Il sindaco Basile, monsignor Di Pietro e il presidente dell'Adsp Rizzo annunciano due importanti progetti condivisi
MESSINA – Non solo auguri di Natale e bilanci durante l’incontro con la stampa pre-festivo del sindaco. Basile ha infatti annunciato la presenza di Ciccio Rizzo, presidente dell’Autorità portuale dello Stretto, e di monsignor Cesare Di Pietro, vescovo ausiliare, e ha spiegato che “il regalo alla città è questo: lavorare in sinergia”. “Perché solo cosi – ha aggiunto il sindaco – si può migliorare. In due ambiti diversi l’amministrazione, con la disponibilità della Curia e dell’Adsp, ha raggiunto due obiettivi. Il primo: riapriremo il Don Bosco. Una realtà a cui Messina è legata. Ora siamo riusciti a individuare la nuova casa per i servizi di Messina Social City e per tutti. Vogliamo far vivere alla città questi luoghi che ai cittadini erano stati negati da tempo”.
Monsignor Di Pietro ha spiegato: “Si è intavolata questa interlocuzione proficua. Oggi rappresento l’arcivescovo. Il Comune ci ha chiesto i locali del Don Bosco da usare per i servizi sociali di Messina Social City e abbiamo dato la disponibilità. Non è stato stipulato il contratto ma ci siamo quasi”.
Poi la seconda novità. Basile ha annunciato riferendosi a Francesco Rizzo: “Dopo la Vara, parlando, ci è venuta l’idea di non creare soltanto un parco all’ex Fiera. Vogliamo creare elementi di servizio, sul modello del centro Esisto di Villa Dante. Vogliamo creare un presidio culturale, di co-working, per fare incontrare i giovani. Ho chiesto i due padiglioni e da qui è nato tutto”.
L’avvocato Rizzo ha spiegato cosa si farà: “Intanto ringrazio Amam per avere sbloccato il caso dell’acqua che ci stava impedendo di andare avanti con i lavori. Dopo questa vicenda che ha sbloccato l’empasse, ho incontrato il sindaco Basile. Abbiamo condiviso un percorso da attuare che ci porterà a quanto detto da lui. L’Autorità di sistema portuale dello Stretto (Adsp) non vuole tenere per sé la Fiera ma aprire e rendere a tutti fruibili gli spazi. Quindi questi spazi saranno condivisi. Non ci saranno soltanto i giardini, lo chalet, gli eventi che stiamo studiando, ma anche spazi chiusi e fruibili che possano ospitare studenti, cittadini pensionati. Dalla ex Fiera potrà ripartire un ragionamento sull’affaccio al mare. Finalmente viene restituito questo luogo alla città, un luogo in cui innamorarsi, fare attività fisica, camminare e socializzare”.
L’iter burocratico per la condivisione dei capannoni è in corso.

Social City in ognidove.
Mandiamoli a casa, per pietà!
IO LA CURIA NON LA CAPISCO🙄…..PERCHÉ NON HA TRATTENUTO I SALESIANI E MANTENUTO ATTIVA LA REALTÀ DEL DON BOSCO CHE NON ANDAVA PROPRIO CHIUSO?ORA L’ ACCORDO CON IL COMUNE CHE PROBABILMENTE FARÀ UNA CASA RIPOSO SECONDO ME, GESTITA DALLA MESSINA SOCIAL CITY ,VISTO CHE HANNO CHIUSO DI FATTO CASA SERENA ,SENZA MAI PIÙ RIAPRIRLA ….NON VEDO ALTRO SENSO PER LA MESSINA SOCIAL CITY CHE A QUANTO STIAMO VEDENDO HA MANI OVUNQUE 😱
Qualcuno si chiede perché la curia non ha mantenuto il don bosco? Questo accordo ne rappresenta la risposta. Il Comune o qualsiasi altro ente pagherà un canone,e certamente non a prezzo di favore.mantenere l’istituto nella sua funzione didattica avrebbe invece avuto dei costi oltre al fatto che negli ultimi anni le iscrizioni erano in calo mentre la retta aumentava.quindi è una delle tante operazioni commerciali fatte dalla chiesa.
ma di apertura IRRERA MARE …nessuno parla ??????