Messina ricorda monsignor D’Arrigo nel centenario della sua morte

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Redazione

Messina ricorda monsignor D’Arrigo nel centenario della sua morte

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martedì 31 Maggio 2022 - 10:29

Una conferenza per ricordare monsignor D'Arrigo che divenne motore della ricostruzione materiale e spirituale dopo il terribile terremoto del 1908

MESSINA – In occasione del festeggiamenti in onore della Madonna della Lettera, il Centro Interconfraternale Diocesano ha organizzato la conferenza “Monsignor Letterio D’Arrigo e la Madonna della Lettera nel centenario della morte del Pastore messinese” a cura del professore Carmelo Miceli.

L’Angelo del terremoto. Colonna, guida, consolatore, monsignor Letterio D’Arrigo nella Messina del 1908 divenne il motore della ricostruzione materiale e spirituale della chiesa e della città. A cento anni dalla sua morte Messina l’ha voluto ricordare con una conferenza in Cattedrale.

L’evento, organizzato dal Centro Interconfraternale Diocesano di Messina in occasione del festeggiamenti in onore della Madonna della Lettera, è stato aperto da Mons. Giuseppe La Speme, parroco della Basilica Cattedrale di Messina, e arricchito dall’intervento del vescovo ausiliare, Mons. Cesare di Pietro. La comunità di Itala, paese natio di Mons. D’Arrigo, ha voluto omaggiare il monumento dell’arcivescovo portando lo stendardo della patrona, la Madonna della Lettera. Presenti anche il presidente del Consiglio del centro jonico, Sebastiano D’Angelo, con alcuni consiglieri di maggioranza e minoranza che hanno onorato la memoria dell’illustre concittadino con un omaggio floreale.

Monsignor D’Arrigo esempio per le nuove generazioni

«La vita, le scelte, le azioni di Monsignor D’Arrigo possono essere da stimolo ed esempio alle nuove generazioni che spesso cedono vinti dinnanzi alle avverse vicissitudini della loro vita. “Frangar non flectar”, motto dello stemma episcopale ricorda ancora oggi, alla luce di ciò che nel mondo accade, la sua integrità morale che mai si lasciò governare da opposte fazioni». Carmelo Miceli, docente di Storia dell’Arte Greco-Romana all’Accademia di Belle Arti “Mediterranea” di Ragusa, ha meticolosamente riportato alla luce tratti inediti ed inesplorati della figura di Mons. D’Arrigo, riconsegnando a Messina uno dei suoi figli più illustri per molti anni dimenticato. Da Itala, piccolo paesino in provincia di Messina, muove i primi passi per compiere grandi opere. Nominato nel 1898 da papa Leone XIII Arcivescovo metropolita ed archimandrita di Messina, sarà lui il 28 dicembre 1908 ad essere risvegliato dall’urlo della città dello Stretto rasa al suolo da un violento terremoto. Non fu una missione facile la sua. Il suo cammino pastorale è stato costellato da diverse calunnie che non cessarono nemmeno durante la tragica ora del terremoto: D’Arrigo viene accusato di aver abbandonato Messina e i messinesi. Ma le cronache del tempo lo osannarono come “l’angelo del terremoto” che seppe dare consolazione ai suoi concittadini nell’ora più buia.

Precursore del “io rimando a Messina”

«Sono orgoglioso del mio lavoro biografico su Mons. Letterio D’Arrigo, discusso ma indubbio protagonista del clero messinese sul finire del 1800 e inizi del 1900 e soprattutto durante i tragici eventi dovuti al terremoto del 28 dicembre 1908», ha detto Carmelo Miceli. «L’Arcivescovo D’Arrigo trasformò i rantoli di morte in vagiti di speranza parla ancora alla sua amata Messina che nei secoli ha conosciuto la forza bruta della natura. Il suo celebre imperativo “Io rimango a Messina, non andate via” assume oggi una particolare valenza. Quante volte pensiamo che l’unica soluzione sia quella di andare via, scappare, spesso per una vaga meta in una sorta di autismo che ci vede sempre più deboli. Lui invece è rimasto li dove i padri fondatori hanno fissato la propria identità conquistando questo lembo di terra che si specchia nel mare».

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