Incontro alla Centrale Termoelettrica di San Filippo del Mela

Incontro alla Centrale Termoelettrica di San Filippo del Mela

Incontro alla Centrale Termoelettrica di San Filippo del Mela

martedì 14 Luglio 2009 - 15:24

Edipower lancia delle soluzioni sulle sue emissioni

Si è svolto questa mattina, presso la centrale termoelettrica di San Filippo del Mela, l’incontro con la stampa con Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, Ivo Blandina, presidente di Confindustria Messina e Paolo Gallo, amministratore delegato di Edipower.

L’incontro entra nell’ambito del tema della difficoltà di fare impresa in Sicilia, con l’analisi della situazione e, in particolare, del caso Edipower.

La centrale termoelettrica di San Filippo del Mela è da tempo al centro di discussioni per quanto riguarda il suo ampliamento e le sue emissioni.

In particolare le associazioni ambientaliste, prime fra tutte la TAT (tutela ambiente territorio) e la TSC (tutela salute cittadini), hanno sempre cercato di capire di quale natura siano le emissioni di questo polo termoelettrico, nelle vicinanze della Raffineria.

La Commissione Istruttoria IPPC ha emesso un “Parere Istruttorio Conclusivo” in data 19 marzo 2009, nel quale, fra l’altro, si formulano indicazioni sui limiti alle emissioni per i diversi gruppi della centrale.

In particolare, come limite emissivo per gli ossidi di azoto dei gruppi 5 e 6 la Commissione ha indicato il valore di 100 mg/Nm3.

Questa valutazione non è condivisa da Edipower, in quanto comporterebbe l’esecuzione di importanti interventi sui gruppi, non giustificati sotto il profilo tecnico, economico e di fattibilità.

Proprio nella giornata di oggi Edipower ha avanzato una proposta agli organi competenti per un ulteriore miglioramento delle prestazioni ambientali dell’impianto, che consentirebbe di salvaguardare gli obiettivi di riduzione dell’impatto ambientale dei gruppi di produzione, assicurandone il regolare funzionamento, garantendo disponibilità di potenza ed energia al sistema elettrico nazionale e la piena continuità occupazionale della centrale.

Secondo tale proposta Edipower si impegna a ridurre progressivamente le emissioni di ossidi di azoto rispetto ai valori attuali (200 mg/Nm3): da subito 190 mg/Nm3, entro dicembre 2009 170 mg/Nm3 e entro dicembre 2010 150 mg/Nm3.

L’ulteriore riduzione delle emissioni a 100 mg/Nm3, come prevederebbe il “Parere Istruttorio Conclusivo” dell’IPPC, imporrebbe la fermata dei Gruppi 5 e 6, l’avvio dell’iter autorizzativo, la demolizione degli attuali denitrificatori e la realizzazione di nuovi impianti, con una fermata di 3 anni a partire dall’ottenimento dell’autorizzazione.

Nel dettaglio la proposta prevede:

Gruppi 1 e 2 – Completamento per l’estate 2009 degli impianti di denitrificazione e desolforazione per l’abbattimento delle emissioni secondo le migliori tecniche disponibili.

Gruppi 3 e 4 – Avvio entro l’autunno 2009 dell’attività di sperimentazione dell’utilizzo di bio-combustibili. Questa attività si dovrebbe concludere entro l’anno, per poi avviare il progetto complessivo di riconversione di uno dei due gruppi a bio-combustibili.

Gruppi 5 e 6 – Edipower è pronta ad effettuare ulteriori investimenti sui Gruppi 5 e 6, già ambientalizzati in quanto dotati di denitrificatori, desolforatori e depolveratori (investimenti completati nel 2002), al fine di ridurne ulteriormente le emissioni.

Il piano proposto da Edipower andrà così a ridurre le emissioni specifiche di ossidi di azoto a valori coerenti con quelli che la legislazione nazionale e comunitaria prevede si possano ottenere applicando ad impianti di questo tipo le migliori tecniche di abbattimento attualmente disponibili.

Il piano sarà implementato al più in 18 mesi, periodo strettamente necessario a realizzare gli investimenti previsti (tra cui l’installazione di sistemi di abbattimento degli ossidi di azoto non catalitici – SNCR).

Edipower ha inoltre ritenuto opportuno incaricare un perito indipendente, l’ing. Maurizio Onofrio, ingegnere chimico (n° 4257S Albo dell’Ordine di Torino), docente di Ingegneria Sanitaria Ambientale nel corso di laurea in Ingegneria dell’Ambiente del Politecnico di Torino, per ottenere un ulteriore parere tecnico.

L’ingengenre, tenuto conto delle condizioni di esercizio della centrale, degli interventi di adeguamento ambientale previsti, dell’impatto sul territorio delle emissioni in questione e del confronto fra le ricadute previste nelle condizioni proposte da Edipower e di quelle che risulterebbero dall’applicazione dei limiti indicati dalla Commissione IPPC, è arrivato alla conclusione che- come si legge dal documento- “le proposte di prescrizione formulate dalla Commissione IPPC non siano condivisibili, in quanto comportano:

• benefici ambientali, in termini di ricaduta delle emissioni sul territorio circostante, di entità marginale, se non del tutto trascurabile (quantificabili in miglioramenti dell’ordine di frazioni di % del limite di qualità dell’aria);

• l’impossibilità di realizzare le modifiche necessarie agli impianti, anzitutto ragioni di tipo fisico (in relazione alla mancanza di spazi per l’installazione degli impianti) e, inoltre, per motivazioni tecnico-gestionali (necessità di lunga fermata dei gruppi) e di non sostenibilità economica degli interventi;

• il rischio di compromissione delle condizioni di sicurezza per l’esercizio del sistema elettrico dell’isola;

• problematiche in ordine alle ricadute occupazionali”.

L’Ing. Onofrio continua poi nella sua valitazione dichiarando che “la soluzione di adeguamento proposta da Edipower, che rispetta quanto indicato nelle Migliori Tecniche Disponibili e quanto previsto nei documenti del Gruppo Tecnico Ristretto nominato dalla Commissione Nazionale ex art. 3, comma 2, del decreto legislativo 372/99, risulta invece attuabile senza ricadute negative in termini occupazionali e di sicurezza elettrica del sistema energetico nazionale, perseguendo comunque condizioni idonee al mantenimento di un sufficiente grado di protezione ambientale e della popolazione, come dimostrato dallo studio di ricaduta delle emissioni”.

“Tale soluzione- termina così Onofrio – rappresenta la condizione che realizza il miglior risultato in termini di bilancio costi-benefici, anche ambientali, che costituisce il riferimento da adottare nella definizione dei vincoli da porre in relazione ai criteri di sostenibilità delle applicazioni delle Migliori Tecniche Disponibili”.

Nella speranza che tutte queste misure cautelative servano effettivamente a qualcosa.

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