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Minacciato davanti la moglie incinta: “Ti sparo in testa”. Il racconto di una vittima dei pusher dell’Alcantara

Alessandra Serio

Minacciato davanti la moglie incinta: “Ti sparo in testa”. Il racconto di una vittima dei pusher dell’Alcantara

giovedì 29 Aprile 2021 - 07:10
Minacciato davanti la moglie incinta: “Ti sparo in testa”. Il racconto di una vittima dei pusher dell’Alcantara

I particolari dell'inchiesta anti droga dei Carabinieri nella zona dell'Alcantara dove i pusher erano tenuti sotto scacco dagli emissari dei clan di Catania

Braccato, minacciato di morte – anche davanti la moglie incinta – tenuto sotto scacco tanto da convincersi a scappare all’estero. Tutto per una partita di cocaina non pagata. Si era trasformato in incubo il debito di droga da 3500 euro per un uomo dell’area dell’Alcantara, finito nel mirino dei Chisari, arrestati ieri nell’operazione Alcantara. 

L’episodio è raccontato nelle carte dell’inchiesta e confermano le parole del procuratore aggiunto Rosa Raffa che ieri commentando il blitz ha parlato della zona jonica del messinese definendolo “Non solo un paradiso per le vacanze, ma un’area dove il controllo della criminalità è forte”.

L’episodio risale al gennaio 2020: Maurizio Chisari e i figli sono pressati da un debito, Chisari padre è da poco tornato a piede libero, deve recuperare denaro da un pusher che ha acquistato una grossa partita di coca ma non ha ancora pagato. Lui, però, soldi non ne ha.

Comincia allora il pressing: in tre si presentano al bar dove spesso bazzica, lo avvicinano, lo invitano a sottrarsi all’occhio delle telecamere di sicurezza per vedere se ha il coraggio di “prendere le botte”, lo insultano: “pezzo di merda, curnutu e sbirru”. L’uomo, infatti, in procinto di diventare padre, si è un po’ allontanato dal giro e questo fa temere loro che possa “venderli” alle forze dell’ordine. Lui promette di pagare, prende qualche giorno in attesa di un finanziamento, ma passano i giorni e i soldi non arrivano.

I Chisari tornano perciò alla carica, stavolta a casa: lo minacciano di sparargli alla testa, di sgozzarlo, tutto sotto gli occhi della moglie col pancione. Lei è terrorizzata, li guarda allontanarsi e chiama la madre in Svizzera, chiedendole se può ospitarli per qualche tempo: hanno un problema con un tizio della zona e devono allontanarsi.

“Ho paura per la mia vita”, racconta la vittima ai Carabinieri, quando lo interrogano, svelando che i Chisari avevano minacciato anche altri suoi parenti.

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