che non vuole rogne, ma le scarica assai facilmente su questo genere di utenti.

      Buona giornata.

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  12. Buonasera mio papà ormai non c’è più, ma ricordo quando lo portai nel palazzo DELL’ATM in sedia rotelle, la dipendente pretendeva che firmasse, cosa che lui non poteva fare già da un po’, ma insistette che lui doveva firmare io con mia mamma eravamo disgustati da tale situazione, io dico se c è una commissione medica che accerta le condizioni di un invalido 100% che era mio papà che bisogno c è di tutto ciò,voglio pensare che non si rendano conto di quello che fanno, perché dietro una persona in quelle condizioni esiste una vita che vita non è, mio papà oltre che non camminava non poteva neanche bere acqua normale, se non acqua gel, perché dare altro dolore in una situazione triste già di suo, secondo me le cose non cambieranno mai anche perché di queste situazioni non solo per il pass, ma anche in altri luoghi di Messina esistono sotto gli occhi di tutti, ma tanto quando le cose non ci toccano da vicino non abbiamo alcun interesse, io sono diabetico da quando avevo solo 3 anni pensare di poter vivere nuovamente una situazione del genere mi terrorizza tantissimo. Per un malato di qualunque genere, situazione, malattia c’è bisogno oltre che del rispetto della persona , di un sorriso, un aiuto vero che in quel momento vale tanto credetemi, io so cosa vuol dire stare male da quando ero solo un bambino

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  13. La situazione si commenta da sola e ovviamente può essere capita solo da chi purtroppo la vive. Non credo che quanto successo sia colpa dell’amministrazione comunale, e questo a prescindere da chi sia il sindaco e la giunta. La problematica sarebbe successa anche con le passate amministrazioni. È l’emblema della burocrazia che regna in Italia al di là del fatto che poi a molti uffici fa comodo nascondersi dietro gli alibi delle procedure previste. Ritengo che, come altre situazioni, chi abbia determinate patologie, a prescindere dalla gravità, debba essere tutto certificato in modo informatico per cui firme, deleghe, richieste, documenti da produrre dovrebbero essere superflui. Siamo tutti bravi a smanettare con tablet e cellulari per cui non è più credibile che il personale non è istruito all’uso di computer e altri strumenti informatici.

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  14. Situazione semplicemente ridicola e disgustosa. Arroganti e forti con i deboli e le persone educate. Se si fosse presentato un parente energumeno e diciamo “poco educato”, le cose sarebbero andate nello stesso modo? Oppure, bisogna essere intellettualmente onesti, se il disabile fosse stato parente di un collega dell’addetto inflessibile, avrebbe avuto la stessa inflessibilità? Siete la vergogna d’Italia….e vi paghiamo pure.

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