Il racconto della consigliera comunale di Messina, tanti in attesa un'ora e mezza
«Arrivi a Villa con il Freccia Rossa, ovviamente con 60 minuti di ritardo… l’aliscafo in coincidenza perso… il prossimo tra un’ora e mezza!». Inizia così lo sfogo amaro affidato ai social da Antonella Russo, consigliera comunale del Partito Democratico a Messina, che ha vissuto in prima persona l’ennesima odissea quotidiana dei collegamenti tra le due sponde dello Stretto.
La denuncia: passeggeri sequestrati nelle gabbie della stazione
Il racconto dei disagi si fa ancora più pesante quando si passa alla gestione dei viaggiatori a terra: «Chiediamo di poter andare a prendere il traghetto della Caronte e ti bloccano, ti sequestrano dentro questa piccola area, ti chiudono dentro e ti dicono che a piedi verso la Caronte non ci si può andare più… Se proprio vuoi riconquistare la tua libertà, devi uscire dalla stazione di Villa, e fare a piedi lo stesso percorso che fanno le macchine, ma con le tue gambuzze… Follia!».
Una gabbia di inferriate di pochi metri quadrati dove le persone restano bloccate in piedi, mentre «qualche raccomandato dalla strada pedonale è passato, con l’incazzatura di tutti noi rimasti immotivatamente bloccati».
Le domande inevase sul trasporto ferroviario e marittimo
La riflessione politica si sposta poi sull’inefficienza cronica del sistema: «C’è chi commenterà che con il ponte questo disagio non si sarebbe verificato… io dico solo una cosa: ma pensare di potenziare gli aliscafi? Di creare un sistema di collegamento reale di attraversamento dello Stretto con i treni delle Ferrovie? Di fare in modo che i treni, che sono puntuali fino a Napoli, da Napoli in giù continuino a rispettare gli orari? Ma è chiedere troppo???».
Il duro attacco alla classe politica e ai sindaci
Nel mirino della consigliera finisce anche l’immobilismo della politica locale: «Chi in questi decenni poteva fare qualcosa e non l’ha fatto merita tutte le maledizioni possibili di un popolo indifeso, succube e soccombente! Vergogna! Non siete riusciti a creare un sistema ferroviario nemmeno da secondo mondo, non siete manco riusciti a creare un’area di sosta a Villa per i poveri cristi che devono aspettare ore… e lo fanno all’impiedi».
Infine, una stoccata diretta al primo cittadino di Messina: «Forse il sindaco di Messina, anziché andare fino a Bolzano per creare sinergie creative per il fantasmagorico polo tecnologico I-hub dello Stretto (che ancora, dopo anni, non abbiamo capito cosa sarà e dove sarà…), potrebbe andare più vicino, fino al Comune di Villa San Giovanni, e fare casino insieme alla collega Caminiti per far potenziare il servizio di aliscafi sullo Stretto. Ma, forse, questo significherebbe volare troppo basso».


Ora che ci è finita lei allora si lamenta. In tutti questi anni da consigliera del comune che cosa ha fatto. Lo dico io: niente.
Siamo alle solite se una volta si diceva “Piove governo ladro”,oggi laconsigliera del Pd Russo,rimasta Villa per un ritardo del treno,se la prende con il sindaco Basile,che ècolpevole perchè lei e rimasta senza aliscafo,dato il ritardo del treno,bloccata a villa S. Giovanni.Quindi diremmo,”Piove a Villa s. Giovanni”,quindi e colpa di Basile,mentre non è colpa della sindaca di Villa S. Giovanni,quarda caso dello stesso partito della Russo.Io direi che non è colpa di nessuno dei due,ma sappiamo bene come funziona la politica,e questa è una dimostrazione lampante,dare sempre la colpa agli altri.La consigliera questa se la poteva risparmiare.
Ho appena saputo che il Sindaco ha acquistato un mezzo veloce monocarena (gli aliscafi – quelli che facevano a Messina – non li fanno più e cmq non fanno servizio fra Vila e Messina) e lo farà navigare in coincidenza di quel frecciarossa/italo.. Bando alle facezie, la consigliera Avvocato Russo deve rivolgersi alla deputazione nazionale del PD: il servizio è effettuato, male, da una società partecipata da una azienda governativa che credo dipenda dal ministero dei trasporti, che ha un suo ………… (ministro) quello dei treni in ritardo.
Tutte le colpe ricadono sempre sul Sindaco
meglio “tordi che mais”, emerge in ritardo l’indecorosa situazione dell’attraversamento dello stretto in barba alla decantata continuità territoriale di tutti i politici nessun colore”sbiadito” escluso. Non parliamo poi della famosa scala con arrampicata per dislivello dell’approdo, vergogna se permette lo dico io perché anche lei è correa!