Meteo Natale: ancora tanto scirocco per Natale, dopo Santo Stefano arriva aria più fredda

Meteo Natale: ancora tanto scirocco per Natale, dopo Santo Stefano arriva aria più fredda

Daniele Ingemi

Meteo Natale: ancora tanto scirocco per Natale, dopo Santo Stefano arriva aria più fredda

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mercoledì 24 Dicembre 2025 - 07:21

Le temperature nel Messinese nel periodo festivo. Con umide, ma tiepide, correnti meridionali e orientali

Questo è l’ottavo giorno di fila di Ostro e Scirocco qui nello Stretto di Messina. Ma non è ancora finita qui. Come già anticipato la scorsa settimana, a causa del blocco anticiclonico sul Nord Europa, gran parte di queste feste saranno caratterizzate dal soffio di umide, ma tiepide, correnti meridionali e orientali, che da una parte mantengono il tempo instabile, dall’altra rendono il clima molto mite, per essere dicembre, con la quota neve in Sicilia che continua ad oscillare fra i 1800 e i 2000 metri sull’Etna (al di sopra degli impianti). Anche il Giorno della Vigilia, che vedrà una pausa dal maltempo, e la giornata del Santo Natale, saranno caratterizzate dal soffio di una tesa ventilazione da Sud che continua a rendere l’atmosfera molto umida. Insomma, un copia incolla dei giorni precedenti, con la sola differenza che durante la giornata del Santo Natale si assisterà al passaggio di un nuovo fronte caldo, che porterà delle piogge, in esaurimento dal pomeriggio/sera.

Mercoledì 24 dicembre 2025

La Vigilia di Natale è caratterizzata dalla variabilità positiva, con nuvole, anche compatte, sulla costa ionica e sulla zona Sud del capoluogo, mentre ampie aperture si vedranno sull’area tirrenica e sull’estrema zona Nord. Qualche piovasco o improvviso acquazzone, di breve durata, potrebbe interessare le aree montuose lungo il versante orientale dei Peloritani. Altrove tempo più asciutto, ma con il vento Ostro che si farà sentire, soprattutto nella parte nord dello Stretto. Sulla costa tirrenica, da Milazzo verso la costa Palermitana, i venti saranno deboli, o assenti. Mari da quasi calmi a poco mossi, mosso lo Stretto e lo Ionio.

Giovedì 25 dicembre 2025

Il giorno del Santo Natale vedrà al mattino cielo parzialmente nuvoloso, o nuvoloso, con successiva tendenza ad aumento della nuvolosità già nel corso della mattinata, per la risalita da Sud di un fronte caldo, che causerà delle piogge sparse, in risalita fino allo Stretto. Si tratterà generalmente di fenomeni deboli. Già dalla seconda parte del pomeriggio e dalla serata seguirà un miglioramento. Temperature massime stazionarie, minime in lieve calo. Venti moderati da Sud, tendenti ad attenuarsi in serata. Mari poco mossi, mosso lo Stretto e lo Ionio.

Venerdì 26 dicembre 2025

La giornata di Santo Stefano sarà migliore, con maggiori aperture sulla costa tirrenica e sullo Stretto di Messina, mentre le nuvole e le piogge bagneranno nuovamente la costa ionica, in particolare il Taorminese, dove si potrebbero manifestare pure dei rovesci. Nel corso del pomeriggio i venti ruoteranno più da Grecale e Levante, mentre sullo Stretto spireranno sempre da Sud-est e Sud, a causa dell’orografia locale e dell’effetto risucchio prodotto da una depressione secondaria sulle Baleari. Da segnalare un ulteriore calo delle temperature, per l’ingresso di aria di origine balcanica. Le massime non supereranno i +15°C +16°C, mentre le minime scenderanno sui +10°C +11°C. Mari poco mossi, mosso o molto mosso lo Ionio.

Tendenza per Capodanno

Secondo la linea di tendenza del modello ECMWF la fine del 2025 e l’inizio del 2026 potrebbero vedere un’evoluzione verso condizioni più normali per l’inverno, con il blocco anticiclonico che andrà a ristrutturarsi sull’Atlantico Settentrionale (non sulla Scandinavia), aprendo le porte alle masse d’aria polari verso il Mediterraneo.

Dopo le festività natalizie, dal 27-28 dicembre, è prevista un’irruzione di aria fredda polare marittima, seguita da un possibile minimo secondario sul Mediterraneo tra il 30 dicembre e il 1° gennaio 2026, che potrebbe causare un nuovo peggioramento, stavolta seguito da correnti più fredde settentrionali. Ma l’affidabilità di questa tendenza è ancora molto bassa, date le variabili in gioco e la notevole distanza temporale.

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