Milazzo: Divieto di balneazione nel tratto compreso tra il depuratore e la Riviera di Ponente sino a 150 m oltre l'incrocio con la Via Orsa Maggiore

Milazzo: Divieto di balneazione nel tratto compreso tra il depuratore e la Riviera di Ponente sino a 150 m oltre l’incrocio con la Via Orsa Maggiore

Milazzo: Divieto di balneazione nel tratto compreso tra il depuratore e la Riviera di Ponente sino a 150 m oltre l’incrocio con la Via Orsa Maggiore

martedì 23 Giugno 2009 - 16:29

Il divieto, disposto su ordinanza del Sindaco Italiano, è fissato fino al 10 luglio p.v.

Il sindaco Lorenzo Italiano ha firmato questa mattina un’ordinanza, la n. 56 del 23 giugno 2009, con la quale si dispone “il divieto temporaneo di balneazione e di accesso all’area interessata da potenziale rischio di sversamento di liquami nell’arenile demaniale di Via Spiaggia di Ponente in loc. Fossazzo, in posizione antistante la Via Rio Rosso, compresa nel raggio di ca. 150 mt. ad est e ad ovest, sito in cui è collocata la condotta di scarico di emergenza del presidio depurativo”.

Analogo divieto è stato fissato per la balneazione nel tratto di via Spiaggia di Ponente compreso tra Fossazzo e la direttrice condotta sottomarina ubicata a circa 150 mt. ad est dalla Via Orsa Maggiore.

In buona sostanza le zone dove è vietata la balneazione sono quelle che vanno dall’area dove sorge il depuratore, sino, in direzione Milazzo, l’area successiva all’incrocio con la via Orsa Maggiore per un tratto di 150 metri verso il vecchio palazzetto dello sport.

L’ordinanza che fissa il divieto sino al prossimo 10 luglio è stata già trasmessa all’Agenzia regionale rifiuti ed acque, alla Provincia di Messina, alla Cpta, all’Arpa, all’assessorato regionale Territorio ed Ambiente, all’assessorato regionale alla Sanità, all’Asl 5 e alla Capitaneria di porto.

Gli operai dei Comune procederanno a segnalare tale interdizione con appositi cartelli collocati in tutta l’area interessata dal provvedimento.

A far scattare l’ordinanza del primo cittadino è stato l’esito di analisi effettuate dall’A.U.S.L. n. 5 di Messina – Distretto di Milazzo – Ufficio di Igiene Pubblica, in data 12.06.2009, presso i punti 109 e 110 posti rispettivamente in corrispondenza della direttrice condotta sottomarina e in posizione antistante la Via Orsa Maggiore (lungomare Via San Giovanni) che hanno rilevato il superamento dei limiti previsti dalla legge in ordine ad alcuni parametri.

Una situazione, l’attuale, determinata – come si rileva anche nell’ordinanza sindacale – dai lavori attualmente in corso all’impianto di depurazione di Fossazzo oggetto di interventi di ristrutturazione, ampliamento ed adeguamento alla normativa vigente, “finalizzati a garantire un maggiore abbattimento del carico inquinante e ridurre l’impatto dello scarico a mare”.

“Durante lo svolgimento dei lavori – si legge ancora nel provvedimento sindacale – il presidio non può esercitare la propria funzione depurativa in quanto le lavorazioni in corso riguardano tutte le fasi di processo e pertanto i reflui affluenti all’impianto vengono conseguentemente scaricati in mare mediante condotta sottomarina senza sostanziale abbattimento del carico inquinante”.

Nell’ordinanza viene data anche notizia che “l’Ente ha avviato una campagna di monitoraggio della qualità delle acque di balneazione al fine di verificare in tempo reale l’andamento dell’eventuale carica inquinante presente e conseguentemente, nel caso, accertare l’eventuale mancato rispetto dei limiti parametrali sanciti del D.P.R. 8 giugno 1982, n. 470 e successive modifiche, in modo da adottare i provvedimenti consequenziali”.

“Nei giorni scorsi eravamo intervenuti con altro provvedimento per vietare non solo la balneazione ma anche l’accesso all’arenile in prossimità del depuratore – spiega il sindaco Italiano – che è stato recintato; adesso che abbiamo avuto anche questi riscontri dell’Asl occorre estendere l’interdizione anche ad altre aree nel rispetto della salute dei cittadini. Comprendo i disagi che scaturiranno, ma si tratta di un atto dovuto. E’ doveroso precisare che già nel mese di marzo questa Amministrazione aveva inoltrato istanza agli enti preposti quali Capitaneria, Assessorato regionale al Territorio, per ottenere l’autorizzazione ad utilizzare lo scarico di emergenza e poter così completare gli interventi previsti entro il 30 aprile, periodo di non balneabilità. Purtroppo tali autorizzazioni non sono state rilasciate, i lavori dell’appalto dovevano proseguire, vista l’imminente scadenza della consegna, e pertanto, ecco che oggi siamo costretti a dover adottare questo provvedimento fondamentale per la pubblica incolumità”.

UFFICIO STAMPA COMUNE DI MILAZZO

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