A chiederlo è Domenico Gabriele Ferrante (M5S), consigliere della IV Circoscrizione
MESSINA – 1 milione 264mila 216 euro oltre Iva. È quanto il Comune di Messina, tramite la partecipata Atm, ha speso per lo Smart Parking, presentato come sistema “avveniristico” per rendere la sosta più efficiente.
“Peccato che, dal 2023, si parli ancora di “fase di test”. Dopo due anni e mezzo, se il test non finisce mai, nel frattempo, fra targhette metalliche saltate, numeri scoloriti e sensori montati accanto agli alberelli di ForestaME, una domanda diventa inevitabile: “siamo davanti a un investimento riuscito o questi soldi potevano essere spesi in altro modo?”.
A chiederlo è Domenico Gabriele Ferrante (M5S), consigliere della IV Circoscrizione: “Quando si spendono i soldi della collettività, la città ha diritto a vedere i risultati. Se i cittadini continuano a non vedere benefici costanti e si rincorrono notizie di manutenzioni e criticità tecniche, allora serve una verifica pubblica, seria e immediata”.
Ferrante chiede a Comune e Atm, nero su bianco e con tempi certi, di sapere quanti sensori e display siano realmente funzionanti e funzionali oggi, al di là di quanto riportato sulla carta, e quale sia l’effettiva affidabilità dell’indicazione dei posti liberi. Il consigliere sollecita inoltre chiarimenti sui costi annuali di gestione e manutenzione, sui risultati misurabili prodotti in termini di riduzione del traffico e rotazione degli stalli, e infine pretende di conoscere la data di conclusione della fase di test unitamente a un cronoprogramma definitivo.
“Se questi dati non arrivano, il sospetto di spreco resta e cresce. E in una città dove all’ordine del giorno saltano marciapiedi, strade e servizi essenziali, ogni euro deve dimostrare di essere stato speso bene”, incalza Ferrante.
Infine l’appello ai cittadini: segnalazioni puntuali con zona, orario e risultato (utile/inutile, indicazioni errate, sensore non funzionante, difficoltà di pagamento).
“Le esperienze reali sono la cartina di tornasole: o lo Smart Parking funziona davvero – conclude Ferrante – o qualcuno deve assumersi la responsabilità politica di averlo venduto come soluzione”.


lo smartparking non funziona. i posti liberi spesso non sono reali. sicuramente anche colpa di chi posteggia ma soprattutto di un sistema di connessione e segnalazione posti inadeguato visto che alcuni sensori sono sotto i gazebo di ristoranti e bar o non segnalano. oltre all’ennesimo scempio di lavori nelle strade del centro (per la quinta volta). altra incompiuta di questa amministrazione.
Più che Smart, sembra costoso, come manutenzione e gestione (per noi cittadini) e scadente.
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Residente che pagano due pass auto per non trovare mai un parcheggio. Residenti davanti al cui portone i parcheggi non sono a pagamento ma dal metro successivo si, e perciò costretti a pagare a pochi metri da casa propria (vedi via oratorio della pace, via romagnosi, via Sant’Agostino…). Numeri degli stalli spesso illeggibili, sensori “scoperti” ma posti occupati… L’idea sarà anche buona, ma se non si agisce con la testa è tutto inutile.
Non lo è mai stato… sin dall’inizio e questo è stato fatto presente
Sicuramente alcune discrepanze dovute agli errati posteggi ma la maggior parte dovuto ad altro… ed era moooolto evidente perché bastavano 20 mt a piedi per capire
Ma l’importante è negare sempre… anche l’evidenza ma se sta bene a loro figuriamoci a noi! 😂
Come abbiamo più volte denunciato, questi smart parking sono una c… pazzesca per come sono stati concepiti per una lunga serie di motivi:
– app troppo lenta: a volte per la ricarica passano anche 10-15 minuti. Quasi quasi si perde più tempo a regolarizzare la sosta, piuttosto che a trovare parcheggio.
– Stalli con buche all’interno, che non consentono di parcheggiare correttamente dentro il sensore, per cui l’automobilista deve scegliere: o danneggia l’auto per la buca o rischia una multa
– numeri degli stalli spesso illegibili
– Alberi all’interno dello stallo, che rendono impossibile un corretto parcheggio sopra il sensore, a meno che non possiedi una Smart. Sarà per questo che si chiamano “Smart parking?”
– totem spesso malfunzionanti per la regolarizzazione della sosta: alcuni non prendono le monete, ma soprattutto i residenti non riescono a ottenere il ticket gratuito ogni volta che spostano l’auto. Il che è forse la più grande assurdità di questi smart parking: un residente paga fino a 120 euro l’anno di pass e deve pure fare il ticket ogni volta che parcheggia l’auto in uno stallo diverso. Il che già è un’enorme seccatura, ma spesso il collegamento del totem non è disponibile. Quindi c’è il rischio che il residente, nonostante il pass, rischi pure una multa! Vergognoso.
A questo punto, ridateci i grattini. Erano rudimentali, ma era tutto molto più semplice!
Parcheggi intelligenti. E figurati si erunu babbi!
Ma gli stalli liberi, con la striscia bianca, obbligatori per legge ogni tot di stalli a pagamento…che fine hanno fatto ?