Messina: terra di confine fra due differenti regimi pluviometrici

Messina: terra di confine fra due differenti regimi pluviometrici

Daniele Ingemi

Messina: terra di confine fra due differenti regimi pluviometrici

domenica 06 Febbraio 2022 - 07:40

Ecco perchè la città dello Stretto è una delle località costiere più piovose del sud Italia, e non solo

Messina, assieme a buona parte della sua provincia tirrenica, è una delle aree più piovose di tutto il sud Italia, e non solo. Merito della sua complessa orografia e l’esposizione diretta al flusso umido perturbato da Ovest, in entrata dall’oceano Atlantico, dominante a queste latitudini, Messina con una certa facilità viene interessata dal passaggio delle perturbazioni e dei fronti organizzati che entrano sul Mediterraneo centrale. Ma per capire il complesso regime pluviometrico locale occorre distinguere l’intero territorio messinese in due zone specifiche; la zona “tirrenica” e la zona “ionica”.

Caratteristiche del microclima e della pluviometria del regime tirrenico

La zona tirrenica, quella che presenta le medie pluviometriche più elevate, comprende tutta la fascia costiera settentrionale della provincia, dall’area dello Stretto fino al crinale settentrionale dei Nebrodi e dei Peloritani. Questa zona riceve gli apporti pluviometrici prodotti dai venti dai quadranti occidentale e settentrionale, ed in particolare le zone interne, sulle pendici dei Nebrodi, hanno medie molto elevate, superiori a 1000-1200 mm annui, a causa dell’azione della forzante orografica (in pratica la massa d’aria molto umida incontrando le montagne e costretta a salire verso l’alto raffreddandosi e condensandosi in imponenti annuvolamenti che danno luogo a piogge e acquazzoni), che nelle zone pedemontane è molto forte.

Il panorama dello Stretto visto dai colli che sovrastano la città di Messina

Caratteristiche del microclima e della pluviometria del regime ionico

La zona ionica invece comprende la stretta fascia costiera orientale, fino al crinale orientale dei monti Peloritani, da Giardini Naxos alla zona sud di Messina. Lo spartiacque con il regime tirrenico passa proprio dai quartieri più meridionali del capoluogo peloritano, lungo il settore centro-meridionale dello Stretto (fra Tremestieri e Giampilieri per intenderci). La zona ionica riceve i massimi apporti pluviometrici prodotti dai venti che soffiano dai quadranti meridionali e orientali, con i venti di ostro, scirocco e levante che salgono dallo Ionio. Anche in questo caso il versante orientale dei Peloritani spesso può esaltare le precipitazioni, grazie alla forzante orografica creata dagli aspri declivi che scendono fin sul mare, originando piogge e anche fenomeni temporaleschi (precipitazioni convettive).

La differenza fra i due differenti regimi

Come vediamo, in pochi chilometri, ci troviamo dinnanzi a due differenti regimi pluviometrici con caratteristiche notevolmente diverse, per merito dell’orografia locale e della diretta esposizione ai flussi umidi. Ad esempio nella zona tirrenica il regime pluviometrico è caratterizzato da frequenza più elevata di eventi e da piogge più regolari e continue. Nella zona ionica il regime pluviometrico è caratterizzato da piogge meno regolari ma spesso più intense, con eventi anche di carattere alluvionali maggiormente frequenti fra i mesi di settembre, ottobre e novembre, quando le calde acque dello Ionio forniscono una notevole energia potenziale in termini di calore latente, tanto da essere sfruttata dai moti convettivi (moti ascensionali che alimentano i temporali). Fra la zona tirrenica e quella ionica bisogna però evidenziare il caso unico della città di Messina (che si trova nel bel mezzo dei due regimi).

Panorama dei colli messinesi

Messina città di confine fra i due regimi

Il capoluogo peloritano, si trova lungo la linea di confine fra i due regimi pluviometrici. Questo perché il crinale più settentrionale dei Peloritani, appena alle spalle della città, è rappresentato da rilievi molto bassi, di carattere collinare (vedi Colle San Rizzo, proseguendo verso nord), non oltre i 500-600 metri, che possono essere rapidamente scavalcati dalle perturbazioni atlantiche, in arrivo da Ovest o da NO. Non è un caso se la città di Messina è una delle più piovose d’Italia fra le città di mare, con una media di oltre i 950 mm l’anno. Ad esaltare la pluviometria della zona dello Stretto contribuisce anche la presenza dell’Aspromonte ad est. Quest’ultimo, con la sua mole, rallenta i fronti in arrivo da Ovest e NO, enfatizzando le precipitazioni, sia in durata che in intensità.

La località più piovosa della provincia di Messina è Antillo, che si trova proprio nelle vicinanze del crinale dei Peloritani meridionali, con una media di 1303 mm annui. Un dato davvero niente male. Ma anche sul lato tirrenico, specie lungo il versante settentrionale dei Nebrodi, la maggior parte delle località presentano le medie pluviometriche più alte a livello regionale, e dell’intero sud Italia, con picchi di ben 1300-1400 mm annui. Salendo in montagna queste medie pluviometriche diventano ancora più “elevate”. Acqua davvero preziosa che va ad alimentare numerose sorgive e i tanti torrenti che caratterizzano il territorio messinese, fra i Nebrodi e i Peloritani.

Un commento

  1. Messina è tra le città più piovose d’ Italia e non si fa NULLA per fronteggiare i danni che ne possono conseguire da ciò?????😱😳 …….in questi anni non sono stati capaci di rendere liberi i torrenti per fare fluire il decorso delle acque che ad ogni pioggia portano allagamenti OVUNQUE e rotture di condotte dell’ACQUA….e poi dice che è stato BRAVO 🤔 SÌ… BRAVISSIMO 😳nell’ ascesa al potere mediatico, social e quant’altro gli dia la VISIBILITÀ che più gli aggrada perché le CRITICITÀ che vede di MESSINA non gli interessano!!!!!!

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