Messina. Matricida in carcere dopo la confessione choc, investigatori a caccia del movente

Messina. Matricida in carcere dopo la confessione choc, investigatori a caccia del movente

Alessandra Serio

Messina. Matricida in carcere dopo la confessione choc, investigatori a caccia del movente

mercoledì 15 Gennaio 2025 - 14:09

E' in carcere da ieri notte Giosuè Fogliani, che ha ammesso la lite con la madre per motivi di soldi. Ha problemi psichiatrici? Lo diranno le indagini

Messina – E’ accusato di omicidio volontario Giosuè Fogliani, il 26enne arrestato per l’omicidio della madre Caterina Pappalardo. Il ragazzo è entrato in carcere a Gazzi ieri poco prima della mezzanotte, dopo un lungo confronto col magistrato titolare del caso, il pubblico ministero Massimo Trifirò, andato avanti per ore in Questura.

Il magistrato ha cercato di far emergere tutti i contorni del matricidio, dopo l’arresto di Giosuè, trovato ancora in casa, vicino al corpo senza vita della madre, quando la Polizia è arrivata.

Le indagini sul dramma familiare

Il ragazzo, ancora assistito da un difensore d’ufficio, l’avvocato Daniele Straface, ha risposto a tutte le domande del magistrato, che ora aspetta dagli altri accertamenti risultanti importanti per capire se la sua versione è completa o se nasconde qualcosa. Per il momento la sua confessione è top secret, ma è certo che gli investigatori stanno cercando di fare luce su tutti gli aspetti e non si sono accontentati delle parole del ragazzo per fare luce sul dramma familiare. Il ragazzo ha ammesso i litigi continui con la madre dovuti alle richieste di denaro del ragazzo.

L’autopsia e gli accertamenti sul passato del ragazzo

Una prima risposta in questo senso arriverà dall‘autopsia che sarà effettuata domani pomeriggio dalla professoressa Elvira Ventura Spagnolo. A lei toccherà ricostruire il martirio della 62enne, stabilendo quante ferite mortali ha ricevuto e con quanta violenza. La prima ricognizione effettuata ieri, quando il corpo di Caterina Pappalardo giaceva ancora riverso nel corridoio, intriso di un sangue che scolava persino fuori dall’appartamento, sulle scale condominiali, ne ha individuate almeno 15 ma è probabile che siano molti di più.

Anche il coltello da 18 centimetri usato dal ragazzo, sporco di sangue, sarà analizzato dalla Scientifica della Polizia. Gli uomini del dirigente Vittorio La Torre, capo della Squadra Mobile, sono invece al lavoro per capire se esiste un movente, dietro la furia omicida del ragazzo. Attraverso testimonianze e acquisizioni di atti gli investigatori stanno scavando nella vita del giovane e si ipotizzano disagi psichiatrici pregressi, ancora non emersi documentalmente.

Si scava nel dramma: le testimonianze sui litigi

Le testimonianze confermano invece i frequenti litigi tra madre e figlio, negli ultimi tempi, intensificatisi nel tempo. L’appartamento di via Cesare Battisti, macchiato per sempre di sangue e posto sotto sequestro dalla Polizia, era quello della famiglia ma mamma Caterina lo aveva lasciato a Giosuè, sperando che fosse lo stimolo per trovare un lavoro e dare uno scossone alla sua vita. La 62enne si era traferita in una abitazione di Mili dove viveva sola, dopo la morte del marito ingegnere e il trasferimento della figlia fuori Messina, insegnante. La donna non è ancora giunta a Messina e non ha incontrato il fratello. Proprio una discussione familiare degenerata sembra aver innescato la furia di Giosuè, che ha confessato.

Un commento

  1. Cittadino sconvolto 15 Gennaio 2025 18:39

    Una domanda…. in questo contesto esistono i servizi sociali?

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