Esposto in Procura della Cgil sulla morte di Tomasello: "Spazzatrice in condizioni precarie" (FOTO) - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

Esposto in Procura della Cgil sulla morte di Tomasello: “Spazzatrice in condizioni precarie” (FOTO)

Veronica Crocitti

Esposto in Procura della Cgil sulla morte di Tomasello: “Spazzatrice in condizioni precarie” (FOTO)

lunedì 06 Ottobre 2014 - 15:33
Esposto in Procura  della Cgil sulla morte di Tomasello: “Spazzatrice in condizioni precarie” (FOTO)

La Fp Cgil di Messina riaccende i riflettori sulla morte di Antonio Tomasello, l'operaio di Messinambiente deceduto lo scorso 3 luglio dopo un violento incidente avvenuto lungo il Torrente Pace. Secondo i sindacalisti Crocè e Pino esiste una correlazione tra la morte del 60enne e la mancanza di interventi di manutenzione sul mezzo guidato da Tomasello.

“Tomasello ha perso il controllo per via delle condizioni di assoluta precarietà della spazzatrice. E’ inaccettabile dover pensare che se sul parco mezzi della Messinambiente negli anni, fossero stati effettuati i necessari e dovuti interventi di manutenzione, oggi Tomasello sarebbe vivo”. Non usa mezzi termini la segretaria generale della FP CGIL Clara Crocè nel comunicare l’avvenuto deposito in Procura di un esposto in cui il Sindacato mette in evidenza le condizioni di “assoluta precarietà della vettura da lavoro" sulla quale viaggiava Antonio Tomasello al momento dell'incidente mortale.

A confermare quanto sostenuto dalla Crocè e da Carlo Pino, responsabile di settore del sindacato, vi sono anche diverse immagini scattate alla spazzatrice guidata dall’operatore di Messinambiente prima che si verificasse l’impatto. (Vedi foto allegate)

“L’esito dell’autopsia sul corpo del compagno Antonino Tomasello – scrivono i due sindacalisti – conferma che il decesso non è avvenuto a causa di un malore precedente all’incidente, ma per via delle ferite riportate dopo l’impatto mortale. Un verdetto che fa ancor più rabbia perché attesterebbe le responsabilità addebitabili alla mancanza di manutenzione sul mezzo”. Era stato il medico legale Giovanni Andò, difatti, ad eseguire l’autopsia sul corpo di Antonio Tomasello per decretare se, quella tragica mattina dello scorso 3 luglio, a far sbandare il mezzo su cui viaggiava il 60enne lungo il Torrente Pace ed a farlo volare giù per metri e metri, fosse stato un malore o un guasto tecnico. L’esame autoptico ha infine confermato che nessun malore ha colto l’operatore prima dell’impatto mortale e che quindi la morte è da ricollegare alle ferite riportate a seguito della violenta caduta. Già quella stessa mattina si era fatta strada l’ipotesi di un possibile guasto ai freni, corroborata da alcune testimonianze nonché dal fatto che nessun segno di frenata era poi stato ritrovato sull’asfalto. L’inchiesta, coordinata dal Sostituto Procuratore Antonio Carchietti, conta già nel registro degli indagati Alessio Ciacci, commissario liquidatore di Messimbiente, Natale Cucè, responsabile del personale, Filippo Marguccio e Antonio Miloro.

“La sicurezza sul lavoro per la FP CGIL ha sempre rappresentato un punto fondamentale della nostra politica sindacale – hanno dichiarato Crocé e Pino – ma adesso più che mai costituisce l’assoluta priorità. La società di via Dogali deve fare il possibile affinché i dipendenti che quotidianamente operano in strada sostenendo il peso e le fatiche di un lavoro pericoloso e usurante per la salute, possano almeno essere sicuri di viaggiare su mezzi sicuri e non vetusti. Purtroppo tornare indietro non è possibile, ma è proprio per questo che la morte di Antonino Tomasello, per quanto insensata e inaccettabile, deve far capire quali siano le vere priorità della gestione aziendale”.

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  2. Ciacci, dove sei?
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