Messina. Indennità organi camerali, Tripodi non ci sta. Blandina: "Obbligo di legge"

Messina. Indennità organi camerali, Tripodi non ci sta. Blandina: “Obbligo di legge”

Redazione

Messina. Indennità organi camerali, Tripodi non ci sta. Blandina: “Obbligo di legge”

sabato 04 Novembre 2023 - 11:36

Il segretario della Uil e consigliere della Camera di Commercio esprime l'unico voto contrario. La replica del presidente

MESSINA – Indennità per gli organi della Camera di commercio: Ivan Tripodi, consigliere dello stesso organismo e segretario generale della Uil Messina, esprime il suo dissenso. E così s’esprime: “Il Consiglio della Camera di commercio di Messina nella seduta del 3 novembre, su proposta del presidente Ivo Blandina, ha approvato con 13 voti a favore, 1 astenuto e 1 voto contrario, quello del sottoscritto (4 gli assenti), la corresponsione e il pagamento degli emolumenti a favore degli organi camerali: si tratta di una misura ex novo poiché da moltissimi anni tutti i ruoli di guida e gestione politica dell’Ente erano svolti a titolo totalmente gratuito. In dettaglio è stato deliberato che il presidente Blandina percepirà un’indennità annuale pari a euro 40.000 che, quindi, avendo valore retroattivo dall’inizio del mandato, nel corso del quinquennio ammonterà ad un importo complessivo di 200.000 euro. Inoltre, al vicepresidente andranno 6.000 euro l’anno, ai componenti della giunta 4.000 euro annuali e ai consiglieri 1.500 euro l’anno”.

Unico voto contrario

Continua Tripodi: “Ho espresso, con motivata e responsabile convinzione, il voto contrario a tutta quest’operazione poiché la ritengo profondamente sbagliata e totalmente inaccettabile. Non si tratta di banale o gratuita demagogia che, fra l’altro, troverebbe facile consenso e forte condivisione nell’opinione pubblica, ma è una serena e responsabile valutazione fondata su concrete questioni di merito, suffragate giuridicamente e frutto di un approfondito confronto con esimi giuristi”.

E ancora: “In tal senso, da un lato vi sono evidenti ragioni di opportunità che, in una fase di gravissima crisi che colpisce i lavoratori e le tantissime aziende iscritte alla Camera di commercio messinese, avrebbero ampiamente consigliato il rinvio o, meglio, il ritiro di tale inappropriato atto deliberativo che non può trovare la banale giustificazione di essere un atto dovuto; dall’altro, contestualmente, vi sono, soprattutto, fondate perplessità giuridiche riguardo l’applicazione del decreto del 13 marzo 2023 emesso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy su cui si basa la decisione assunta dalla Camera di commercio. Infatti, il titolo del decreto in questione dice, testualmente, che si tratta di emolumenti “nei limiti delle risorse disponibili”. Ma, soprattutto, all’art. 3 comma 6, il citato decreto recita, ancora testualmente, che il provvedimento di determinazione della spesa per le indennità è “adottato nel rispetto del principio di equilibrio di bilancio”. Quindi, nel decreto è letteralmente “scolpito” che la corresponsione della lauta indennità a favore del presidente e degli altri organi della Camera di commercio di Messina è strettamente legata ed inscindibilmente connessa allo stato di salute finanziario dell’Ente. Orbene, la Camera di commercio di Messina, come ampiamente certificato dal bilancio consuntivo dell’anno 2022 approvato nei mesi scorsi, è, incontrovertibilmente, in disavanzo economico-finanziario. Ammonta, infatti a ben 88.000 euro il disavanzo dell’Ente camerale” ha proseguito Tripodi.

