Messina, scontro su occupazione suolo. "Colpa del Consiglio", "no, non ci sono i soldi" - Tempostretto

Messina, scontro su occupazione suolo. “Colpa del Consiglio”, “no, non ci sono i soldi”

Redazione

Messina, scontro su occupazione suolo. “Colpa del Consiglio”, “no, non ci sono i soldi”

giovedì 31 Marzo 2022 - 13:05

Dal 1 aprile scatta il pagamento. Per le ex assessore Previti e Musolino la colpa è del Consiglio comunale che non ha ancora approvato il bilancio di previsione. La replica di Interdonato

Confcommercio, Fapi, Clai, Sada Casa Artigiani, Confagricoltura , Alces, Pmi e Assoristoratori lanciano l’allarme sulla ripresa del pagamento, a partire dal 1 aprile, per il canone di occupazione suolo pubblico.

Il presidente della Camera di commercio, Ivo Blandina, lancia un appello alle amministrazioni comunali e alla Regione perché si continui a garantirne l’esenzione. «Non siamo usciti affatto dalla pandemia – afferma Blandina – il Covid è in risalita e l’indice di positività lo attesta. E non siamo usciti neppure dalla crisi economica che la pandemia ha generato. La situazione è allarmante, non si può pensare di cancellare con un colpo di spugna gli unici provvedimenti che davano una boccata di ossigeno alle attività imprenditoriali, massacrate dalle inevitabili misure poste in essere per contrastare l’emergenza sanitaria. Mi rivolgo alle amministrazioni comunali della nostra provincia perché proroghino le misure che, fino a oggi, hanno garantito la sopravvivenza a commercianti, esercenti, artigiani e piccoli imprenditori».

Di chi le “colpe”?

Ma di chi le “colpe” della mancata proroga dell’esenzione del canone occupazione suolo?

“Con delibera numero 1 del 9 gennaio 2022 – dicono le ex assessore Carlotta Previti e Dafne Musolino – la giunta municipale ha dato mandato ai dirigenti dei dipartimenti competenti di individuare le risorse necessarie per garantire l’esenzione del pagamento fino al 31 dicembre 2022. Il direttore generale con nota prot. 15173 del 19 gennaio 2022, a seguito di interlocuzioni con gli uffici, ha provveduto ad individuare le relative risorse economiche. Nello specifico gli stessi uffici del servizio patrimonio con nota Prot. 8247 del 12 gennaio 2022 hanno previsto la riduzione della risorsa 525/12 per l’importo di 326mila euro e 525/9 per l’importo di 273mila euro al fine di dare copertura alla riduzione del pagamento occupazione suolo. Il ragioniere generale ha pertanto provveduto, con nota prot. 17780 del 21 gennaio 2022, a predisporre l’emendamento al Bilancio di Previsione 2022-2024 prevedendo una riduzione delle somme che il Comune incasserà a seguito della disposta esenzione. Su tale provvedimento (emendamento) si è già espresso favorevolmente anche il Collegio dei revisori dei Conti con nota prot. 35467 del 7 febbraio 2022. In conclusione: tutto l’iter procedurale e amministrativo è stato perfezionato dalla giunta prima delle dimissioni del sindaco e se il Consiglio comunale avesse approvato il bilancio di previsione 2022-2024, con l’allegato emendamento predisposto in data 21 gennaio 2022 e munito del parere favorevole del collegio dei revisori del 7 febbraio 2022, le attività commerciali starebbero già beneficiando da oltre un mese e mezzo dei sostegni e degli aiuti che la giunta De Luca non ha mai mancato di fare avere nella crisi pandemica in favore di questa categoria così duramente colpita dalla crisi economica”.

La replica di Interdonato

La replica del presidente vicario del Consiglio comunale, Nino Interdonato: “A mia esplicita domanda nella seduta della Commissione bilancio del 21 marzo, il ragioniere generale ha comunicato che non esistono somme per esonerare il canone Cosap, per il periodo che va oltre il 31 marzo, così come da disposizioni legislative. La commissione ha chiesto al ragioniere di quantificare le somme per esonerare i commercianti sino al 31 dicembre. Gli uffici hanno assunto l’impegno di quantificare le somme necessarie per tale esenzione per l’intero anno, e su indicazione della commissione, stante la carenza di somme disponibili gli stessi uffici sono al lavoro per coprire l’esenzione quantomeno sino al 30 giugno”.

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