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Messina. Violenza sessuale su una bambina, arrestato 50enne

Marco Ipsale

Messina. Violenza sessuale su una bambina, arrestato 50enne

venerdì 11 Giugno 2021 - 11:20

E' la figlia della sua compagna e ha meno di 14 anni

Violenza sessuale e corruzione di minore di 14 anni. Sono i reati contestati ad un 50enne, compagno della madre della piccola, che è stato arrestato dai poliziotti di Squadra Mobile e Volanti.

È stata la bambina a raccontare degli abusi alla madre e a consentire immediate indagini, supportate dall’ausilio di personale medico, che hanno portato alla misura cautelare in carcere, emessa dal giudice del Tribunale di Messina.

Altre due storie, altre due donne maltrattate

Altre due misure cautelari riguardano altre due storie, sempre con uomini carnefici e donne vittime.

Un 48enne faceva continue richiesta di denaro alla madre e aveva il divieto di avvicinamento. Con l’aggravarsi dei fatti, era stato posto prima agli arresti domiciliari in una comunità terapeutica e poi portato in carcere.

Infine un 64enne, dedito all’alcol, aveva più volte insultato, aggredito e minacciato di morte la moglie e il figlio affetto da schizofrenia. Per lui, accusato di maltrattamenti in famiglia, è stato stabilito l’allontanamento dalla casa familiare.

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9 commenti

  1. Ma i nomi di questi mostri come mai non vengono mai pubblicati?? Sono più importanti i nomi di chi ruba un motorino???

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    1. Condivido…..😤😡😡😡😡😡😡😡e non posso esprimermi per come vorrei perché avrei un’altra “punizione drastica “che sarebbe giustamente censurata,quindi la lascio tra i miei pensieri….😏

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    2. purtroppo, mettere in evidenza i nomi dei malfattori è quasi sempre controindicato a meno che non siano recidivi dello stesso fatto, in quanto gli stessi vengono vengono messi in custodia cautelare presso il carcere o in casa per definire le indagini , senza cui il giudice non puo emettere una condanna . ragion per cui possono essere reclusi definitivamente o scagionati perche il fatto non sussiste e la pubblicazione dei nomi risulta infamante per i presunti colpevoli.

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    3. purtroppo, mettere in evidenza i nomi dei malfattori è quasi sempre controindicato a meno che non siano recidivi dello stesso fatto, in quanto gli stessi vengono messi in custodia cautelare presso il carcere o in casa per definire le indagini , senza cui il giudice non può emettere una condanna . ragion per cui possono essere reclusi definitivamente o scagionati perchè il fatto non sussiste e la pubblicazione dei nomi risulta infamante per i presunti colpevoli.

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  2. …… o di chi ruba un tozzo di pane per mangiare..vergogna.!!

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  3. Quando fermano qualcuno per una canna in Duomo , o due ragazzini si prendono a schiaffi tra le vie della movida (!?) vengono pubblicati anche i numeri di scarpe dei malfattori ….. In casi di reati del genere o quando scoppiano scandali in merito alla sofisticazione di alimenti o igiene in qualche noto locale della città’ (fatti in cui tendenzialmente conoscere nomi tornerebbe utile alla cittadinanza per difendersi) invece garantita la massima privacy …… faccio fatica a capire il senso

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  4. Quando accadono fatti orrendi in seno a comunità straniere che vivono in Italia, ultimamente alla povera Saman barbaramente uccisa, sento dire da più parti che in queste culture islamiche la donna non vale nulla, buttando fango su una religione, l’Islam, causa di tutti i mali.
    E quando accadono molto spesso femminicidi o violenze sulle donne e sui minori in Italia anche da parte di prelati, di chi è la colpa? Del cattolicesimo? Siete convinti che le religioni centrino qualcosa? La realtà è che siamo di fronte a gente che considera la donna un oggetto di loro proprietà, gente deviata mentalmente, gente che non ha rispetto per nessuno. E che tutto ciò avvenga nella “progredita” Italia o in un paese del “terzo” mondo (ovviamente noi siamo il primo!), non cambia proprio nulla, il degrado umano purtroppo non conosce confini.

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    1. luigi giannetto 11 Giugno 2021 18:54

      E’ scritto nel Corano. La donna musulmana che ripudia l’Islam viene seppellita viva per intero escluso la testa, e infine lapidata a morte. Non mi pare che a chi ripudia il cattolicesimo sia riservato lo stesso trattamento.

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      1. Gentile sig. Giannetto, per prima cosa mi permetto di ricordarle che Saman non è stata uccisa per aver abiurato la religione islamica, ma per aver rifiutato di sottomettersi a un’usanza tribale tipica di alcuni paesi del terzo mondo (e che era ancora presente in Sicilia fino a qualche decennio fa).
        Inoltre, le chiedo di citare esplicitamente sura e versetto del Corano che contengono le prescrizioni di cui lei scrive.
        Poi di citare casi documentati (con nome, cognome, data e luogo) in cui si sia verificato ciò che lei ha scritto. In tempi recenti possibilmente, non due secoli fa, quando l’Inquisizione spagnola faceva molto peggio agli apostati del cattolicesimo.
        In seguito le ricordo che la comunità pakistana di Carpi ha esplicitamente condannato l’accaduto (vedasi anche il TG1 di ieri).
        Tutto questo per sottolineare il fatto che Lei confonde usanze tipiche di una visione patriarcale con la credenza religiosa. Gli assassinii di genere che avvengono quasi ogni giorno ad opera di uomini italiani che si dicono cattolici sono frutto di una simile visione.
        Sarebbe meglio informarsi prima di fare affermazioni avventate.
        Buona giornata

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