“Pertanto, la cieca forzatura voluta dal presidente Blandina, finalizzata a deliberare il riconoscimento degli emolumenti, è assolutamente irrazionale e, conseguentemente, manifesta serissimi problemi di natura giuridica e contabile. In tal senso, auspichiamo che il buon senso prevalga e, onde evitare ulteriori complicazioni, che il presidente Blandina decida, in autotutela, il ritiro della delibera che, nell’arco del mandato, gli assegna la lauta indennità di 200.000 euro. Infine, per quanto ovvio, faccio presente che rinuncio sin d’ora ad ogni eventuale accredito di emolumenti previsti per il ruolo consiliare ricoperto” ha così concluso Ivan Tripodi.

La replica

“Siamo l’ultima Camera d’Italia ad aver deliberato su un obbligo di legge – replica Blandina -. Agiamo sotto la sorveglianza dell’assessorato regionale alle attività produttive e del ministero competente, gli atti sono preventivamente sottoposti in bozza al collegio dei revisori (nominato dalla regione) e poi assoggettati ai controlli previsti dalla legge. Le dichiarazioni del consigliere sono prive di qualsiasi riscontro. Gli organi camerali hanno amministrato gratuitamente nel precedente mandato ed avrebbero continuato a farlo se non fosse intervenuto un obbligo di legge. I compensi sono al minimo previsto dalle disposizioni. Il tentativo di innesco di una polemica inutile e infondata si estingue su fatti e atti, infrangendosi su elementi incontrovertibili”.

Blandina ricorda, infine, che “a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha sancito l’incostituzionalità delle norme che prevedevano la gratuità di incarichi amministrativi che comportino responsabilità civili, personali, penali e patrimoniali, l’articolo 1 comma 25 bis del decreto legge 228/2021 (il cosiddetto Milleproroghe 2022) ha soppresso il primo periodo del comma 2 bis dell’articolo 4 bis della legge 580/1993 che prescriveva la gratuità di tutti gli incarichi degli organi delle Camere di Commercio, ad eccezione del Collegio dei revisori dei conti. La disposizione che ripristina i compensi relativi agli organi delle Camere di Commercio è entrata in vigore il 1. marzo 2022”.

La controreplica

“La nervosa ed imbarazzata replica spuntata del presidente Ivo Blandina in merito alla mia ferma opposizione sulla delibera approvata dal Consiglio della Camera di Commercio di Messina che gli assegna l’indennità di 40.000 euro l’anno, che avendo valore retroattivo dall’inizio del mandato ammonterà ad un importo complessivo di 200.000 euro, è la classica toppa peggiore del buco – controreplica Tripodi -. Dobbiamo registrare che Blandina sfugge dai fatti e non dice nulla di concreto. Ci attendevamo un gesto di responsabilità e quindi, la rinuncia alla lauta indennità sia per questioni di opportunità e vicinanza ai lavoratori e alle imprese messinesi iscritte alla Camera di commercio che vivono una crisi senza precedenti, che per il merito giuridico della vicenda che pone serissimi problemi di tenuta della delibera. Invece, solo parole farfuglianti che raggiungono l’apoteosi quando il presidente Blandina sostiene goffamente che ricevere 200.000,00 euro nel quinquennio è, addirittura, un obbligo di legge. Vale a dire: se la Camera di Commercio di Messina non procederà al pagamento del lauto stipendio arriveranno in Piazza Cavallotti i Carabinieri, la Polizia, la Guardia di Finanza o la Guardia Costiera ad obbligare l’Ente a pagare e Blandina a ricevere le somme. Siamo proprio al ridicolo e allo sfregio delle intelligenze. Inoltre, ad una tv locale ha dichiarato che non è vero che percepirà una cifra astronomica in quanto ci saranno le tasse e, addirittura, che gli importi “non incidono per nulla sul bilancio dell’ente camerale…”. Si tratta di un’affermazione ovviamente priva di fondamento in quanto le risorse economiche per le indennità saranno totalmente a carico del deficitario bilancio della Camera di Commercio messinese”.

