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Quando, nel 2012 l’ex deputato Nino Beninati propose all’Ars il riutilizzo dell’Alcantara. E nel 2013…

Rosaria Brancato

Quando, nel 2012 l’ex deputato Nino Beninati propose all’Ars il riutilizzo dell’Alcantara. E nel 2013…

giovedì 29 Ottobre 2015 - 23:21
Quando, nel 2012 l’ex deputato Nino Beninati propose all’Ars il riutilizzo dell’Alcantara. E nel 2013…

Nel 2012, dopo un guasto a Fiumefreddo, l'allora deputato regionale Nino Beninati presentò una proposta all'Ars per poter riutilizzare la condotta dell'Alcantara con il contributo della Regione. Ma non se ne parlò più. Nel 2013 il consigliere Libero Gioveni propose una seduta aperta sull'argomento. E fu preso per pazzo.

Quel che è accaduto sabato 24, sia pure con modalità diverse, era già avvenuto nei primi mesi del 2012, con un guasto alla condotta di Fiumefreddo e conseguente emergenza idrica. In quell’occasione la vicenda finì all’attenzione dell’Ars, grazie all’intervento del deputato messinese del Pdl Nino Beninati, che avanzò proposte per il riutilizzo dell’Alcantara, ma, come tutte le cose che riguardano Messina, finì nel nulla. Riportiamo parte dell’articolo pubblicato nel marzo 2012 e che è “illuminante” del nostro essere città “babba”, parliamo, parliamo, ma poi dimentichiamo tutto. E la storia finisce col ripetersi. Nel 2013 invece è stato il consigliere comunale Libero Gioveni a proporre una seduta dell’Aula sull’argomento, ma lo presero per pazzo.

Oggi, anni dopo, ci rendiamo conto di quanto siamo stupidi nel cadere sempre negli stessi errori. Riporto parte dell’articolo, a firma Emanuele Rigano, a proposito della seduta di Commissione Ars nella quale si discuteva della necessità ed urgenza di tornare ad utilizzare la condotta dell’Alcantara, inopinatamente abbandonata nel 2009 a causa dei costi eccessivi. P.s. alcuni dei nomi dei politici citati sono ancora nella scena politica attuale, bisognerebbe chiedersi perché non hanno portato avanti quelle iniziative.

La recente emergenza idrica che ha coinvolto la città per il guasto sulla condotta Fiumefreddo, ha nuovamente riaperto il dibattito sulla necessità di riappropriarsi, anche solo parzialmente, dell’acqua proveniente dall’Alcantara. Una situazione di difficoltà denunciata solo qualche settimana fa dai rappresentanti della segreteria tecnica operativa dell’Ato idrico 3, al fianco della quale si sono schierati enti locali e Amam. Ieri, su proposta del deputato regionale Nino Beninati, si è tenuta una seduta della commissione “Ambiente e Territorio” dell’Ars alla quale hanno preso parte l’assessore provinciale Bisignano; i dirigenti della Ato, Trovato e Santalco; il Dg dell’Amam La Rosa; e i deputati regionali Currenti, Panarello e Buzzanca (anche nelle vesti di sindaco di Messina). Oltre all’amministratore di Siciliacque Albani e ai dirigenti regionali competenti. Beninati ha tracciato l’excursus che ha portato Messina a dovere rinunciare all’Alcantara nel 2009. Il problema sta però, così come è stato fino ad oggi evidenziato, nell’esosità della tariffa imposta da Siciliacque, concessionario della gestione dell’Alcantara. Viene chiesto circa 0,69 centesimi per metro cubo, un costo che per l’Amam è insostenibile e che potrebbe essere coperto solo aumentando in maniera esponenziale le bollette dell’utenza. Per cercare di convincere la Regione, ente che ha fissato il prezzo del costo dell’acqua, è stato fatto riferimento al piano regolatore degli acquedotti: la condotta infatti viene ritenuta come sovrambito, mentre invece è evidentemente appartenente all’ambito dell’Ato 3 Messina. Assente l’assessore Russo per concomitanti impegni, il presidente della commissione ha rinviato ad una successiva seduta l’incontro. La proposta, avanzata sempre da Beninati e condivisa da Panarello e Buzzanca, è di presentare un articolo alla prossima finanziaria per coprire economicamente, tramite il bilancio regionale, la differenza tra i costi sostenibili dall’Amam e l’effettivo ammontare che Messina dovrebbe corrispondere in rapporto alle tariffe vigenti (e che Buzzanca e La Rosa chiedono di abbassare, livellandole al Fiumefreddo). Una cifra che si aggirerebbe intorno ai 2-3milioni di euro. Servirebbe una battaglia politica unitaria per riportare l’acqua dell’Alcantara a Messina, così come era stato deciso parecchi anni fa destinando i fondi per il mezzogiorno alla costruzione dell’acquedotto”.

