Messina, Pasqua amara per i lavoratori della distribuzione. Protesta in piazza

Messina, Pasqua amara per i lavoratori della distribuzione. Protesta in piazza

Redazione

Messina, Pasqua amara per i lavoratori della distribuzione. Protesta in piazza

martedì 02 Aprile 2024 - 13:40

La manifestazione contro l'aumento salariale di 70 euro. A rischio il rinnovo del contratto nazionale

MESSINA – Pasqua di mobilitazione per i lavoratori del settore della distribuzione organizzata che hanno aderito allo sciopero nazionale indetto contro Federdistribuzione. A Messina, decine di lavoratori si sono radunati in piazza Cairoli per protestare contro l’aumento salariale di 70 euro lordi mensili, ritenuto offensivo e inadeguato a fronte dell’inflazione galoppante.

L’astensione dal lavoro ha toccato punte del 60% in media, con picchi del 70-100% in alcune zone del Paese, determinando la chiusura di diversi punti vendita. Lo sciopero è l’ennesimo atto di una protesta che dura da mesi: il contratto nazionale di lavoro è scaduto a dicembre 2019 e, dopo 51 mesi di trattative infruttuose, la situazione è ancora in una fase di stallo.

Le lavoratrici e i lavoratori chiedono un aumento salariale congruo che tenga conto del rincaro dei prezzi e denunciano le pretese irrealistiche di Federdistribuzione, volte a precarizzare il lavoro e mortificare i diritti acquisiti. Tra le richieste avanzate dall’associazione datoriale figurano l’introduzione di una flessibilità incontrollata, lo smembramento del sistema di classificazione del personale e l’azzeramento di ogni dignità professionale.

“Non si svendono i diritti, non si comprano i lavoratori” è lo slogan che campeggia sui cartelli dei manifestanti. Le segreterie unitarie di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs nazionali annunciano ulteriori azioni di protesta se non si giungerà a un rinnovo contrattuale “vero e degno”, come già avvenuto con le altre associazioni datoriali.

La segretaria generale di Filcams Cgil Messina, Giselda Campolo, stigmatizza l’arroganza di Federdistribuzione: “L’aumento di 70 euro è una proposta mortificante che non tiene conto dell’inflazione. Non ci faremo comprare con la flessibilità selvaggia e il peggioramento delle nostre condizioni di lavoro”.
Francesco Rubino, segretario generale della Uiltucs Messina, aggiunge: “Federdistribuzione non vuole rinnovare il contratto nazionale di lavoro, ma vuole tornare indietro di 30 anni con i diritti contrattuali. Offrire pochi euro in cambio di rinunce è offensivo e inaccettabile”.
Lo sciopero di Pasqua è un segnale forte che la protesta dei lavoratori del settore della distribuzione non si fermerà. La mobilitazione continuerà fino a quando non si otterrà un rinnovo contrattuale che tuteli i diritti e la dignità dei lavoratori.

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