“Dobbiamo, viceversa, registrare l’assoluto assordante silenzio su quello che è un vero e proprio macigno giuridico che fa naufragare questa bruttissima operazione. Infatti, il presidente Blandina non proferisce parola su quanto previsto dal decreto ministeriale che è alla base della delibera camerale del 3 novembre scorso, che testualmente recita che il provvedimento di spesa per le indennità è “adottato nel rispetto del principio di equilibrio di bilancio”. Pertanto, è “scolpito” che la corresponsione dell’indennità a favore del Presidente e degli altri organi della Camera di commercio di Messina è inscindibilmente connessa alla situazione finanziaria dell’Ente. E, come ampiamente noto, la Camera di commercio di Messina, è in disavanzo economico-finanziario. Si sta, purtroppo, consumando una pagina tragica e buia per la nostra città che, a questo punto, sarà doverosamente oggetto dei necessari approfondimenti di tutte le Istituzioni, nessuna esclusa, preposte ai controlli contabili ed amministrativi. Infine, al presidente Blandina segnaliamo che nel nostro Paese vi sono Istituzioni pubbliche di rango costituzionale come il Cnel, nel quale il presidente e i consiglieri non percepiscono alcun compenso e svolgono la funzione a titolo gratuito, e che non sono pochi i soggetti che, ricoprendo ruoli pubblici, rinunciano con orgoglio alle indennità devolvendo le somme agli stessi Enti, specie se sono in condizioni di dissesto. Ma, si sa, non è da tutti fare queste scelte“ ha così concluso Ivan Tripodi.

7 commenti

  1. La colpa è di Garibaldi, i Borboni vi avrebbero preso a calci nel sedere.

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  2. Ma cosa amministra la Camera di Commercio di Messina, niente, iniziative a favore del lavoro autonomo zero, e il presidente si prende 40.000 euro l’anno per fare cosa? Affitti il palazzo ad una cooperativa per anziani, l’unica cosa che funziona a Messina per il presente e soprattuttto per il futuro.

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  3. Ammesso pure che fossero obbligatori gli emolumenti, vista la catastrofica situazione economica della Camera di Commercio di Messina, potevano anche rinunciarvi come gesto di buona volontà!

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  4. Bella la camera di commercio mentre commercianti ed imprese soffrono loro organizzano eventi alle isole. Per carità tutto bene ma mi chiedo: i diritti camerali e tanti altri costi che tutti sommati poi pesano a cosa equivalgono? Dalla camera di commercio non ricordo un iniziativa a favore del commercio da quando sono nato.
    Però di eventi e convegni tutto a spese della camera di commercio ne ricordo. Ma questi eventi cosa portano alle imprese e commercianti di veramente concreto?

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  5. U boi ci dici cunnutu o sceccu!
    I soldi dei lavoratori finiscono nelle tasche dei sindacalisti che li prendono in giro!
    Ho strappato la tessera del sindacato tanti anni fa.
    Perché non guardate cosa guadagna il segretario confederale?

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  6. Blandina non incanta nessuno. La legge la poteva rispettare anche dandosi un euro simbolico di indennità. La verità è che i soldi piacciono a tutti e specialmente a chi ne ha tanti. Ha fatto bene Tripodi, sicuramente il più povero della combriccola a sollevare il caso.

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  7. buongiorno
    Queste sono le vergogne, capisco chi abbia necessità di percepire le indennità ma nonostante la legge lo consenta è sempre un problema morale che molti non hanno ,ma sapete come si dice molte cose non possiamo portarle con noi bisogna lasciare tutto e fare i conti solo sui nostri comportamenti, inoltre volevo ricordare che se un’azienda non paga i diritti camerali, ti mettono in mora come dice la legge, ma è anche vero come diceva qualcuno prima, che non solo non si fanno iniziative a difesa di tutti i commercianti ma diamo i nostri soldi come contributi per eventi in piazza. Cari Messinesi, non aspettatevi nulla di buono il nostro destino è già segnato.

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