Fin qui l’articolo di 3 anni fa, ma a quanto pare la storia si ripete senza averci insegnato nulla. Ed infatti nulla si è saputo sulle proposte avanzate in quella sede né si è saputo del resto fino a che punto sono state portate avanti. Oggi ci svegliamo tutti reclamando di nuovo le stesse cose e poi magari tra un paio di mesi ce ne saremo scordati, fino alla prossima emergenza.

Anche Libero Gioveni aveva lanciato l’allarme e persino in un periodo di “pace”, cioè lontano dalle emergenze, nel novembre 2013 quando chiese, come ricorda oggi la “convocazione di una seduta aperta con tutta la deputazione regionale, il sindaco e i vertici dell'Amam per affrontare e soprattutto "PROGRAMMARE" tutto ciò che sarebbe servito per evitare ciò che adesso decine di migliaia di esasperati cittadini stanno subendo, valutando l'ipotesi "Alcantara" come preziosa alternativa al Fiumefreddo attraverso un'interlocuzione con la società Siciliacque e soprattutto con la via "politico-istituzionale" dell'ARS che sarebbe dovuta venire incontro all'Amministrazione e dell'Amam per compensare la differenza di costi del prezioso liquido! Ma alla fine era solo Libero Gioveni che parlava, il solito "rompiscatole" grafomane di Gioveni che interviene su tutto!! E' adesso invece che ci si ricorda di quella proposta, è adesso che tutti si indignano, è solo adesso, a distanza di ben 5 giorni dalla frana che ha messo in ginocchio Messina, che si pensa ad un tavolo in Prefettura (che tra l'altro serve solo a studiare misure per lenire i grossi disagi!).
Politicamente parlando, se tutto ciò fosse avvenuto in una città "normale", sindaco e tutti i vertici Amam si sarebbro già DIMESSI! Ma siamo a Messina, la città "babba" in cui tutto può avvenire, anche il fatto che un sindaco canti prematuramente vittoria prima ancora che i tecnici finiscano l'intervento risolutore e definitivo! Mi chiedo: Si sta pensando alle conseguenze che questo stato di cose può provocare anche in termini di malattie ed infezioni? Si sta pensando ai danni economici a cui centinaia di commercianti stanno andando incontro? Non potranno nemmeno bastare le scuse (che tra l'altro non sono ancora nemmeno arrivate) da parte di chi doveva rivoluzionare un sistema che, a suo dire, apparteneva solo al passato!! Si sta pensando ai tanti disabili allettati in casa? Agli anziani che stanno ai piani alti senza ascensore? Mi vergogno di appartenere in generale alla classe politica, perché è proprio la "politica" (passata e attuale) ha creato tutto questo! Mi vergogno perché da politico mi sento impotente nel non poter dare risposte a chi mi chiede aiuto. Vergognamoci tutti!”.

La prossima settimana anche queste parole saranno dimenticate da tutti noi, riavremo l’acqua, dimenticheremo l’emergenza e penseremo ad altro. Il tempo delle proposte, dalle nostre parti, viene subito dimenticato per lasciare spazio a quello delle lamentele.

Rosaria Brancato

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4 commenti

  1. Più che Messina città babba asserirei soliti messinesi buddaci … che sono bravissimi a lamentarsi (anche giustamente in alcune occasioni) ma sono altrettanto bravi a scordarsi le cose il giorno dopo e pensare che a risolvere i problemi ci penserà sicuramente qualcun’altro… In questi giorni ho sentito in giro che qualcuno voleva andare al comune a manifestare (per cosa?). Forse non è chiaro che (incompetenza a parte della nostra amministrazione) Messina è abbandonata a livello regionale e nazionale, pertanto, eventualmente, si dovrebbe andare a manifestare alla regione o altrove, ma è più comodo e vicino (e inutile) palazzo Zanca …

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  2. Più che Messina città babba asserirei soliti messinesi buddaci … che sono bravissimi a lamentarsi (anche giustamente in alcune occasioni) ma sono altrettanto bravi a scordarsi le cose il giorno dopo e pensare che a risolvere i problemi ci penserà sicuramente qualcun’altro… In questi giorni ho sentito in giro che qualcuno voleva andare al comune a manifestare (per cosa?). Forse non è chiaro che (incompetenza a parte della nostra amministrazione) Messina è abbandonata a livello regionale e nazionale, pertanto, eventualmente, si dovrebbe andare a manifestare alla regione o altrove, ma è più comodo e vicino (e inutile) palazzo Zanca …

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  3. Come sempre, i messinesi subiranno passivamente le conseguenze del disastro assuefatti come sono ad un sistema dove tutti sono buoni a lamentarsi, ma nessuno fa niente per cambiare.

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  4. Come sempre, i messinesi subiranno passivamente le conseguenze del disastro assuefatti come sono ad un sistema dove tutti sono buoni a lamentarsi, ma nessuno fa niente per cambiare.

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