La consigliera Giulia Restuccia chiede di verificare "la correttezza dell'iter che ha portato al rilascio dell'autorizzazione" per evitare "danni ambientali ed economici"
La capogruppo della Lega in Consiglio comunale, Giulia Restuccia, chiede chiarezza in merito all’iter che ha portato all’autorizzazione alla SRR Messina Area metropolitana “per la realizzazione di un impianto di trattamento della frazione umida e di supporto al ciclo depurativo dell’impianto ubicato in località Mili, nel Comune di Messina, da parte della Regione Siciliana”.
L’interrogazione di Restuccia
Restuccia ha inviato l’interrogazione al dipartimento servizi ambientali, alla Città metropolitana, all’Asp di Messina, all’assessorato alla Salute della Regione Siciliana e per conoscenza a Procura e Corte dei Conti. Nel documento si ripercorrere l’iter, partendo dai pareri favorevoli dei vari enti locali e nazionali che, a suo dire, “non hanno considerato le gravi criticità dell’attiguo impianto di depurazione di Mili, che dovrebbe contribuire allo smaltimento di parte dei rifiuti liquidi prodotti dal nuovo impianto”.
In tal senso la consigliera ha sottolineato di come non ci siano “informazioni” sulle tempistiche di fine lavori per il “revamping dell’impianto di depurazione”. E ancora: “Il nuovo impianto sarebbe collocato nelle immediate vicinanze del sito comunale di gestione dei reflui cittadini affidato ad Amam. La L.R. Sicilia 9/2010 stabilisce che i nuovi impianti di trattamento rifiuti debbano distare almeno 3.000 metri dai centri abitati”.
La vicinanza con le abitazioni
Invece l’impianto sarebbe “a ridosso dei centri abitati di Mili San Marco e Mili Marina, nonché vicino al Pala Mili, a strutture sportive private e a pozzi potabili che servono la rete idrica cittadina, rappresenta una criticità che ha destato forte allarme tra la popolazione. È già stata presentata un’interrogazione parlamentare al Ministro competente per chiarire la regolarità dell’iter autorizzativo”. E inoltre disterebbe “550 metri dal centro abitato di Mili San Marco e meno di 200 dal villaggio di Mili Marina. In palese contrasto con la legge regionale, rappresentando un grave pregiudizio per la salubrità e la salute pubblica”.
La richiesta di Restuccia è quindi agli organi competenti. Questi, “ciascuno per quanto di propria responsabilità”, per la consigliera devono verificare “la correttezza dell’iter che ha portato al rilascio dell’autorizzazione per l’impianto di trattamento della frazione umida in località Mili”. Così da evitare “un ingiusto danno ambientale ai residenti di Mili e un danno amministrativo e contabile a carico delle finanze pubbliche”.

E finalmente qualcuno se ne accorge. Dopo anni di allarme.